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La vocazione ecumenica della Chiesa in Bari-Bitonto

La vocazione ecumenica di una Chiesa “locale”, nel nostro caso di Bari-Bitonto, è un inedito di Dio circa l’esercizio della carità cristiana fra i fedeli di una diocesi. Il comandamento di Cristo: “amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Gv.15,12) viene esteso ai fratelli che appartengono a Chiese e comunità cristiane diverse, presenti nel territorio diocesano, al fine di ricomporre l’unione fra i cristiani

“La cura di ristabilire l’unione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i Pastori, e ognuno secondo la propria virtù, tanto nella vita cristiana di ogni giorno quanto negli studi teologici e storici. Questa cura già in qualche modo manifesta il legame fraterno che esiste fra i cristiani, e conduce alla piena e perfetta unità conforme al disegno della bontà di Dio” (Decreto del Concilio Vaticano II sull’Ecumenismo, 5).

Movimento ecumenico, inedito di Dio, perché grazia tutta particolare offerta da Dio Padre alla Chiesa Cattolica Romana in occasione del Concilio Ecumenico Vaticano II (vedi il su citato Decreto per l’Ecumenismo, 1964), in risposta alla preghiera di Gesù: “Padre, fa’ che tutti siano una cosa sola: come tu, Padre, sei in me ed io in te” (Gv. 17,21). È soprattutto lo Spirito Santo non solo a ispirare ai cristiani l’opera della riconciliazione fra di loro, ma anche a muovere le loro volontà a operare concretamente in tal senso. Così esortano i Vescovi del Concilio Vaticano II: “questo Santo sinodo desidera fortemente che le iniziative dei figli della Chiesa Cattolica procedano congiunte con quelle dei fratelli separati, […] senza pregiudicare i futuri impulsi dello Spirito Santo” (Decreto per l’Ecumenismo, 24).

Il primo impulso dello Spirito alla Chiesa di Bari-Bitonto fu, all’indomani della chiusura del Concilio (1965), la creazione in Bari dell’Istituto di Teologia Ecumenico-patristica Greco-bizantina “S. Nicola”. La Conferenza Episcopale Pugliese volle infatti nel 1968, per il qualificato e generoso impegno ecumenico dell’allora Arcivescovo di Bari, Mons. Enrico Nicodemo, istituire la Sezione distaccata della Facoltà Teologica della Pontificia Università “S. Tommaso d’Aquino”, nei pressi della Cattedrale di Bari che custodisce l’icona di Maria Ss. di Costantinopoli, affidando l’attività accademica ai frati domenicani. L’Istituto di Teologia Ecumenica “S. Nicola”, che ora è parte integrante della Facoltà Teologica Pugliese, conferisce i gradi accademici di licenza e di dottorato, oltre che i diplomi di Ecumenismo e di Bizantinologia. Insigne docente dell’Istituto fu il professor Papas Giuseppe Ferrari (1913-1990), sacerdote della Eparchia greco-cattolica di Lungro (Calabria), il quale per anni insegnò teologia orientale, oltre ad essere il primo parroco della chiesa di rito orientale, presso l’antico tempio restaurato di S. Giovanni Crisostomo (1957), divenendo punto di riferimento ecumenico per tanti greci.

Dono ecumenico che la Provvidenza divina ha offerto, in maniera tutta particolare, alla Chiesa di Bari-Bitonto sarà ancora la presenza del corpo di S. Nicola (Vescovo di Myra, nell’attuale Turchia, morto verso il 326 d.C.), giunto a Bari (1087) e custodito presso l’omonima Basilica (1197). Da allora continui pellegrinaggi di cristiani, provenienti dalle Chiese di oriente e di occidente, costituiranno un “unicum” dell’ecumenismo barese con gli ortodossi greci e russi. Fra i pellegrinaggi “illustri” va ricordato quello di Giovanni Paolo II, il 26 febbraio 1984, in occasione della sua visita pastorale all’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. Il Santo Pontefice, “pellegrino ecumenico”, dopo aver esortato i fedeli a vivere la vocazione ecumenica come dono dello Spirito alla Chiesa di Bari, incontrò sull’altare maggiore di S. Nicola il Metropolita ortodosso di Myra, Chrysostomos Konstantinidis, delegato dal Patriarca di Costantinopoli, e con lui accese la lampada uniflamma di comunione fra la Chiesa di oriente e la Chiesa di occidente.

In linea con questa straordinaria esperienza ecumenica sarà considerata e accolta la visita dell’attuale Patriarca di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeos, che giunge a Bari in occasione della festa di S. Nicola (6 dicembre 2016) e dell’inaugurazione dell’anno accademico della Facoltà Teologica Pugliese 2016-2017.

La Basilica di S. Nicola è solo il centro di un’intensa esperienza spirituale ecumenica che ogni domenica si svolge in alcune chiese di Bari vecchia per il culto celebrato da diverse comunità ortodosse. Infatti l’Arcivescovo di Bari ha dato “in affido” le seguenti chiese: Santa Chiara (per la comunità ortodossa georgiana), di San Gregorio (per la comunità ortodossa rumena), di San Gaetano (per la comunità ortodossa etiopica), della cappella “Immacolata” presso l’Istituto Borea (per la comunità ortodossa eritrea), del Sacro Cuore in corso Cavour (già sede parrocchiale cattolica, per la comunità ortodossa greca) perché gli ortodossi possano celebrare decorosamente la loro Divina Liturgia nei diversi riti. A queste Chiese va aggiunta la Chiesa ortodossa russa “S. Nicola”, sita in Bari presso corso Benedetto Croce, che fu costruita dall’Associazione Emigrati ortodossi russi in Palestina agli inizi del secolo scorso per l’accoglienza a Bari dei pellegrini russi. Questo è l’ecumenismo “popolare” cui corrispose nel 1987 un interessante ecumenismo di “vertice”, in occasione dello svolgimento della IV Sessione Plenaria della Commissione Mista per il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa Cattolica e le Chiese ortodosse. L’internazionale simposio teologico si svolse presso l’Oasi di Santa Maria al Circito in Cassano Murge (Bari) in due sessioni distinte: 29 maggio/7 giugno 1986 e 9/16 giugno 1987. Al termine dei lavori venne firmato il Documento di accordo cattolico-ortodosso col titolo di “Fede, Sacramenti e Unità della Chiesa” (Documento di Bari).

Nei giorni 25/28 settembre 1990 si svolse a Bari, un altro Meeting Internazionale: “Uomini e Religioni”, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio in Roma in collaborazione stretta con l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. La città di Bari accolse, in quella occasione, ben ottanta rappresentanti di varie religioni del mondo, vivendo una intensa esperienza interreligiosa sul tema: “Un Mare di Pace tra Oriente e Occidente”, consapevole che “tutti i popoli costituiscono una sola comunità, avendo una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra, avendo anche un solo fine ultimo, Dio…..” (Dichiarazione del Concilio Vaticano II sulle religioni non cristiane n.1).

Nel variegato e ricco movimento ecumenico barese va sottolineata anche l’importanza del dialogo interconfessionale, che chiameremmo “feriale e quotidiano”, concordato e realizzato con alcune comunità protestanti, presenti nel territorio. Sono le comunità evangeliche Valdese, Battista, Avventista del 7° Giorno e Chiesa di Cristo, con le quali il Segretariato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, sin dal 1972, ha intessuto una amichevole relazione di conoscenza, di stima, di cooperazione nel campo liturgico e culturale. Ne è nato il Gruppo Ecumenico di Bari (GEB), costituito da cristiani appartenenti a varie comunità ecclesiali, le quali mensilmente programmano e attuano iniziative di preghiera e di catechesi ecumenica presso le parrocchie della diocesi. Espressione significativa delle attività ecumeniche del GEB è la corale ecumenica “Anna Sinigaglia” che anima i vari incontri del GEB con inni e canti liturgici appartenenti alle tre confessioni cristiane, cattolica, ortodossa e protestante. La corale ecumenica ebbe il privilegio di esibirsi presso la Chiesa di S. Stefano in Graz (Austria) nel 1997 in occasione della II Assemblea Ecumenica Europea, organizzata congiuntamente dalla Conferenza delle Chiese europee (KEK) e dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE). Ci pare di concludere questo excursus storico del cammino ecumenico diocesano con le parole di S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto: “ringraziamo il Signore per l’unità visibile, sia pure imperfetta, esistente già fra i cristiani e preghiamo incessantemente perché si realizzi nel mondo d’oggi, così turbato da sconvolgimenti socio-politici, il desiderio di Cristo”: “come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv. 17, 21).

sac. Angelo Romita

Direttore Diocesano Ufficio per il Dialogo Ecumenico

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