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A Maiorca la nuova Disneyland «cristiana»

«Non è importante il punto in cui vi trovate, qui a "Terra Santa" sarete sempre testimoni dell’uscita di un imponente Gesù Cristo: protagonista è una figura alta diciotto metri, che emerge dalla montagna e benedice i quattro punti cardinali. La musica, gli effetti speciali e lo sguardo di Gesù creano un’atmosfera ideale per vivere un altro momento magico nel parco». Benvenuti a "Terra Santa", il parco tematico cristiano di Buenos Aires in cui ogni giorno, da otto anni, si ripetono l’Ultima Cena o la Resurrezione.

Proprio come sul set di un film di Hollywood o ancor più come in un parco di attrazioni, a "Terra Santa" i visitatori possono passeggiare nella Gerusalemme ai tempi di Cristo, assistere ad un musical biblico o mangiare in uno dei tanti ristoranti che spuntano qua e là, fra una riproduzione e l’altra. Kitch? Banalizzazione? Certamente poco ortodosso. Ma non sembrano questi gli interrogativi che si pone la società Sigma, rappresentante in Europa dell’argentino "Terra Santa", un parco realizzato dall’Estudio Pugliese, specializzato – come recita il suo sito internet – in «creazione e sviluppo di imprese» per coinvolgimenti di massa. Lo stesso studio Pugliese (creato «oltre trentacinque anni fa con l’idea di affascinare il mondo con novità e progetti di impatto») vanta, fra le sue realizzazioni, il pub irlandese The Kilkenny, «il maggiore rivenditore di birra, per metro quadrato, della catena Guinness nel mondo». Secondo il gruppo Pugliese, il parco argentino è «riconosciuto come un importantissimo centro di catechesi».

Dopo il successo nel Paese sudamericano – tre milioni di visitatori in otto anni – il gruppo Sigma ha deciso di creare una copia anche nel Vecchio continente, più precisamente a Maiorca, una delle isole Baleari (Spagna). Per ora è solo un progetto. «Non è stata presa ancora nessuna decisione», ha detto Josep Gallego, il sindaco della località maiorchina di Capdepera, scelta dal gruppo Sigma per ricreare i luoghi più sacri della Terra Santa. La stampa spagnola ha subito ribattezzato il progetto come la "Disneyland cristiana": quello di Capdepera sarebbe il primo parco di questo tipo nel Vecchio continente. Attualmente esistono solo due esempi al mondo. Oltre alla "Terra Santa" di Buenos Aires, nel 2001 venne inaugurato ad Orlando, in Florida, "The Holy Land Experience" ("L’esperienza della Terra Santa"), un parco cristiano in cui il turista può vedere una replica della tomba di Gesù o affacciarsi nel tempio di Erode. Intanto nel Mediterraneo si prepara il terreno. Per essere solo un progetto, l’idea di Maiorca è già molto concreta: la società Sigma ha lanciato la proposta e il municipio di Capdepera ci sta riflettendo. La superficie sulla quale si estenderebbe il mega-parco è di sette ettari, compreso il parcheggio auto. All’interno del recinto verrebbero ricreati almeno settanta monumenti dell’antica Gerusalemme, dal Muro del Pianto (a Buenos Aires ne esiste una replica alta quattro metri e lunga quaranta) al tribunale romano. Non mancherebbero bar, caffetterie, negozi e ristoranti. L’investimento sarà colossale: il costo oscillerà fra i sette e i dieci milioni di euro. Il comune di Capdepera è tentato: fra impiegati, comparse, attori, ballerini, tecnici (per effetti speciali, spettacoli e il resto), si prevedono mille posti di lavoro. L’ambizione del municipio è destagionalizzare il turismo, legato attualmente solo al sole e alle spiagge. Nonostante la cautela manifestata – il dossier del progetto è stato consegnato a tutti i partiti politici rappresentati a Capdepera – il sindaco ha già detto che pensa che il parco «sarebbe molto positivo, perché potenzierebbe l’attività economica e turistica del municipio». Gli ha fatto eco, attraverso la stampa locale, il presidente dell’associazione alberghiera di Capdepera, Joan Massenet: «Per noi tutto ciò che contribuisce a rafforzare il turismo, a creare ricchezza per il comune e posti di lavoro, sarà sempre benvenuto».

Al di là degli evidenti interessi economici e turistici, c’è una questione culturale e spirituale. Realtà virtuale per attrarre fedeli o pericolosa banalizzazione religiosa? Nelle testimonianze di alcuni visitatori del parco di Buenos Aires (selezionate positivamente, immaginiamo) c’è un po’ di tutto. «I miei nipoti sono entusiasti. Questo ci aiuta a spiegare loro, attraverso le scenografie, cosa difficili da insegnare solo a parole, a scuola», scrive Olga, una nonna di cinquantatré anni. «Questo luogo rappresenta l’origine delle nostre vite», assicura Andrea, mentre Nelson e Capilla – giunti a "Terra Santa" con dei ragazzi al termine della preparazione per la cresima – pensano che uno spazio di questo tipo «ci fa rivivere quanto appreso e ci avvicina alla Bibbia e a Dio».

Michela Coricelli
© Avvenire, 1 novembre 2010
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