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A Trieste il supermercato solidale

Da un'iniziativa della Caritas diocesana, in collaborazione con la Fondazione Crtrieste, nasce l'Emporio della solidarietà: una soluzione a tempo per le persone in difficoltà.

Non è discount ma può essere la soluzione e lo stimolo a pensare positivo per molte famiglie. In molti, dunque, appoggiano e sostengono con entusiasmo il progetto della Caritas diocesana di Trieste che in collaborazione con la Fondazione Crtrieste ha pensato di aprire un supermercato solidale per persone in difficoltà. L'esperienza è già stata testata con successo in altre realtà italiane, ma il fatto che in questo momento di profondo travaglio socio-economico si insista su questa strada proprio in quel Nord-Est che più di altre aree italiane è diventato l'emblema di come la crisi possa distruggere  famiglie e  individui portandoli a compiere gesti estremi, è un segnale quanto mai significativo. Anzi, è quasi un invito a tenere duro.

L'Emporio della solidarietà è in tutto e per tutto un vero supermercato che occupa una superficie di circa 350 metri quadrati e sugli scaffali del quale è possibile reperire ogni genere di prima necessità. Ovviamente, la porta è aperta a tutti: residenti e domiciliati, italiani e stranieri, accomunati da una reale condizione di necessità, sia essa di natura familiare, lavorativa, economica o sociale. Tutte queste persone avranno diritto per un tempo, variabile a seconda dei casi da 1 a 6 mesi, a essere nuovamente autonome con la conseguenza psicologica determinante di non vivere la "difficoltà" come un fenomeno di (auto)esclusione. Proprio la sensazione di sentirsi integrati è la chiave per ritrovare dentro di sé una nuova è decisiva spinta a "tornare sul mercato" affrontando il disagio anziché scappare da esso.

Troppe volte questo Paese ha creduto che l'assistenzialismo fosse un atto dovuto e oggi che la crisi ha investito tutti, anche e soprattutto coloro che fino a pochi mesi fa si sentivano al sicuro, bisogna trovare le energie e le risorse per assumere un atteggiamento positivo e propositivo, quello che in gergo si definisce "empowerment" (letteralmente sviluppo e crescita). E il meccanismo dell'Emporio della solidarietà fa leva proprio su questo, nella convinzione che restituire alle persone in emergenza la possibilità di gestire nuovamente la propria vita fin dai bisogni più elementari come un pasto caldo sia la vera via d'uscita per cacciare i propri fantasmi.

Il meccanismo, nella sua semplicità, è di un'efficacia straordinaria: tutto ha inizio dagli sportelli di ascolto dove gli operatori sociali e di carità hanno l'occasione di ascoltare e, ancor di più, guardare negli occhi le persone che si presentano. A questo punto, verificata l'esistenza di tutti gli elementi che connotano una condizione di disagio socio-economico, rilasciano un'autorizzazione per l'attribuzione di un credito di spesa caricato su una apposita "card" che dà diritto di accedere all'Emporio e di esibirla alla cassa per "caricare" i punti dei prodotti che si sono acquistati. Il tutto senza sborsare un euro. I prodotti reperiti all'interno dell'Emporio sono quelli raccolti nel territorio, offerti dalle aziende solidale e reperiti attraverso le consuete raccolte alimentari nei supermercati. Un aiuto temporaneo, sia chiaro, che però ha l'obiettivo di dare fiducia a chi non ce l'ha più.

Per avere maggiori informazioni anche sulle altre sedi presenti in Italia consultare il sito www.emporiocaritas.org

 
Alberto Picci
 
© Famiglia Cristiana, 23 maggio 2012
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