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Francesco: "vergogna" per l'aiuto negato ai 130 migranti morti in mare

Dopo il Regina Caeli, il Papa si è detto "molto addolorato" per la tragedia consumata nel Mediterraneo: "sono persone, vite umane, che per due giorni hanno implorato invano aiuto", che non è arrivato. Preghiamo per loro , ma anche per coloro "che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte". Ha ricordato anche le 82 vittime dell'incendio in un ospedale per Covid a Baghdad e il dramma delle isole di Sant'Vincent e Granadine per l'eruzione vulcanica

Un grande dolore, il “momento della vergogna”. Papa Francesco ha nel cuore quelle 130 vite spezzate, e nella mente quei volti “che per due giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è mai arrivato”. Dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, in Piazza San Pietro, ricorda “la tragedia che ancora una volta si è consumata nei giorni scorsi nel Mediterraneo. 130 migranti sono morti in mare. Sono persone. Sono vite umane”.

Preghiamo per chi può aiutare ma si gira da un'altra parte

E chiede che tutti si interroghino “su questa ennesima tragedia”…

È il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle, e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi. Anche preghiamo per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte. Preghiamo in silenzio…

E per le 82 vittime dell'incendio nell'ospedale di Baghdad

Il Papa chiede preghiera anche per le vittime, in Iraq, questa notte, “dell’incendio di un ospedale per i malati di Covid a Baghdad. Fino a questo momento sono 82 morti”. Ed assicura la sua preghiera, esprimendo la sua vicinanza, per la popolazione “delle isole di Sant Vincent e Granadine dove un’eruzione vulcanica sta provocando danni e disagi”.

I 10 martiri beatificati in Guatemala "testimoni di amore"

Francesco ricorda infine che venerdì scorso a Santa Cruz del Quiché, in Guatemala sono stati beatificati José María Gran e nove compagni martiri, tre sacerdoti e sette laici della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, “uccisi tra il 1980 e il 1991, tempo di persecuzione contro la Chiesa Cattolica impegnata nella difesa dei poveri”. Animati dalla fede in Cristo, sottolinea, “sono stati eroici testimoni di giustizia e di amore. Il loro esempio ci renda più generosi e coraggiosi nel vivere il Vangelo”.

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, domenica 25 aprile 2021

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