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Un «ponte» tra le Chiese

Padre Distante: il significato della visita a Bari del patriarca

Una visita importante e molto attesa: sarà quella di Sua Santità Bartolomeo I, che nei giorni 5 e 6 dicembre sarà a Bari in occasione della festa liturgica di San Nicola. L’altro giorno, il 25° anniversario (2 novembre 1991-2016) della sua Intronizzazione sul Trono Ecumenico di Costantinopoli e per l’occasione, il priore padre Ciro Capotosto, con un telegramma ha partecipato al Patriarca la gioia sua e dei Padri Domenicani della Basilica, e il loro rendimento di grazie al Signore per tutte le «opere di amore» che in questi 25 anni Sua Santità ha realizzato nel presiedere nella carità l'insieme delle Chiese ortodosse, spendendosi altresì per l'unità di tutte le Chiese cristiane. Ma cosa significa questa visita per la Puglia? Padre Giovanni Distante spiega il rapporto tra le Chiese.

Partiamo dall’inizio: cosa si intende per l'insieme delle Chiese ortodosse?

«Quando si afferma che il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli presiede nella carità l'insieme delle Chiese ortodosse, ci si riferisce alle 14 Chiese ortodosse autocefale di "tradizione bizantina" che sono in comunione fra loro: Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli; Patriarcato greco ortodosso di Alessandria; Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia; Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme; Patriarcato di Mosca; Patriarcato di Serbia; Patriarcato di Romania; Patriarcato di Bulgaria; Patriarcato di Georgia; le Chiese autocefale di Cipro, Grecia, Polonia Albania, Ceco-Slovacca. Il Patriarca Ecumenico, grazie al posto d'onore che gli viene riconosciuto, presiede come primus inter pares l'insieme di questi patriarcati o chiese nel rispetto della loro autocefalia (un Patriarcato o Chiesa autocefala non riconosce altra autorità religiosa al di sopra di sé) o autonomia (una Chiesa per quanto dipendente da una Chiesa autocefala, è parzialmente indipendente). Sua Santità Bartolomeo I da 25 anni si spende per l'unità e la collaborazione all'interno di tutte queste Chiese in comunione fra loro, ma indipendenti le une dalle altre».

Vi sono altre Chiese ortodosse che si differenziano da quelle in piena comunione con il Patriarcato di Costantinopoli?

«Date alcune divergenze canoniche all’interno dell’Ortodossia, vi sono Chiese non in comunione con le 14 suddette (ad esempio la Chiesa ortodossa di Macedonia), oppure in comunione ma la cui autocefalia non è riconosciuta (come la Chiesa russo-americana, riconosciuta solo da Mosca) o la cui autonomia non è riconosciuta (come la Chiesa estone, riconosciuta da Costantinopoli, non da Mosca).  Vi sono poi le "Chiese ortodosse orientali", dette anche "non calcedonesi" perché non riconobbero il Concilio di Calcedonia (451) come lo strumento migliore per illustrare l'Ortodossia, sulla quale sostanzialmente convergevano. Esse sono: Patriarcato copto ortodosso
d'Egitto; Patriarcato siro ortodosso d'Antiochia e di tutto l'Oriente; Chiesa apostolica armena; Chiesa ortodossa d'Etiopia; Chiesa ortodossa di Eritrea; Chiesa ortodossa sira del Malankar; Chiesa assira d'Oriente. Anche con queste Chiese il Patriarca Bartolomeo I intrattiene contatti di dialogo e collaborazione».

Dove risiede il Patriarca Ecumenico?

«Sede patriarcale è la Cattedrale di San Giorgio al Fanar, quartiere greco di Istanbul in Turchia. Le Eparchie del Sacro Trono Ecumenico  sono sparse un po' ovunque nel mondo. Il 5 novembre 1991 sono stati fondati con sede a Venezia la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e l'Esarcato per l'Europa meridionale. Nell’anno 2005 sono stati incorporati nell’Arcidiocesi d’Italia gli ortodossi di Malta; quindi l’Arcidiocesi è stata denominata Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta».

Quali sono i rapporti del Patriarcato di Costantinopoli con la Chiesa cattolica?

«Anche se sono mille gli anni di storia che ci separano dalla data storica della rottura del 1054, i rapporti sono buoni e sono sotto gli occhi di tutti. Sua Santità Bartolomeo, recentemente ad Assisi ha ricordato le figure di papa Paolo VI e del patriarca Atenagora I: «Scacciarono il timore, scacciarono via da sé il timore che aveva prevalso per un millennio, una paura che mantenne le due antiche Chiese, quella occidentale e quella orientale, a distanza l’una dall’altra, qualche volta addirittura costituendosi gli uni contro gli altri(...). Come ha affermato Sua Ecc. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, la visita del Patriarca è "un evento di grande significato ecumenico che contribuisce al dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa”».

[r.c.]

© "La Gazzetta del Mezzogiorno", 4 novembre 2016

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