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Segni e simboli per rivivere la Pasqua

Presenti nella liturgia (luce, acqua, vita, mensa eucaristica, tomba vuota, canto dell’alleluia) e nelle tradizioni, sono tanti; sottolineano tutti l’idea del passaggio dal negativo al positivo

Mario Pomilio, in “Il Quinto Evangelio”, scrive, mettendo queste parole sulla bocca di Cristo: “Egli non ci ha lasciato una dottrina da seguire, ma una Vita da imitare… ed il mio popolo riscrive (il Vangelo) con la vita ogni dì…Perciò, ogni volta che nella Chiesa “nasce un santo”, si aggiunge un nuovo capitolo al Vangelo di Gesù di Nazaret”.

Il popolo chiamato da Dio a libertà deve passare attraverso un’acqua che distrugge e rigenera, come Israele nel Mar Rosso passa dalla oppressione della schiavitù alla libertà. Dalle acque del Battesimo emerge una creatura nuova, un popolo di figli di Dio: esce dal mondo tenebroso del peccato e diventa portatore di luce alla intera umanità, in un continuo processo di rinnovamento, di conversione e di rinascita. Cristo stesso è passato alla vita, vincendo la grande nemica della vita, la morte.

E’ possibile leggere nella struttura delle celebrazioni e nei simboli il paradigma della esistenza cristiana nata dalla Pasqua; così ognuno impara a passare ogni giorno dalla morte spirituale alla vita divina, dono e meta da perseguire continuamente.

Ci sentiamo presi per mano e tirati fuori dai nostri “sepolcri” e dalle oscurità del male, chiamati a rompere il guscio delle nostre chiusure e dei nostri egoismi per aprirci a Dio, alla verità di noi stessi, agli altri e camminare lungo le vie nuove della gioia pasquale. “Dov’è, o morte, la tua vittoria?”, canta la liturgia pasquale: sono parole che ci invitano a cercare intorno a noi segnali che aprono alla speranza.

A rivivere la Pasqua ci invita anche la parabola del seme: esso muore per portare frutto, fiorisce quando tutto sembra perduto.

E non ci sorprenda che lo sia anche l’uovo di Pasqua, da sempre simbolo di vita e di rinascita, anche presso i popoli orientali. All’inizio della primavera le persone si scambiano le uova come simbolo della rinascita; con l’avvento del Cristianesimo l’uovo diventa anche simbolo della risurrezione di Cristo. Come il pulcino rompe il guscio dell’uovo per venire alla luce, così Cristo esce vivo dalla tomba.

Viene da chiedersi se, nel clima di commercio che caratterizza il tempo presente, questo significato simbolico sia considerato. Le vetrine dei negozi, i bar ed i supermercati ne mostrano di tutti i tipi: uova di cioccolato o di zucchero, grandi e piccoli, decorate con fantasia e creatività, oggetto di sorteggio tra i compratori.

Il passare del tempo a volte induce allo smarrimento del senso vero delle cose, ci fa preda della schizofrenia che altera il significato originario delle diverse realtà e ne presenta visioni parziali ed illusorie.

Ma grazie ad un orizzonte che è  “oltre” e “altro” dai frammenti, il vivere e lo stesso morire diventano significativi e noi riusciamo a trovare il senso vero delle cose, anche delle più semplici.

Il mio augurio è quello di saper guardare oltre l’apparenza, oltre il guscio, con lo stupore dei bambini in attesa di scoprire la sorpresa racchiusa nell’uovo, per intravedere il miracolo della vita che si rinnova, come nella Pasqua del Signore.

sac. Giacinto Ardito

Direttore Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura

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