Arcivescovo

S.E. Giuseppe

Satriano

IN AGENDA

Il Papa alle Confraternite: aggiornate le vostre tradizioni senza nostalgia del passato

Alle associazioni di fedeli italiani riunitesi in confederazione circa 25 anni fa, Francesco chiede di non ripiegarsi su se stesse ma di rinnovasi in comunione con la Chiesa, reinvestendo nel presente il patrimonio spirituale, economico, artistico e storico: le vostre antiche pratiche liturgiche e devozionali siano animate da una intensa vita spirituale e dall’impegno concreto della carità

Un “lievito” nel tessuto ecclesiale e sociale italiano da mantenere vivo, perché possa far fermentare la collettività: così Francesco definisce la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, ricevuta stamani in udienza nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico. Una realtà nata nel Duemila, “nel contesto del grande Giubileo”, ricorda il Pontefice nel suo discorso, che da più di vent’anni accoglie, sostiene e coordina “la ricchissima e variegata presenza delle Confraternite” nella Chiesa italiana, e che proprio nel contesto di un nuovo Giubileo, quello del 2025, celebrerà 25 anni di vita. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

La realtà delle Confraternite in Italia

Una realtà capillare, quella delle confraternite, nella Penisola: sono circa 3.200 quelle iscritte alla Confederazione, che in totale conta 2 milioni di membri, cui bisogna aggiungere familiari e amici che si uniscono alle diverse attività. Ma ci sono anche oltre tremila confraternite non iscritte. Il loro operato richiama “quanto dice il Concilio Vaticano II, a proposito della natura e della missione dei laici nella Chiesa”, afferma il Papa, ossia l’essere “chiamati da Dio a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo”. È quanto accade nella pietà popolare, “una potente forza di annuncio, che ha molto da dare agli uomini e alle donne del nostro tempo” aggiunge Francesco, richiamando l’Evangelii nuntiandi di Paolo VI, “che ha chiarito bene il posto della pietà popolare nella vita della Chiesa, e descrivendola come “una carta apostolica profetica, che aiuta, che va avanti”. Quindi il Pontefice incoraggia le confraternite “a coltivare con impegno creativo e dinamico” la vita associativa e la presenza caritativa”.

Lasciatevi animare dallo Spirito e camminate: come fate nelle processioni, così fatelo in tutta la vostra vita di comunità. La ricchezza e la memoria della vostra storia non diventino mai per voi motivo di ripiegamento su voi stessi, di celebrazione nostalgica del passato, di chiusura verso il presente o di pessimismo per il futuro; siano piuttosto stimolo forte a reinvestire oggi il vostro patrimonio spirituale, patrimonio umano, patrimonio economico, artistico, storico e anche folkloristico, aperti ai segni dei tempi e alle sorprese di Dio.

Camminare nella evangelicità, ecclesialità e missionarietà

L’invito del Papa alle confraternite è ad articolare il loro cammino secondo tre linee fondamentali: la evangelicità, l’ecclesialità e la missionarietà, più concretamente camminare sulle orme di Cristo, camminare insieme, camminare annunciando il Vangelo. Per il Pontefice le Confraternite devono essere un posto di annuncio e quanti ne fanno parte devono avvicinarsi di più al Vangelo, leggerlo quotidianamente, perché il Vangelo “fa crescere il cuore”. Avere un “contatto fisico con il Vangelo e poi contatto spirituale”.

Vi esorto a coltivare la centralità di Cristo nella vostra vita, nell’ascolto quotidiano della Parola di Dio, organizzando e partecipando regolarmente a momenti formativi, nella frequenza assidua ai Sacramenti, in una vita intensa di preghiera personale e liturgica. Le vostre antiche tradizioni liturgiche e devozionali siano animate da una vita spirituale, una vita spirituale reale, con fervore, e dall’impegno concreto della carità. E non abbiate paura di aggiornarle in comunione con il cammino della Chiesa, perché possano essere un dono accessibile e comprensibile per tutti, nei contesti in quali vivete e operate, e uno stimolo ad avvicinarsi alla fede anche per i lontani.

Camminare insieme

Per camminare insieme, suggerisce, poi, Francesco, gli strumenti comunitari di formazione, discernimento e deliberazione, “esperienza secolare di sinodalità”, non siano “incontri puramente amministrativi o particolaristici”, ma “sempre e prima di tutto luoghi di ascolto di Dio, ascolto della Chiesa, di dialogo fraterno, caratterizzato da un clima di preghiera e di carità sincera”. Solo così le confraternite potranno “essere realtà vivaci” e “trovare nuove vie di servizio e di evangelizzazione”.

Annunciare il Vangelo guardando ai bisogni del mondo contemporaneo

Quanto all’annuncio del Vangelo, ossia la missionarietà, necessita la testimonianza della fede, spiega il Papa, prendersi cura dei fratelli, come molte confraternite hanno fatto in questo tempo di pandemia, specialmente delle "nuove povertà del nostro tempo”, che sono tante e che occorre individuare.

Mantenete vivo il carisma del servizio e della missione, rispondendo con creatività, con coraggio ai bisogni del nostro tempo.

Infine Francesco, rinnova l’invito a quanti aderiscono alle confraternite a essere missionari dell’amore, della tenerezza e della misericordia di Dio.

Tiziana Campisi - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, lunedì 16 gennaio 2023

Prossimi eventi