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I Magi, quel bimbo e il re crudele: la vera storia dell'Epifania

Su Tv2000, domenica 6 gennaio, alle 7,30, va in onda l'ultima puntata della serie "E il Verbo si fece carne". La pagina del Vangelo è commentata dal vescovo di Grosseto, monsignor. Rodolfo Cetoloni. L'analisi storico-biblica è curata da padre Alberto Joan Pari, frate francescano della Custodia di Terra Santa. Il reportage per Famiglia Cristiana della conduttrice del programma, Cristiana Caricato

Un colle artificiale si staglia al limite del deserto di Giuda: era il simbolo del potere di un re sanguinario e crudele, passato alla storia per aver ordinato il massacro più efferato, il primo dei grandi crimini: la strage degli innocenti. Oggi delle tre grandi fortezze fatte costruire da Erode il Grande durante il suo impero, quella che guarda Gerusalemme mostra la caducità del suo potere, l’inutilità del suo odio. L’Herodium era il più maestoso e imponente dei palazzi che il re giudeo fece erigere per affermare la sua supremazia. Gli scavi archeologici avviati nel 1962 da padre Virgilio Corbo, pioniere dello Studium Biblicum Franciscanum, hanno fatto emergere la piscina che Erode volle all’interno del grande giardino che circondava la montagnola artificiale. Lunga 75 metri per 40, e profonda 3 metri, permetteva giochi d’acqua straordinari per l’epoca, vere e proprie battaglie navali destinate a divertire e stupire gli ospiti. All’interno della fortezza è ancora visibile il cortile decorato da grandi archi, il colonnato che delimitava l’area della vita di corte, la torre circolare completa e le tre torri semicircolari che si innalzavano a difesa del palazzo.

“Erode fece costruire la fortezza tra il 23 e il 15 a.c. – racconta padre Alberto Joan Pari, biblista – quando divenne re della Giudea. Aveva solo 25 anni, ma già era noto per la sua aggressività, tanto da conquistarsi l’appellativo di “sanguinario”. Molti membri della sua famiglia erano stati sterminati perché sospettati di agire alle sue spalle, o semplicemente perché non condividevano il suo stile di governo”. Ancora oggi sono percorribili i tunnel sotterranei che permettevano, in caso di attacco, di sfuggire ai nemici. Fungevano anche da canali idrici per irrorare le sontuose terme che non mancavano mai nei palazzi erodiani. Il palazzo contava sale inferiori e superiori riccamente decorate: la sala del triclinio, la più lussuosa del Palazzo, possedeva un pavimento mosaicato e degli affreschi parietali, oltre ad un colonnato sui tre lati. Era la sala dove si svolgevano i pasti sontuosi, le feste e i ricevimenti per gli ospiti importanti.

Non è escluso che proprio in questa sala Erode abbia ricevuto i Magi, i tre sapienti giunti alla sua corte per chiedere notizie del Re Bambino. Dai Vangeli sappiamo che si erano messi in cammino verso Oriente, seguendo una Stella. Per dei sovrani o dei saggi di stirpe regale, la visita al regnante della Giudea era d’obbligo ed è facile immaginare l’incontro sfarzoso in una delle residenze di Erode. Per la loro ubicazione sia la fortezza di Masada, oltre il Mar Morto, che quella di Macheronte al di là della valle del Giordano, non rispondono alle coordinate geografiche e cronologiche indicate dai Vangeli. Lasciano quindi spazio all’ipotesi suggestiva che proprio nell’Herodium, il palazzo più amato da Erode, possa essere avvenuto l’incontro con i Re Magi. Proprio tra le rovine dell’antica fortezza è stata ambientata l’ultima puntata dell’itinerario evangelico trasmesso da TV2000, durante il periodo natalizio. “E il Verbo si fece Carne”, attraverso l’analisi storica di Padre Pari e la meditazione di monsignor Rodolfo Cetoloni, (domenica 6 gennaio, alle 7,30), trasporta nella Giudea narrata dall’evangelista Matteo, per rivivere l’incontro tra i Magi e il tiranno, tra i loro cuori in ricerca e l’interesse malvagio di Erode, il riconoscimento del Dio che si è fatto prossimo e l’egoismo superbo del potente. Sappiamo come la vicenda si è conclusa, con i Magi che avvertiti in sogno prendono un’altra strada ed Erode che colmo di odio ordina la strage orribile. Ma ciò che rimane della magnificenza dell’Herodium, segno di un potere sgretolato e dissolto, esalta il cammino sincero e desideroso di Verità dei Magi, uomini sapienti che dalla dimora regale si dirigono verso la casa di Betlemme, per adorare un Bambino tra le braccia di sua madre. E’ il Re che non si aspettano, La Verità che cercavano, il Dio che si è fatto prossimo. Carne per tutti gli uomini.

Cristiana Caricato

© www.famigliacristiana.it, sabato 5 gennaio 2019

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