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Settimana Santa. La Celebrazione della Passione di Cristo con papa Francesco

Nella Basilica di San Pietro. L'omelia di padre Cantalamessa rivolta ai giovani: «Andate controcorrente, rifuggite dal conformismo»

Papa Francesco prostrato a terra in preghiera, per lunghi minuti: è stato uno dei momenti più intensi della Celebrazione della Passione del Signore, oggi, Venerdì Santo, nella Basilica Vaticana.

Durante la Liturgia della Parola è stato letto il racconto della Passione secondo Giovanni; quindi il Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, ha tenuto l'omelia, appellandosi ai giovani perché rifuggano dal "conformismo" e abbiano la capacità di "andare contro corrente".

Sempre rivolgendosi ai giovani, ai quali la Chiesa quest'anno dedica il Sinodo, padre Cantalamessa ha aggiunto: "Un compito è in particolare affidato a voi: salvare l'amore umano dalla deriva tragica nella quale è finito. L'amore che non è più dono di sé, ma solo possesso, spesso violento e tirannico, dell'altro. Sulla croce Dio si è rivelato come agape, l'amore che si dona. Ma l'agape non è mai disgiunta dall'eros, dall'amore di ricerca, dal desiderio e dalla gioia di essere riamato. Dio non ci fa solo la carità di amarci; ci desidera, in tutta la Bibbia si rivela come sposo innamorato e geloso. Anche il suo è un amore erotico, nel senso nobile di questo termine".

E Cantalamessa ha auspicato che in questo anno che la Chiesa dedica ai giovani ci sia la capacità di far conoscere che cosa è le fede: "gioia piena" e "vita in abbondanza".

Poi ha invitato a "mescolarsi con questo mondo della sofferenza e dell'emarginazione" che "è, paradossalmente, il miglior modo di separarsi dal mondo, perché è andare là, da dove il mondo rifugge con tutte le sue forze. È separarsi dal principio stesso che regge il mondo, che è l'egoismo".

Nella celebrazione del Venerdì Santo il predicatore del Papa ha anche chiesto: "Perché questa onnipresenza del crocifisso nelle nostre chiese, sugli altari e in ogni luogo frequentato dai cristiani?". La risposta è che la croce è per Cristo "la sua realtà più intima e più vera".

La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

© Avvenire, venerdì 30 marzo 2018

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