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Un cardiologo "visita" Gesù: indagine sui miracoli eucaristici

Intervista al dottor Franco Serafini autore di un libro con i sorprendenti risultati dei test clinici e genetici sui tessuti affiorati misteriosamente da ostie consacrate. Se n'è parlato giovedì 18 aprile in una conferenza a Roma

“I più importanti teli della Passione di Cristo, a partire dalla Sacra Sindone, e 5 miracoli eucaristici tra quelli riconosciuti dalla Chiesa negli ultimi 13 secoli, hanno in comune un sorprendente filo conduttore fatto di tracce ematiche dello stesso gruppo sanguigno e analoghi residui di tessuto muscolare miocardico sul quale si riconoscono segni clinici di intenso stress e di violenza riscontrabili nelle vittime di aggressione, di incidenti stradali o nelle esecuzioni capitali”.

     Come dire, la Crocifissione di Gesù sul Golgota, tappa finale della Via Crucis del Venerdì Santo, “letta, studiata, analizzata” attraverso gli “occhi” della scienza medica di oggi. “Ed i risultati sono sorprendenti, per molti versi ancora inspiegabili e sbalorditivi”, spiega – analisi scientifiche alla mano - il dottor Franco Serafini (52 anni), cardiologo all'ospedale di Bentivoglio in provincia di Bologna, autore di studi specifici proprio sul tema dei miracoli eucaristici e delle reliquie della Passione, che ha illustrato nel suo libro: Un cardiologo visita Gesù. I miracoli eucaristici alla prova della scienza (Edizioni Studio Domenicano). Il quadro che ne risulta è impressionante, confida il medico presentando il testo (uscito alla fine dell’anno passato) lo scorso Mercoledì Santo nella parrocchia dei SS. Antonio e Annibale Maria di piazza Asti a Roma. Dagli studi emerge infatti «una diagnosi clinica precisa, puntuale e dettagliata che non confligge, ma combacia perfettamente con quanto leggiamo nei Vangeli e riceviamo in dono dalla Tradizione cattolica».

    Gli “oggetti” presi in esame dal dottore sono 5 miracoli eucaristici riconosciuti ufficialmente dalle autorità cattoliche e che, in epoca recente, sono stati sottoposti ad indagini medico-scientifiche di qualità. Si tratta, in sintesi, di studi su ostie consacrate dalle quali è fuoriuscito sangue, in luoghi ed epoche diverse, vale a dire a Lanciano (VIII secolo), Buenos Aires in Argentina (1992-1994-1996), Tixtla in Messico (2006) e in Polonia a Sokółka (2008) e Legnica (2013). Contestalmente ad altri studi clinici più recenti sulle macchie ematiche su teli venerati da milioni di fedeli, come la Sindone di Torino, il Sudario di Oviedo in Spagna e la Tunica di Argenteuil in Francia. “Ed i risultati sono stati sorprendenti”, confessa il cardiologo ricercatore.

   Cosa ha scoperto di tanto sorprendente analizzando i 5 miracoli eucaristici?

   “Mi sorprende che, miracolo dopo miracolo, a distanza di secoli e di migliaia di chilometri, si riproponga puntuale un certo pattern (riconoscimento automatico - ndr). Il miracolo non si prende gioco di noi, ma ci vuole confortare e rafforzare nella fede. E così ritroviamo, cinque volte su cinque, tessuto muscolare miocardico, cioè frammenti di cuore, inoltre possiamo trovare sangue, lo stesso gruppo sanguigno, l’AB, e tracce di DNA che misteriosamente sfuggono ai comuni test di identificazione”.

   Ed il medico, in particolare, cosa ha trovato dal punto di vista scientifico mettendo da parte le verità di Fede?

   “Colpisce che cuore e sangue mostrino segni di intensa sofferenza. Nel cuore sono presenti fenomeni di infiltrazione leucocitaria, cioè il tessuto è infiammato, insieme a fenomeni di frammentazione o segmentazione delle fibre muscolari. Questi sono esattamente i segni che gli anatomopatologi ritrovano nel cuore di chi ha sofferto un tipo particolare di infarto, quello non dovuto a malattia delle coronarie, ma ad un intenso stress fisico o emotivo come quando si riceve una notizia terribile, quando muore una persona cara o quando si è vittima di un incidente o di un’aggressione. Le stesse alterazioni si ritrovano, per esempio, nelle vittime di incidenti aerei o nei condannati a morte e il meccanismo coinvolto è quello del rilascio di una vera e propria tempesta di catecolamine, come l’adrenalina o la noradrenalina che, quando in eccesso, causano lesioni tossiche, anche mortali, a livello cardiaco.

     Anche nel sangue proveniente da questi miracoli sono presenti segni, come la linfocitosi e l’ipogammaglobulinemia (mi scuso per i termini medici) che, limitatamente alle prime ore che seguono l’incidente, sono tipiche dei pazienti severamente politraumatizzati e in condizioni critiche.”

   Tutto questo fa pensare anche alla Crocifissione di Gesù? Possibile?

   “Infatti! La medicina, in qualche modo, prova a descrivere con accuratezza la sofferenza di questo Uomo. Una sofferenza non vaga o generica, ma precisamente descritta in termini istopatologici e clinici”.

   Stessa sorpresa anche dalle analisi sui Teli della Passione?

   “Come non definire sorprendente il fatto che due eventi eucaristici, Lanciano e Tixtla, e i tre principali teli della Passione, la Sindone di Torino, il Sudario di Oviedo e la Tunica di Argenteuil, condividono lo stesso gruppo sanguigno, cioè il gruppo AB. Un risultato statistico fortissimo che rafforza enormemente la credibilità reciproca di questi eventi”.

   Come fa a sostenerlo?

   “Non bisogna dimenticare che i gruppi sanguigni del sistema AB0 sono stati scoperti tra 1900 e 1901 da Karl Landsteiner, scoperta che meritatamente fu premiata dal premio Nobel. Ebbene se i teli della Passione e il miracolo di Lanciano fossero artefatti medievali, come avrebbero potuto i falsari indovinare casualmente lo stesso gruppo sanguigno quattro volte su quattro (cinque su cinque, se comprendiamo anche l’evento recente di Tixtla), peraltro il più raro!”.

   Si tratta di una vera e propria “bomba” scientifica e statistica allo stesso tempo e che non ha precedenti, conclude il dottore, secondo il quale, numeri alla mano, l’autenticità di questi tessuti si può così stimare al 99,9 %. Come dire che ci troviamo di fronte ad un miracolo nel miracolo “poco conosciuto e persino sottovalutato, che merita di essere ulteriormente approfondito senza pregiudizi”. Parola di Franco Serafini, cardiologo di Cristo.

Orazio La Rocca

© www.famigliacristiana.it, venerdì 19 aprile 2019

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