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Udienza. Papa Francesco: è triste vedere giovani in pensione, che non cercano nulla

In vista della giornata di preghiera per la cura del creato, l'appello: i potenti ascoltino grido della terra e dei poveri. "Sono loro che più soffrono per gli squilibri ecologici"

"I giovani che non cercano nulla non sono giovani, sono invecchiati prima del tempo. È triste vedere dei giovani in pensione". Lo ha sottolineato papa Francesco durante l'udienza generale in piazza San Pietro, commentando i brani evangelici sulla chiamata dei primi discepoli di Gesù. "Che giovinezza è - ha sottolineato ancora - una giovinezza soddisfatta, senza una domanda di senso?".

"E Gesù, attraverso tutto il Vangelo - ha proseguito il Papa -, in tutti gli incontri che gli capitano lungo la strada, appare come un incendiario dei cuori. Da qui quella sua domanda che cerca di far emergere il desiderio di vita e di felicità che ogni giovane si porta dentro: 'che cosa cerchi?'". "Anche io vorrei chiedere ai giovani qui in piazza e a quelli che ascoltano attraverso i media - ha quindi aggiunto a braccio -: tu che sei giovane che cosa cerchi? Che cosa cerchi nel tuo cuore?"

Secondo il Papa, "Gesù, attraverso tutto il Vangelo, in tutti gli incontri che gli capitano lungo la strada, appare come un 'incendiariò dei cuori". "Da qui - ha spiegato - quella sua domanda che cerca di far emergere il desiderio di vita e di felicità che ogni giovane si porta dentro: 'che cosa cerchi?', una domanda di senso".
"La vocazione di Giovanni e di Andrea - ha osservato Francesco - parte così: è l'inizio di un'amicizia con Gesù talmente forte da imporre una comunanza di vita e di passioni con Lui. I due discepoli cominciano a stare con Gesù e subito si trasformano in missionari: tant'è vero che i loro rispettivi fratelli, Simone e Giacomo, vengono presto coinvolti nella sequela. Fu un incontro così toccante, così felice che i discepoli ricorderanno per sempre quel giorno che illuminò e orientò la loro giovinezza".

Il messaggio della catechesi di oggi, ha chiarito, riguarda "una dinamica fondamentale della vita cristiana: ricordarsi di Gesù, del fuoco d'amore con cui un giorno abbiamo concepito la nostra vita come un progetto di bene, e ravvivare con questa fiamma la nostra speranza".

"Il cristiano, come la Vergine Maria, custodisce - ha scandito papa Francesco - la fiamma del suo innamoramento". "Certo - ha ammesso - ci sono prove nella vita, ci sono momenti in cui bisogna andare avanti nonostante il freddo e i venti contrari. Però i cristiani conoscono la strada che conduce a quel sacro fuoco che li ha accesi una volta per sempre".
"Dio - ha concluso papa Francesco - ci vuole capaci di sognare come Lui e con Lui, mentre camminiamo ben attenti alla realtà. Sognare un mondo diverso. E se un sogno si spegne, tornare a sognarlo di nuovo, attingendo con speranza alla memoria delle
origini".


Per la Giornata di preghiera per la cura del creato il messaggio congiunto di Francesco e Bartolomeo


Durante l'udienza generale, papa Francesco ha ricordato la giornata di preghiera per la cura del creato: "Dopodomani, 1° settembre, ricorrerà la Giornata di preghiera per la cura del creato. In questa occasione, io e il caro fratello Bartolomeo, patriarca ecumenico di Costantinopoli, abbiamo preparato insieme un Messaggio. In esso invitiamo tutti ad assumere un atteggiamento rispettoso e responsabile verso il creato. Facciamo inoltre appello, a quanti occupano ruoli influenti, ad ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri, che più soffrono per gli squilibri ecologici".

© Avvenire, mercoledì 30 agosto 2017

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