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Editoriali

III Domenica di Avvento anno C. “Che cosa dobbiamo fare?”

Ciò che Giovanni il Battista chiede nella sua predicazione appartiene alla vita quotidiana. Affinché il popolo sia preparato all’incontro con il Veniente, egli non richiede di fare sacrifici e olocausti, di recarsi più volte al tempio per partecipare alle solenni liturgie, di rispettare calendari liturgici o di fare particolari digiuni, ma chiede azioni umanissime. Chiede di assumere comportamenti quotidiani, nelle relazioni con gli altri: condivisione, giustizia, non violenza. Ecco dove si mostra concretamente la conversione, la metánoia.

II Domenica di Avvento anno C. Un'immersione per la remissione dei peccati

L’immersione nel Giordano, segno della volontà di conversione, è strettamente legata alla remissione dei peccati per opera di Dio. È l’amore preveniente di Dio a causare in noi la conversione. Se predisponiamo tutto per ricevere questo amore, allora il dono del perdono dei peccati opera ciò che nessuno di noi potrebbe operare: i nostri peccati sono cancellati da Dio, che ci guarda come creature irreprensibili perché giustificate dalla sua misericordia. Questo è il Vangelo, la buona notizia che comincia a risuonare nel deserto per opera di Giovanni il Battista

I Domenica di Avvento anno C. Vieni, Signore Gesù, vieni presto!

Noi cristiani aspettiamo davvero l’evento della venuta nella gloria del Signore Gesù oppure non ci crediamo, lo consideriamo un mito? Ma è su questa venuta che si decide la nostra fede cristiana, la quale non è solo un’etica nello stare al mondo, non è solo l’adesione a una storia di salvezza, ma è speranza certa della venuta del Signore: colui che è venuto nella debolezza della carne umana a Betlemme, verrà gloriosamente nella pienezza di Dio e Signore, per fare cielo e terra nuovi

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario anno B. La venuta del figlio dell'uomo nella gloria

Se il credente sa leggere la storia, aderendo alla realtà quotidiana della vita umana e ascoltando la parola di Dio che sempre risuona nel suo oggi, allora sarà pronto per l’ora della venuta temibile e misericordiosa del Signore: un’ora che solo il Padre conosce, un’ora in cui i figli di Dio dispersi saranno finalmente una comunione, che non conoscerà più né morte, né male, né peccato

XXXI Domenica del Tempo Ordinario anno B. Il primo comandamento

Risalendo alla volontà del Legislatore, Gesù discerne che amore di Dio e del prossimo sono in stretta connessione tra loro: la Legge e i Profeti sono riassunti e dipendono dall’amore di Dio e del prossimo, non l’uno senza l’altro. Se è vero che ogni essere umano è creato da Dio a sua immagine, non è possibile pretendere di amare Dio e, contemporaneamente, disprezzare la sua immagine sulla terra. E il prossimo è colui al quale ci facciamo prossimi, vicini, come Gesù ha affermato a commento della parabola del samaritano

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