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PDL Borraccino, inascoltata la voce del Forum delle Associazioni Familiari

I numeri dimostrano che il “problema” dei medici obiettori di coscienza non esiste. Piuttosto si attuino delle politiche contro la denatalità e a favore della maternità consapevole

Dopo l’audizione in III commissione consiliare (Servizi sociali), prevista domani 5 ottobre, giovedì 12 tornerà in Aula per essere discussa e approvata dal Consiglio regionale la proposta di Legge Borraccino sulle “Norme in materia di concreta attuazione in Puglia della legge 194/78”.

Una proposta sulla quale, già lo scorso 22 giugno, erano state ascoltate, proprio in III commissione, le osservazioni del Forum delle associazioni familiari pugliesi, le cui proposte, nonostante il consenso del presidente Giuseppe Romano e dei commissari e il loro espresso desiderio di confronto costruttivo sul tema, sono state completamente ignorate e disattese.

La formulazione della legge nasce da una presunta e non meglio specificata mancanza di disponibilità da parte del personale medico pugliese, ginecologico in particolare, a praticare l'interruzione volontaria di gravidanza, in forza del ricorso all'obiezione di coscienza previsto dall'articolo 9 della 194. Al fine di assicurare sul territorio tale prestazione sanitaria, la pdl prevede dunque la possibilità di indire concorsi  riservati a personale sanitario non obiettore, creando artificiosamente un requisito preferenziale per l’accesso, in barba al fondamentale princìpio costituzionale di uguaglianza.

Ma la questione più evidente è che – dati alla mano – il problema di fondo non sussiste. Dalla Relazione del Ministro della Salute sullo stato di attuazione della legge 194, presentata al Parlamento a dicembre 2016 e relativa ai dati degli anni 2014 e 2015, non emergono criticità nella somministrazione dei servizi di Ivg in Puglia.

A livello nazionale, «emerge che esse vengono effettuate nel 59.6% delle strutture disponibili – si legge testualmente -, con una copertura adeguata». Inoltre, uno studio realizzato ad hoc nel 2014 ha rilevato che, considerando 44 settimane lavorative all’anno, in ognuna di esse il ginecologo non obiettore effettua al massimo 3.5 interruzioni di gravidanza. Intervento il cui espletamento, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, non richiede più di dieci minuti.

Questi dati sono stati già esposti dettagliatamente alla III commissione consiliare lo scorso giugno dal Forum delle associazioni familiari pugliesi.

L’unica “concessione” ottenuta nella rivisitata versione della proposta Borraccino riguarda il comma 5 dell’articolo 4, che prevede una Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 194 in ambito regionale. Ma si tratta di un’aggiunta parziale e poco chiara. È di fondamentale importanza specificare i contenuti e gli obiettivi di tale relazione, la cui finalità dovrebbe essere approfondire e portare a conoscenza della comunità le cause che inducono le donne pugliesi a ricorrere all’Ivg, al fine di predisporre adeguate politiche preventive.

Perché è la stessa 194 che – prima ancora dell’aborto – tutela la maternità, riconoscendone il valore sociale, e garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, demandando enti e istituzioni, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, a promuovere e sviluppare servizi socio-sanitari e altre iniziative necessarie a evitare che l’interruzione di gravidanza sia utilizzata ai fini della limitazione delle nascite.

In Puglia, solo il 23% delle donne che intende abortire ricorre al consultorio pubblico per il rilascio del documento previsto dalla legge. Inoltre, la nostra regione, nel 2015, è stata in Italia quella con il più alto tasso di recidive: il 36% delle donne che hanno fatto ricorso all’Igv non era alla prima esperienza.

Intanto perdura ed è sempre più drammatica l’attuale condizione di denatalità, con le sue conseguenze economiche e sociali, rispetto alle quali la riduzione dei livelli di abortività potrebbe contribuire a un’inversione di tendenza, restituendo alle donne pugliesi – attraverso l’ascolto e la vicinanza - la libertà e la consapevolezza di divenire madri.

Un obiettivo al quale il Forum delle associazioni familiari pugliesi non smetterà mai di tendere e per il quale non smetterà mai di lottare.

Forum delle Associazioni Familiari - Comitato Regionale della Puglia

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