Arcivescovo

S.E. Francesco

Cacucci

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30 anni di servizio, recupero, accoglienza, formazione

La comunità terapeutica Lorusso Cipparoli è un’opera segno della diocesi di Bari Bitonto, voluta dall’allora direttore della Caritas don Vito Diana, condivisa dal vescovo padre Mariano Magrassi e continuata dall’attuale arcivescovo mons. Francesco Cacucci.

Don Vito Diana è stato uomo di preghiera e carità che ha suscitato molte esperienze di attenzione e condivisione con gli ultimi. Quegli ultimi che nella sua vita e nella sua predicazione sono sempre stati sempre i primi. Valga come testimonianza, della sua fede nel Signore e amore per l’uomo, una frase del suo testamento: «Ringrazio Dio per avermi creato, fatto cristiano, sacerdote e di avermi messo in cuore la stima e il desiderio della povertà».

La CT Lorusso Cipparoli apre le sue porte il 30/11/1983 al confine fra Bari Santo Spirito e Giovinazzo. Oggi è ente ausiliario della Regione Puglia con 24 posti letto autorizzati, un’equipe che fra dipendenti, collaboratori professionisti e volontari conta 14 operatori.

Iniziata la sua opera occupandosi quasi esclusivamente di eroinomani, nel corso di questi 30 anni d’ininterrotta attività residenziale di recupero, ha sviluppato una propria metodologia e nuovi progetti di recupero attraverso una costante attività di formazione e aggiornamento. Dall’uso, in collaborazione con il servizio pubblico, del metadone nelle terapie di recupero residenziale, ai programmi per cocainomani e alcolisti. Il progetto NOSTOS, ormai più che decennale, per l’accoglienza residenziale delle madri tossico/alcoldipendenti con figli al seguito; il progetto Take Your Time, sperimentazione ormai consolidata, per i giocatori d’azzardo patologici; la recente creazione e messa in rete di un sito (www.lorussocipparoli.it) che possa dare delle risposte utilizzando anche le nuove tecnologie.

In questi 30 anni la comunità non ha mai rinunciato alla sua vocazione originaria di opera segno della chiesa locale, che si è esplicitata con la presenza costante di un sacerdote che con discrezione e senza nessuna imposizione ha sempre dato la possibilità agli utenti della comunità di avere un supporto spirituale e che è anche testimoniata dall’amicizia con l’Agesci e si è concretizzata con il campo di lavoro annuale del progetto “Cinque pani e due pesci” del settore giovani dell’Azione Cattolica diocesana.

Questa vocazione si è sempre coniugata con la scienza e la professionalità che ha guidato l’equipe degli operatori e chi la coordina a coniugare sinergicamente le diverse discipline che arricchiscono il programma terapeutico. Infatti, nell’equipe e nel progetto terapeutico si fondono, senza perdere le proprie specificità, diverse figure: psicologo/psicoterapeuta, assistente sociale, sociologo, educatore e volontari che ci aiutano nelle attività quotidiane.

Le molte sfaccettature dei punti di vista delle diverse discipline si amalgamano e diventano interventi personalizzati per ognuno degli utenti della comunità residenziale. Questo si realizza anche perché l’equipe sin dalla sua nascita, si incontra settimanalmente in una riunione in cui si esplicitano i problemi e le possibili strategie d’intervento, che possono essere diverse per ciascuno degli utenti, ma che devono anche armonizzarsi con le regole di vita e di convivenza esplicitate nel contratto terapeutico.

30 anni possono sembrare tanti per un’equipe che quando ha iniziato l’attività vedeva in chi bussava alle porte della comunità, per età, dei fratelli e oggi dei figli.

Invece 30 anni sono solo una tappa di un intervento che si rinnova costantemente, tenendo d’occhio il fenomeno droga che oggi si è ampliato: dalle nuove droghe alle dipendenze comportamentali senza sostanza (gioco d’azzardo, internet addiction …) Cogliere i segni dei tempi, che è continuo lavoro, aggiornamento, attenzione costante all’evoluzione dei fenomeni è la nostra forza e la nostra speranza di fare un buon lavoro d’equipe, restituendo la volontà di vivere e gli strumenti per farlo a chi sembrava essersi arreso irreversibilmente.

 

Filippo De Bellis

Direttore della Comunità Terapeutica

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