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Meditazione sul Natale. Don Mazzolari e la gioia fatta di niente

Don Primo Mazzolari, il noto "parroco di Bozzolo" (1890-1959) in questa poesia-preghiera ci ricorda che ogni uomo nasce e muore a mani vuote, sta a lui decidere con cosa riempirle nella sua vita

Natale è la festa di Dio che si fa bambino, che nasce al mondo degli uomini per farsi carico di ogni sofferenza e peccato. Il Signore viene per tutti, per chi lo cerca e per chi lo ignora, per i sani e per i malati, anzi soprattutto per i sofferenti. Una realtà che ripetiamo spesso ma chissà se ci crediamo davvero.

Don Primo Mazzolari, il noto "parroco di Bozzolo" (1890-1959) in questa poesia-preghiera ci ricorda che ogni uomo nasce e muore a mani vuote, sta a lui decidere con cosa riempirle nella sua vita. Se di gioia, condivisione, amore o se invece di egoismo e superbia.

Egli viene.
E con Lui viene la gioia.
Se lo vuoi, ti è vicino.
Anche se non lo vuoi, ti è vicino.
Ti parla anche se non parli.
Se non l’ami, egli ti ama ancor di più.
Se ti perdi, viene a cercarti.
Se non sai camminare, ti porta.
Se tu piangi, sei beato perché lui ti consola.
Se sei povero, hai assicurato il regno dei cieli.
Se hai fame e sete di giustizia, sei saziato.
Se perseguitato per causa di giustizia,
puoi rallegrarti ed esultare.
Così entra nel mondo la gioia,
attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente,
perché ogni uomo che viene al mondo
viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote,
muore e va di là a mani vuote.

Riccardo Maccioni

© Avvenire, venerdì 23 dicembre 2016

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