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MED 26 – "Un faro di pace in terra catalana"

La partecipazione dell'Arcivescovo Satriano agli Incontri Mediterranei di Barcellona

Da ieri sera un nuovo faro si è acceso sulle sponde del Mediterraneo. Un faro unico nel suo genere, perché indica non solo la rotta sicura che dal mare porta alla terra, ma quella che dalla terra conduce al cielo. Siamo tutti naufraghi della vita, tutti in viaggio verso la nostra vera patria, tutti invitati ad "Alzare lo sguardo".

"Alça la mirada", infatti, è il motto della visita di Papa Leone XIV in Spagna, nella quale si incastona come pietra preziosa l'incontro MED 26. Un motto tratto dal Vangelo di Giovanni (4, 35), con l'invito di Gesù a sollevare lo sguardo oltre le preoccupazioni quotidiane per riscoprire la presenza di Dio e aprirsi agli altri. E lo sguardo, a Barcellona, aveva dove alzarsi: dritto verso quella torre di 172,5 metri che Antoni Gaudí aveva sognato, progettato, e non vissuto abbastanza da vedere compiuta.

2.jpegLa notte della luce: la Torre di Gesù Cristo

Il 10 giugno, Papa Leone XIV ha benedetto la Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia di Barcellona: 172 metri, il pinnacolo più alto di qualsiasi edificio religioso al mondo, coronato dalla croce del Redentore. Dai suoi quattro bracci, altrettanti fasci di luce si proiettano sulla città, come un faro che illumina in tutte le direzioni. La cerimonia, che ha rappresentato il momento culminante dell'Anno Gaudí, si è aperta con un'offerta floreale presso la tomba dell'architetto, custodita nella cripta della Basilica, seguita dalla Messa solenne e, infine, dalla benedizione della torre.

Dentro il tempio erano presenti 9.000 fedeli; fuori, secondo le autorità, altre 130.000 persone. La cerimonia ha segnato una tappa storica per un cantiere aperto da 144 anni. Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha rivolto un forte appello alla pace e alla solidarietà, con particolare attenzione alle vittime delle guerre e della povertà: "Non possiamo credere in Gesù e uccidere l'innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria", ha affermato, prima di impartire la benedizione della torre in catalano e in spagnolo.

A chiudere la serata, uno spettacolo che resterà impresso nella memoria di chi vi ha assistito. Il volto di Gaudí è stato disegnato nel cielo di Barcellona, composto da centinaia di droni, con la Torre di Gesù illuminata e la frase del geniale architetto: "Prima l'amore, dopo la tecnica". Un momento di grande impatto ed emozione che ha cucito insieme la terra e il cielo, il passato e il futuro, la pietra e la fede.

Il processo che viene da Bari

Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, ha partecipato a questo momento straordinario non come semplice spettatore, ma come protagonista di un cammino che porta le impronte della nostra Chiesa fin dalla prima ora. Gli incontri Mediterranei hanno preso avvio proprio a Bari nel 2020 con il convegno "Mediterraneo frontiera di pace", e da allora hanno proseguito il loro percorso a Firenze nel 2022, Marsiglia nel 2023, Tirana nel 2024, con Barcellona come ulteriore tappa di questo processo di comunione tra le Chiese.

In marzo, gli arcivescovi di Bari, Tunisi e Marsiglia, insieme al vicario patriarcale per Cipro e ad altri vescovi, avevano già incontrato Papa Leone XIV in udienza privata nella Biblioteca del Palazzo Apostolico, per preparare l'incontro di Barcellona. Bari non è dunque una voce tra tante: è, in qualche modo, la città da cui tutto questo ha preso avvio, e il suo Arcivescovo porta a Barcellona il peso e la ricchezza di questa responsabilità.

MED 26: "Una luce di pace in terra catalana"

Settanta giovani di diverse fedi provenienti da 25 paesi del Mediterraneo, 60 vescovi e 70 operatori impegnati nella solidarietà mediterranea: questi i protagonisti degli Incontri Mediterranei di Barcellona, in corso di svolgimento dal 6 al 13 giugno in contemporanea con la visita di Papa Leone XIV in Spagna.

L'incontro, organizzato dai cardinali di Barcellona e di Marsiglia, ha riunito vescovi, teologi, operatori e giovani di tutti i paesi che si affacciano sulle cinque rive del Mediterraneo, alternando momenti di lavoro di gruppo e sessioni plenarie. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la comunione tra le Chiese del Mediterraneo, coinvolgere le nuove generazioni nella promozione della pace e consolidare le reti di collaborazione già esistenti in ambiti come l'accoglienza dei migranti, la vita monastica e la riflessione teologica.

In questa occasione sono state rese pubbliche le "Note di metodo per una teologia dal Mediterraneo", un testo elaborato dalla Rete Teologica Mediterranea (RTMed) al termine di un percorso di ricerca e confronto che ha coinvolto teologi e istituzioni accademiche delle diverse sponde di questo mare. Un documento consegnato direttamente al Papa, segno che il pensiero teologico che nasce dall'ascolto del Mediterraneo è ormai riconosciuto come contributo prezioso per tutta la Chiesa.

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L'incontro con il Papa

Il 9 giugno, Papa Leone ha incontrato i circa 200 partecipanti all'Incontro Mediterraneo MED 26 nell'arcivescovado di Barcellona, rivolgendo loro parole di incoraggiamento: li ha esortati al viaggio, in senso geografico e spirituale, a raggiungere quei porti dove uomini e donne attendono la buona notizia. Ha accennato alle tante sfide del Mediterraneo, con particolare attenzione al Medio Oriente, esprimendo gratitudine per il lavoro volto a costruire dialogo, a vedere che "c'è ricchezza nella diversità e nella diversità si può essere uniti". Al termine dell'incontro, hanno pregato insieme il Padre Nostro.

6.jpegUno sguardo che non si abbassa

La "nave scuola di pace" Bel Espoir, che per un anno ha navigato per il Mediterraneo approdando nei principali porti delle cinque sponde, compreso Bari, ha portato a Barcellona i giovani che l'hanno vissuta come esperienza di formazione al dialogo e alla pace. Erano lì, con i loro vescovi, nella stessa città dove una torre alta 172 metri ricordava a tutti che l'opera dell'uomo, quando è animata dall'amore, può davvero toccare il cielo.

Mons. Satriano torna a Bari portando con sé i frutti di giorni intensi: il ricordo di una luce

accesa su Barcellona e sul Mediterraneo, le voci di 200 persone da ogni sponda del Mare Nostrum, e la certezza che il cammino iniziato nella nostra città continua — più ricco, più profondo, più necessario che mai.

Alça la mirada. Alza lo sguardo. Perché il cielo, da ieri sera, ha un faro in più.

 

Barcellona, 9–12 giugno 2026

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