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«Noi torniamo all'essenziale»

Quaresima. Ritorno all’essenziale. Che sia spirituale o attento alle esigenze dei meno fortunati, è un cammino quaresimale all’insegna della sobrietà quello che diocesi, parrocchie, associazioni e gruppi giovanili hanno intrapreso in vista della Pasqua

Un percorso fatto di ascolto, di riflessione, ma soprattutto di gesti concreti di solidarietà verso chi – nel Sud del mondo o nella comunità locale – si trova a fare i conti con la crisi e la povertà.

Quella mano tesa
Con questo spirito, la diocesi di Arezzo-Cortona-San Sepolcro ha lanciato la «Quaresima di carità» per alimentare il Fondo per le famiglie in difficoltà, mentre la Chiesa di Pavia si è mobilitata per sostenere la Casa della carità, una struttura diocesana per l’ospitalità dei parenti dei malati che da tutta Italia raggiungono la città, il reinserimento sociale degli ex detenuti e l’avvio di un progetto sanitario nella diocesi di Monze, in Zambia. Guarda all’Africa anche il segno indicato dalla Caritas di Otranto che vuole aiutare una casa-famiglia in Burundi. Le collette dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie saranno destinate invece alla costituzione di un Fondo di microcredito per la nascita, attraverso il Progetto Policoro, di attività imprenditoriali giovanili. Hanno scelto di unire meditazione e altruismo i ragazzi dell’unità pastorale di Fornaci di Barga, Loppia e Ponte all’Ania, in provincia di Lucca: la «Scuola della Parola di Quaresima» si affianca infatti alle raccolte di beni di prima necessità per i detenuti del carcere Don Bosco di Pisa e di giocattoli per i bambini bisognosi. A Cremona è partita la Quaresima di carità: l’idea, evocata dall’originale slogan «S.p.r.e.a.d: solidarietà per ridare e alimentare dignità», è di trasformare lo spread, divenuto ormai familiare nelle cronache quotidiane, in occasione di vicinanza alle persone che nel territorio vivono un forte disagio.

Un tempo per «ritrovarsi»
Ma la Quaresima è anche il tempo per fermarsi e capire dove andare. Gli esercizi spirituali possono indicare una direzione. Per questo, ancora a Cremona, la Federazione degli oratori (Fom) e il Servizio diocesano per la pastorale giovanile organizzano, da venerdì a domenica un weekend all’eremo di Montecastello per approfondire le sette parole pronunciate da Gesù in croce. La famiglia di Betania, cioè Marta, Maria e Lazzaro, sarà il riferimento evangelico per l’itinerario di ascolto e preghiera proposto ai diciottenni e ai diciannovenni di Milano, mentre quelli dai 20 ai 30 anni si concentreranno su tematiche legate all’Incontro mondiale delle famiglie (dal 2 al 4 marzo o dal 16 al 18 marzo). «Le capanne di Gesù» si intitola il ritiro che il 4 marzo riunirà a Francavilla di Sicilia i giovani dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e «Un tempo per te» è il motto degli esercizi spirituali che la pastorale giovanile di Ancona-Osimo vivrà al monastero di San Giuseppe di Pollenza. Per i ragazzi di Gorizia l’appuntamento è dal 16 al 18 marzo a Merna, in Slovenia, per ripercorrere la passione di Gesù raccontata dall’evangelista Marco. Il tema dell’alleanza fa invece da sfondo al sussidio digitale per il tempo di Quaresima e Pasqua preparato dalla Cei (www.chiesacattolica.it).

Tra impegno e fioretti
Perché il cammino verso la Pasqua sia un’opportunità di crescita personale e comunitaria, la Caritas di Roma apre le porte del laboratorio «Le fatiche della carità», un percorso per educare i gruppi, gli operatori e i volontari alla testimonianza della carità, al «tatto pedagogico» e all’annuncio. A Forlì la Caritas promuove «la dispensa del tempo», basata sulla disponibilità e sulla voglia di mettersi al servizio degli altri, mentre la diocesi di Cuneo invita ad assumere atteggiamenti più sostenibili con la campagna sui nuovi stili di vita «Energicamente». Non mancano infine i veri e propri fioretti. Al «Venerdigiuniamo», l’iniziativa del Patriarcato di Venezia che chiede di rinunciare al pranzo del venerdì e di dedicare quel tempo alla preghiera, si aggiunge quest’anno l’astinenza dal «gratta e vinci». E il «digiuno digitale» suggerito da don Marco Sanavio, esperto di nuovi media della diocesi di Padova, per «cercare esperienze di pienezza che aiutino a ridimensionare l’invadenza digitale».


Stefania Careddu
 
© Avvenire, 29 febbraio 2012