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"Cresciamo insieme". Giornata del Seminario, domenica 30 gennaio 2022

Carissimi,

in un tempo difficile come quello che stiamo vivendo, fatto di pandemia, di paura, di chiusure, non vogliamo perdere la speranza, la stessa speranza che il contadino ripone nel seme quando lo getta nel terreno: “dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come egli stesso non lo sa” (Mc 4,26).

Con questa speranza siamo qui a proporvi la  Giornata del Seminario dal titolo: “Cresciamo insieme” che celebreremo domenica 30 Gennaio.

Come possiamo notare dalla locandina, nel titolo è contenuta la parola seme da cui Seminario che cresce con la nostra preghiera e con il nostro impegno. La stessa immagine di Keith Haring rappresenta la crescita della vita attraverso le forme di corpi che si intrecciano danzando tra di loro.

Questo seme è cresciuto ed è diventato un albero su cui ognuno può salire. Quattro forme altrettanto danzanti che si trovano in basso, sostengono e accompagnano la crescita dell’albero della vita.

Il nostro Seminario è in crescita, può crescere se anche tu saprai metterti in gioco con entusiasmo e gioia, sentendo questo luogo ancora tuo, nostro, della nostra Comunità Diocesana.

        

Condividiamo con voi del materiale utile per l’animazione della giornata

 

 

Sostieni anche tu il Seminario, inviando tua Colletta al seguente IBAN IT36V0306904013100000061538, causale: Giornata del Seminario 2022

 

don Nicola Simonetti

e la Comunità educativa del Seminario

 

Tempo di crisi... Tempo di crescita

Messaggio dell'Arcivescovo per la Giornata del Seminario 2022

 

“E’ tempo di crisi”!

Quest’affermazione, comune ai nostri giorni, passa di bocca in bocca, deprimendo e spesso debilitando la capacità di interagire positivamente con la vita. E’ indubbio che stiamo attraversando un momento difficile e faticoso, tale anche per i Seminari, che registrano anno dopo anno un calo verticale del numero dei ragazzi che intraprendono la strada verso il Sacerdozio.

Il nostro Seminario, inaugurato nel 1612, è stato trasferito nella sua sede attuale nel 1954, registrando una presenza di 138 seminaristi. Oggi ritrova tra le sue mura la presenza di solo due ragazzi delle scuole medie superiori e di nove teologi. Il quadro, deficitario sul piano numerico, sembra denunciare la non attualità della scelta vocazionale al Presbiterato...ma così non è!

La forte diminuzione di giovani seminaristi, se da un lato rimanda ad una seria verifica dei cammini di fede e dello stile di vita delle nostre comunità ecclesiali, dall’altro apre orizzonti inesplorati ed opportunità di verifica, su cui porre un attento discernimento.

La società in cui viviamo è in continua mutazione; un cambiamento veloce, tecnologicamente performante, tale da condizionare le relazioni, il rapporto con la realtà, la stessa vita privata di ciascuno. Dinanzi a ciò, l’esistenza di un credente e la stessa realtà di Chiesa non possono rimanere prigioniere di un “si è sempre fatto così”.

Ogni momento di crisi rimanda necessariamente non solo al crollo dei punti di riferimento acquisiti e consolidati, ma anche a nuovi sguardi, a nuove opportunità di crescita e di approccio alla vita.

Non era pensabile che dinanzi alla perdita di fede, alla frantumazione del modello famiglia, alla crescente ricerca del benessere ad ogni costo, si potesse sperare positivamente nella qualità di vita delle nostre realtà ecclesiali, illudendosi che la presenza della religiosità popolare potesse esprimere un argine affidabile.

È tempo di crescita!

Ricentrare la vita in Cristo e rivitalizzare la propria adesione di fede rimane il primo obiettivo da perseguire, per un significativo cammino ecclesiale. Accanto a questo, l’impegno fatto di accompagnamento e cura, che incoraggi, sostenga e generi percorsi di autentica relazione tra l’umano e il divino, spazio dove il seme di una vocazione può germogliare.

Quanto impariamo dalla Sacra Scrittura è che il Signore chiama e chiama sempre. Con questa convinzione ci ritroviamo a festeggiare il nostro Seminario, non brandendo la sicumera dei numeri, ma abbracciando il desiderio di ridare vita ad una “dimensione” generativa, nella quale mettersi in gioco come singoli e come Chiesa diocesana. Il Seminario oggi si presenta con una nuova equipe educativa, composta da una coppia di coniugi, due sacerdoti, una suora e una giovane donna. Il desiderio è quello di provare a offrire accompagnamento a quanti, ragazzi e ragazze, si mettono in ascolto della propria vita e di ciò che il Signore suscita e semina nei cuori. Un tentativo di risposta alle fatiche del momento ma... questo non basta.

Tutti siamo chiamati a rilanciare uno stile di vita che abbia il “buon odore di Cristo” (2Cor 2,15); tutti siamo invitati a dare ragione della speranza che è in noi (1Pt 3, 15). C’è bisogno di “padri” e di “madri” che sappiano consegnare un alito vitale autentico; c’è bisogno di “fratelli” che camminino accanto, accogliendo gioie e dolori, sogni e disillusioni; c’è bisogno di samaritani e cirenei che sappiano farsi carico di ferite e fatiche.

Celebriamo la Giornata del Seminario pregando per i nostri giovani seminaristi in cammino ed esprimendo con la vita una testimonianza che susciti interrogativi e provochi trasalimenti di gioia. Ciascuno è chiamato a seminare con la propria esistenza, restituendo credibilità a ciò che vive, favorendo percorsi di crescita per il Regno: un appello che rivolgo a tutti, sacerdoti, religiosi/e, adulti e giovani, nella consapevolezza che solo una vita donata e spesa nell’amore genera amore e speranza per il futuro.

In questo anno quattro giovani diaconi, frutto del cammino vissuto, si preparano a vivere il sacerdozio. Una nota di fiducia per nutrire i nostri vissuti e credere che il Signore continua a parlare al cuore; un colpo d’ala che ci permette di riassaporare la gioia di un dono grande.

don Giuseppe, Vescovo

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