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Abbiamo riso per una cosa seria

Sabato 19 e domenica 20 maggio, la Focsiv promuove la decima “Giornata per il diritto al cibo” in oltre 800 piazze d’Italia. L'impegno delle Ong di matrice cristiana.

Centoundicimila chili di riso, 550 mila euro, 24 progetti sostenuti: sono i dati 2011 della campagna della Focsiv per il diritto al cibo. Per l'edizione di quest'anno, la decima, bisogna riuscire a fare ancora meglio perché la fame nel mondo rimane una dramma ancora difficile da risolvere. Lo slogan "Abbiamo riso per una cosa seria" torna dunque a riecheggiare in oltre 800 piazze di tutta Italia sabato 19 e domenica 20 maggio dove saranno allestiti spazi dedicati in cui sarà possibile, grazie agli oltre tremila volontari che scenderanno in campo per l'occasione, recuperare materiale informativo sugli interventi di cooperazione internazionale messi in atto da Focsiv e, soprattutto, contribuire alla causa acquistando il riso biologico equosolidale della cooperativa Sarapi-Chok Chai.

Dall'acqua potabile delle comunità boliviane di S. Isidro alla tutela dell'ambiente urbano in Mozambico, dall'aiuto alimentare agli orfani in Tanzania alla sicurezza alimentare dei sobborghi di Lima in Perù, dagli orti familiari in El Salvador al centro di accoglienza di Makak in Camerun. E ancora, i progetti di irrigazione nel villaggio di Ainata in Libano, gli orti didattici in Kenya, il centro nutrizionale di Bigene in Guinea Bissau. L'elenco di ciò che si è fatto e si deve ancora fare è lungo ma una certezza c'è: senza uno sforzo da parte di tutti, anche piccolo e apparentemente insignificante, non ce la si può fare.

Qualche parola in più deve essere necessariamente spesa per raccontare la storia del luogo di provenienza del riso distribuito il prossimo fine settimana: la cooperativa thailandese Sarapi-Chok Chai incarna infatti alla perfezione il senso dell'intera campagna e, di più, dello spirito stesso di Focsiv. Nei 34 anni che hanno finora contraddistinto la sua "parabola", sono cambiate tante cose, ma mai lo spirito: uno spirito che oggi è condiviso da qualcosa come 3.400 agricoltori locali suddivisi in 103 villaggi. Un meccanismo che si è affinato nel tempo e oggi è la garanzia numero del fatto che i fondi destinati al progetto arrivino realmente nelle mani giuste. Una gestione plurale che è senz'altro più economica di una individuale.

E' bene ricordare anche la lettera che don Gianni Cesena, direttore dell'Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, ha diretto personalmente ai direttori degli Uffici/centri diocesani missionari sottolineando l'impegno straordinario di Focsiv, la più grande federazione di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana prese in Italia dal 40 anni, nel sostegno di progetti per l'affermazione del principio della sovranità alimentare nei Paesi del Sud del Mondo. Un invito a partecipare accorato con cui don Gianni Cesena ha suggerito di richiedere degli ordinativi propri di riso attivando postazioni autonome di banchetti di solidarietà, favorendo la partecipazione all'iniziativa con il coinvolgimento dei gruppi già attivi nella parrocchia. E ancora, proprio in considerazione del fatto che la campagna cade in giornate solitamente dedicate alla Prima Comunione, "La presente iniziativa vi aggiunge un ulteriore e prezioso significato. Infatto il riso rappresenta il cibo di sussistenza per centinaia di milioni di persone senza il quale vivere non è possibile. Così, nella vita di ogni cristiano, l'Eucarestia rappresenta quel pane che dà la vita". 

 
Per maggiori informazioni consultare il sito www.focsiv.it
 
Alberto Picci
 
© Famiglia Cristiana, 18 maggio 2012
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