Arcivescovo

S.E. Francesco

Cacucci

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«Vogliamo imparare la passione per l'unità»

Discorso di saluto di S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto a Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, Arcivescovo di Costantinopoli per l'inaugurazione dell'Anno Accademico 2016-2017 della Facoltà Teologica Pugliese e per il conferimento del Premio Ecumenico "San Nicola". Bari, Basilica San Nicola, lunedì 5 dicembre 2016

Santità,

è un onore per la Facoltà Teologica Pugliese accoglierLa, nel venticinquesimo anniversario della Sua elezione ad Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico, per conferirLe il premio ecumenico “San Nicola”, nella Basilica che custodisce il corpo del Santo.

Sua Santità l’Arcivescovo di Costantinopoli Bartolomeo I, al secolo Demetrios Archondonis, è nato nel 1940 nell’isola di Imvros. In Turchia, prima a Imvros e poi a Istanbul ha iniziato il Suo percorso formativo e, successivamente, compiuti gli studi superiori di Teologia, lo ha continuato in prestigiose istituzioni accademiche europee: il Pontificio Istituto Orientale dell’Università Gregoriana di Roma, l’Istituto Ecumenico di Bossey in Svizzera e l’Università di Monaco in Germania. Un tale itinerario di studio e di esperienze basta da solo a rendere conto dell’ampiezza di vedute e della capacità di relazione con culture e sensibilità diverse che unanimemente vengono riconosciute al Patriarca Bartolomeo. Non va poi dimenticata la vasta conoscenza delle lingue che derivano dagli studi e dai soggiorni all’estero del Patriarca: dall’italiano all’inglese, dal francese al tedesco, oltre che il greco e il turco.

Quando nell’ottobre del 1991 fu eletto duecentosettantesimo Arcivescovo della Chiesa fondata da sant’Andrea, con il titolo di Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico fu subito chiaro che avrebbe potuto impiegare a vantaggio della Cristianità il ricco tesoro accumulato negli anni in cui aveva, con rigore e pazienza, costruito la Sua formazione umana e religiosa, grazie alla quale era in condizione di vedere i problemi, di indicare le vie di soluzione e di impegnarsi personalmente per affrontarli. Così ha lavorato senza mai risparmiarsi per la riconciliazione tra le Chiese cristiane; si è fatto promotore di una coscienza ambientalistica che Gli ha procurato il titolo di “Patriarca verde”; si è impegnato in incontri interreligiosi rendendo possibile il dialogo anche quando sembrava impossibile trovare interlocutori disponibili.

Tra i temi caratterizzanti l’attività del Patriarca Bartolomeo alcuni spiccano per il coinvolgimento che producono spontaneamente in tutti, senza differenze. È il caso di temi come la pace nel mondo, i diritti umani, la libertà religiosa, la tolleranza religiosa e la tutela ambientale.

Gli anni del ministero di Sua Santità Bartolomeo sulla prima Cattedra delle Chiese cristiane ortodosse nel mondo sono caratterizzati da un’intensità e da una ricchezza davvero difficili da raccontare. Ha chiarito fin dal primo giorno della Sua intronizzazione alla sede patriarcale: «Il patriarcato ecumenico rimane un’istituzione puramente spirituale, un simbolo di conciliazione e una forza disarmata, resta distaccato da ogni politica e si tiene lontano dalla “fallace arroganza del potere secolare”». Questa è la Sua visione del patriarcato ecumenico. E noi La accogliamo in questa Facoltà Teologica con rispetto e onore, proprio a partire da queste Sue parole.

Tuttavia dell’Ortodossia, che conta oggi più di 250 milioni di fedeli, in Occidente sappiamo ancora troppo poco. La Sua presenza qui a Bari, in una città che ha nell’apertura internazionale uno dei suoi tratti caratterizzanti, anche grazie alla memoria dell’amato e venerato San Nicola, ci porta a scoprire un cristianesimo capace di unire il mistero e la libertà, di fare della bellezza una via della conoscenza, di entrare a contatto con una spiritualità non disincarnata ma che si manifesta nella piena rivelazione della persona e della comunità. Sua Santità è al contempo il figlio e il primo rappresentante di un bimillenario cristianesimo che ha in Oriente le sue radici e nella tradizione bizantina la sua manifestazione. Tuttavia ha saputo unire nella Sua persona i due mondi, quello orientale e quello occidentale. Può esprimere la saggezza dell’Oriente nel linguaggio dell’Occidente. È un uomo che, per il suo percorso di fede e di studi, ha saputo essere un ponte tra le due culture, quella orientale bizantina e quella occidentale latina. La Sua personalità, la rete ecclesiale della Sua Chiesa, venticinque anni di viaggi e di incontri – come mai i Suoi predecessori – fanno del Patriarca Bartolomeo un costruttore di ponti, proprio nel senso profondo della parola: pontifex.

Della Sua ampia produzione letteraria mi limito a citare la raccolta di scritti «Speaking the Truth in Love: Theological and Spiritual Exhortations of Ecumenical Patriarch Bartolomew», il cui titolo è una precisa rappresentazione della personalità dell’Autore. “Dire la verità nell’amore” descrive l’atteggiamento che contraddistingue lo stile di Sua Santità: Egli non ha mai rinunciato alla verità e ha saputo farlo sempre con amore, circostanza che Gli procura l’attenzione non solo dei cristiani ortodossi di cui è il riconosciuto capo spirituale, ma anche di tutte le persone alle quali si rivolge. Verità e Amore sono due temi di grandissimo rilievo nella letteratura neotestamentaria, soprattutto grazie all'opera giovannea che ha dato tanto alla verità quanto all’amore una consistenza personale sicché non è possibile per un cristiano pensarli come categorie puramente concettuali. Il Patriarca è testimone di come la relazione con il Cristo, Verità e Amore, debba essere vissuta concretamente nel parlare a tutti in verità e con amore.

Le molte lauree honoris causa conferiteGli da Istituzioni accademiche in tutto il mondo sono l’attestazione delle Sue qualità magisteriali e, al tempo stesso, dicono quanto ampiamente la Sua fama sia diffusa e apprezzata in ogni parte della terra. La parola del Patriarca e la Sua presenza hanno raggiunto un incalcolabile numero di persone, tutte colpite da un messaggio che non lascia indifferenti.

Prima di consentire a tutti la felice opportunità di fare esperienza dell’insegnamento di Sua Santità vorrei richiamare un avvenimento straordinario, lungamente atteso, del quale il Patriarca Bartolomeo è stato l’artefice.

Nello scorso mese di giugno è stato celebrato a Creta il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa. Dopo la solenne liturgia della festa di Pentecoste il Patriarca Bartolomeo, che ha convocato il Sinodo Panortodosso e lo ha condotto a termine, ha detto che era stata scritta una pagina storica. E davvero è stata scritta una pagina storica, non solo per l’Ortodossia ma per tutta la Cristianità.

Vale la pena di riascoltare le parole di padre John Chryssavgis, portavoce del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli: «Ci sono stati tanti sviluppi, così come molti cambiamenti nel corso di centinaia di anni. Sviluppi politici, sociali, anche scientifici. La Chiesa non può più rimanere fuori da queste discussioni. Deve piuttosto trasformarle, attingendo alla sua ricca ed antica tradizione spirituale, articolando nuove risposte, per non ripetere sempre le stesse».

L’attenzione alla storia tesa alla costruzione dell’unità di tutti i cristiani costituisce l’orizzonte d’impegno senza il quale l’annuncio cristiano rischia la sterilità. Questo è l’orizzonte d’impegno che anche la nostra Facoltà Teologica si sforza di rendere possibile, con la sua ricerca, con la sua offerta formativa e con il suo Istituto di Teologia ecumenica, con la speranza di offrire un contributo alla realizzazione dell’uomo nuovo in Cristo.

Concluderò la mia breve, e certo non completa presentazione, con alcune parole di Sua Santità a proposito della parola “ecologia”. «La parola “ecologia” contiene il prefisso “eco”, derivato dalla parola greca “oikos”, che vuol dire “casa” o “abitazione”. Sfortunatamente e, in realtà, molto egoisticamente abbiamo ridotto il suo significato e ristretto la sua applicazione. Questo mondo è davvero la nostra casa. È la casa di ognuno, proprio come è anche la casa di ogni creatura vivente e di ogni forma di vita creata da Dio. È un segno di arroganza presumere che noi esseri umani abitiamo da soli questo mondo. Ancora di più, è un segno di arroganza immaginare che soltanto la generazione presente goda delle sue risorse».

Queste parole che possono riferirsi direttamente al Convegno organizzato dalla nostra Facoltà nell'aprile 2016, «La cura della casa comune», mi pare esprimano una volta di più la sintonia esistente tra la nostra Istituzione Accademica e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I.

Santità, di Lei ammiriamo e da Lei vogliamo imparare soprattutto la passione per l’unità. La ringraziamo per il dono della Sua presenza e per quanto vorrà comunicarci la Sua Lectio Magistralis.

 

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+ Francesco Cacucci

Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto

Gran Cancelliere della

Facoltà Teologica Pugliese

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