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La Signora di Fatima, l'appello senza fine alla conversione del mondo

104 anni fa la Madonna apparve per la prima volta ai tre pastorelli. Profondo il legame dei Papi con questo luogo in cui si sono recati milioni di pellegrini

È il 13 maggio del 1917 quando presso la Cova da Iria, località di un villaggio nel Portogallo centrale, tre bambini vedono per la prima volta la Vergine Maria con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che Lucia dos Santos di 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, fratelli di 9 e 7 anni, avranno fino a ottobre, sempre il 13 del mese, tranne ad agosto quando dal 13 al 15 vengono “sequestrati” dal sindaco che cerca di smascherare quella che crede essere un’impostura: la  Madonna, quindi, apparirà ai tre veggenti il giorno 19. E proprio il 13 ottobre una folla stimata tra le 30 e le 100 mila persone vide il “miracolo del sole”, che cambiò colore, dimensione e posizione per circa dieci minuti. Nel 1930 il vescovo di Leiria dichiara "degne di fede le visioni", autorizzando il culto alla Madonna di Fatima. Il messaggio principale è legato alla rivelazione in tre parti che la Madonna fece ai pastorelli. Fatima sarà, dunque, sempre più conosciuta nel mondo e vi giungeranno milioni di pellegrini.

Giovanni Paolo II e l’attentato

Una storia, quella di Fatima, che si intreccia con le vicende del Novecento. Un anno dopo aver subito l'attentato - avvenuto il 13 maggio 1981, 40 anni fa - Giovanni Paolo II si recherà al Santuario portoghese, tornandovi poi nel 1991 e nel 2000. Annunciando il suo viaggio nel contesto della visita alla Chiesa in Portogallo, dirà: “Approfittando di tale invito desidero soprattutto rispondere al bisogno del cuore, che mi spinge a recarmi, nel primo anniversario dell’attentato alla mia persona, ai piedi della Madre di Dio a Fatima, per ringraziarla del suo intervento per la salvezza della mia vita e per il ricupero della salute”.

Quando Giovanni Paolo II vi tornò per la terza volta, dunque nel 2000, il 13 maggio celebrò la Messa per la beatificazione dei pastorelli Jacinta e Francisco. Nell’omelia volle ricordare le tante vittime dell'ultimo secolo del secondo millennio. “Il pensiero - disse - va agli orrori delle due ‘grandi guerre’ e quelli delle altre guerre in tante parti del mondo, ai campi di concentramento e di sterminio, ai gulag, alle pulizie etniche e alle persecuzioni, al terrorismo, ai rapimenti di persone, alla droga, agli attentati contro la vita non nata e la famiglia”. Quindi si soffermò sul messaggio che rivolgeva, come una madre, la “Donna vestita di sole":

Il messaggio di Fatima è un richiamo alla conversione, facendo appello all'umanità affinché non stia al gioco del "drago", il quale con la "coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra" (Ap 12, 4). L'ultima meta dell'uomo è il Cielo, sua vera casa dove il Padre celeste, nel suo amore misericordioso, é in attesa di tutti.

Papa Wojtyla tornò, in quell’occasione, anche a ricordare l’attentato subito 19 anni prima e le richieste della Vergina Maria:

Qui a Fatima, dove sono stati preannunciati questi tempi di tribolazione e la Madonna ha chiesto preghiera e penitenza per abbreviarli, voglio oggi render grazie al Cielo per la forza della testimonianza che si è manifestata in tutte quelle vite. E desidero una volta di più celebrare la bontà del Signore verso di me, quando, duramente colpito in quel 13 maggio 1981, fui salvato dalla morte. 

Benedetto XVI e l’amore di Madre

Dieci anni dopo, per il decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli, anche Benedetto XVI, il 13 maggio, celebrò la Messa. Dalla Spianata del Santuario, forte fu il suo richiamo alla missione profetica di Fatima. “Qui – affermò - rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: «Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!» (Gen 4, 9). L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo…”. Ancora una volta, si ricorda di cosa possa essere capace l’uomo e la chiamata di Dio a intraprendere, invece, una strada d’amore:

Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull’altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l’Amore di Dio che arde nel suo. In quel tempo erano soltanto tre, il cui esempio di vita si è diffuso e moltiplicato in gruppi innumerevoli per l’intera superficie della terra, in particolare al passaggio della Vergine Pellegrina, i quali si sono dedicati alla causa della solidarietà fraterna.

 

Francesco canonizza i due pastorelli

Nel centenario delle apparizioni, il 13 maggio del 2017, è Papa Francesco a celebrare la Messa con il rito di canonizzazione dei beati Francisco e Jacinta, sul Sagrato del Santuario. Anche nella sua omelia è forte il richiamo alla Madre celeste e alla sua azione.

Ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della Terra. Come esempi, abbiamo davanti agli occhi San Francesco Marto e Santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarLo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze. La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo.

Un legame quello dei Papi con Fatima, che si dipana dunque per tutto il ‘900 e fino a noi, agli inizi di questo Terzo Millennio. Già Pio XII nutriva una particolare venerazione per la Madonna di Fatima, Angelo Giuseppe Roncalli e Albino Luciani visitarono il santuario portoghese da cardinali, non da Papi. Paolo VI si recò Il 13 maggio del 1967.

Chiediamo pace, fine della pandemia, penitenza e conversione

Al termine dell’udienza generale, ieri, Papa Francesco ha voluto ricordare che oggi, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Fatima, è anche il 40.mo anniversario dell’attentato a San Giovanni Paolo II, che “sottolineava con forza che doveva la vita alla Signora di Fatima”. Un evento, questo, ha affermato Papa Francesco, che “ci rende consapevoli che la nostra vita e la storia del mondo sono nelle mani di Dio". "Al Cuore Immacolato di Maria - ha esortato - affidiamo la Chiesa, noi stessi e tutto il mondo. Chiediamo nella preghiera la pace, la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione”. 

Debora Donnini – Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, giovedì 13 maggio 2021

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