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Il nostro vicino di nome Gesù

Tre giorni di lavori, quattro diverse location, oltre 1000 iscritti che promettono di diventare molti di più da qui all’apertura, 54 tra relatori e moderatori, oltre al patrocinio del Comune di Roma e la collaborazione del Vicariato, per un tema che accomuna tutti: «Gesù nostro contemporaneo».

Già dai semplici numeri il convegno che dal 9 all’11 febbraio si svolgerà a Roma su iniziativa del Comitato per il Progetto Culturale della Cei e del relativo Servizio nazionale si segnala per essere un evento di grandi proporzioni. In più, come è successo due anni fa per l’altro convegno su «Dio oggi» – di cui questo appuntamento è, dichiaratamente, la continuazione – si preannunciano contenuti di sicuro interesse non solo sul piano religioso quanto soprattutto per l’esplicita intenzione degli organizzatori di parlare di Gesù con i linguaggi di oggi alla cultura odierna. Ha spiegato, infatti, ieri, il cardinale Camillo Ruini in sede di presentazione del simposio: «Vogliamo fare una proposta audace, ma in forma rispettosa, anche a coloro che credono diversamente». E soprattutto, ha aggiunto il porporato, «vogliamo lanciare un messaggio forte alla società e a un mondo culturale che appaiono oppressi da altre preoccupazioni».

Il messaggio consiste in sostanza nel cercare di spiegare perché Cristo è contemporaneo di ogni uomo. E durante la conferenza stampa che si è svolta in Campidoglio alla presenza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Ruini, presidente del Comitato per il Progetto culturale, ne ha anticipato alcune linee portanti. «Affermare che Gesù è nostro contemporaneo – ha affermato – non significa semplicemente rivendicarne l’attualità, ma dire molto di più, e cioè che Gesù è nostro contemporaneo proprio nella sua vicenda storica unica e irripetibile; non, quindi, semplicemente nel ricordo, o nel tentativo di modellare la nostra vita sulla sua, ma nella sua realtà». La metodologia sarà però di tipo culturale, e cioè il mostrare «che la fede non è un salto nel vuoto, ma una scelta plausibile e ragionevole».

Per questo il simposio seguirà due direttrici di fondo: la figura storica di Gesù e la sua attualità. Quanto al primo filone, Ruini ha ricordato che negli ultimi anni la figura storica di Gesù ha riacquistato spessore, compreso il punto più controverso e cioè la sua risurrezione. Sull’attualità il cardinale ha contestato l’affermazione dell’illuminista tedesco Lessing secondo cui «la distanza storica che continuamente si allarga tra Gesù e noi comporta una diminuzione inevitabile della sua rilevanza per noi», per far notare invece come «l’attualità di Gesù emerga da una storia che ha tuttora effetti e che da Lui è arrivata fino a noi, nella paradossale forma della croce e della risurrezione, com’è dimostrato da tanti martiri».

In sostanza, dunque, «Gesù è importante per tanta gente, e ciò avviene perché la gente è convinta che abbia un rapporto speciale, unico con Dio. Gesù e Dio sono inseparabili, non solo per la fede ma anche per la cultura». E questo è anche, ha sottolineato Ruini, il punto di contatto tra il convegno della prossima settimana e quello del dicembre 2009 su «Dio oggi».

Il tutto sarà esaminato naturalmente dal punto di vista cattolico, ma non mancheranno voci diverse: laiche e di esponenti di altre religioni. Del resto basta scorrere i temi delle diverse sessioni per capire, fin dai titoli, che l’approccio sarà multidisciplinare: «Gesù e i poveri», «Gesù e le donne», «Gesù e la fiction», «Gesù nella letteratura», «Gesù e i poveri». Un approccio che è alla base anche del patrocinio del Comune di Roma. «Questo convegno - ha infatti spiegato il sindaco Alemanno - ha la caratteristica particolare di agganciare i fondamenti della fede alla vita quotidiana, onde costruire un nuovo umanesimo».

I lavori cominceranno giovedì 9 alle 15 all’Auditorium della Conciliazione e a presiedere la sessione inaugurale sarà il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Lorenzo Ornaghi, mentre l’introduzione sarà affidata al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Nutrito l’elenco degli interventi nel corso dei tre giorni. Tra gli altri, i cardinali Angelo Scola (Milano), Gianfranco Ravasi (Pontificio Consiglio della Cultura) e Joseph Zen Ze-kiun (emerito di Hong Kong); il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi; la regista Liliana Cavani (presente con un suo filmato); il cantautore Roberto Vecchioni; i giornalisti Paolo Mieli, Tony Capuozzo e Giuliano Ferrara; i rabbini Elia Enrico Richetti (Venezia) e David Rosen (American Jewish Committee), il teologo Klaus Berger, il filosofo Jean-Luc Marion e lo scrittore Alessandro D’Avenia.

L’interesse suscitato dal convegno, come ha detto Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale Cei (intervenuto insieme con il portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili) , è testimoniato anche dal fatto che le adesioni on line continuano a crescere. Su Internet del resto si potrà seguire in diretta tutto lo svolgimento dei lavori. Il che dà al simposio una connotazione multimediale.
 

Mimmo Muolo

 

© Avvenire, 4 febbraio 2012

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