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Messa «in Coena Domini»​: papa Bergoglio vuole i poveri

Il Pontefice ha chiesto di distribuire tra i più bisognosi l'invito alla Celebrazione in San Pietro. Tremila biglietti presi in carico da Caritas e associazioni di volontariato. Domani l'incontro con il Nobel per la pace, Esquivel.

Sarà un invito ricevuto direttamente dal Papa quello che si ritroveranno in mano circa tremila fra i più bisognosi ed emarginati della Capitale: Papa Francesco ha chiesto che per la Messa in Coena Domini del giovedì santo, che celebrerà  il prossimo 28  marzo, sia la Caritas diocesana di Roma a distribuire i biglietti d'invito tra le persone povere che assiste ogni giorno. 

Se - come spiega l'Agi (Agenzia giornalistica Italia) - la Prefettura della Casa pontificia aveva già diffuso nei giorni scorsi circa 1.300 biglietti rispondendo alle richieste pervenute, a disposizione della Caritas Diocesana ne restano ora oltre 3mila che saranno diffusi tra le persone meno abbienti in collaborazione anche con la Comunità di Sant'Egidio e altre organizzazioni di volontariato.

Segnali del nuovo Pontificato. Di una «semplicità nuova» in Vaticano. Come il seggio al posto del trono papale: «Avrete notato la semplicità del seggio nella Sala Clementina, dove si è svolta oggi l'udienza», ha fatto osservare oggi ai giornalisti padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana. Altra annotazione fatta oggi dal portavoce è stata quella sul segretario: «Potrebbe essere in arrivo un altro segretario personale per papa Francesco, che al momento si avvale della collaborazione di don Alfred, il secondo segretario di Benedetto XVI al fianco di monsignor Georg Gaenswein». Lombardi ha comunque tenuto a ricordare anche che da arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio non aveva un segretario
personale, contando soltanto su due collaboratrici all'interno della sua segreteria.

DOMANI L'INCONTRO CON IL NOBEL PER LA PACE ESQUIVEL
Papa Francesco domani riceverà il premio Nobel per la Pace, Adolfo Pèrez Esquivel. Lo riferisce il sito del Clarin. Dopo l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, Esquivel ha respinto con fermezza le accuse rivolte all'allora arcivescovo di Buenos Aires in relazione al periodo della dittatura argentina.

© Avvenire, 20 marzo 2013

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