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«Accetta Gesù risorto nella tua vita»

Papa Francesco durante la Veglia pasquale: «Non chiudiamoci alla novità che Dio porta nella nostra vita. Non c'è peccato che Lui non possa perdonare».

 

Neppure la pioggia fitta ha tenuto lontani i fedeli da papa Francesco. A loro e al mondo il Papa ha chiesto di non «aver paura delle sorprese di Dio. Cari fratelli e sorelle, nella nostra vita abbiamo paura delle sorprese di Dio. Egli ci sorprende sempre. Il Signore è così». Noi «siamo come gli Apostoli del Vangelo: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci a una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato».

Come per le donne che «avevano seguito Gesù, l’avevano ascoltato, si erano sentite comprese nella loro dignità» e si erano recate al sepolcro, anche a noi «la novità spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede». Il Papa ha esortato: «Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela.Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui».

Il Papa spiega il Vangelo, ricorda che Dio non delude mai e avvicina la Parola alla vita di ciascuno di noi. «Le donne si incontrano con la novità di Dio: Gesù è risorto, è il Vivente! Ma di fronte alla tomba vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione è di timore: “tenevano il volto chinato a terra” - nota san Luca -, non avevano il coraggio neppure di guardare. Maquando ascoltano l’annuncio della Risurrezione, l’accolgono con fede. E i due uomini in abito sfolgorante introducono un verbo fondamentale: “Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora in Galilea… Ed esse si ricordarono delle sue parole”. È l’invito a fare memoria dell’incontro con Gesù, delle sue parole, dei suoi gesti, della sua vita; ed è proprio questo ricordare con amore l’esperienza con il Maestro che conduce le donne a superare ogni timore e a portare l’annuncio della Risurrezione agli Apostoli e a tutti gli altri. Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi, fare memoria del cammino percorso; e questo spalanca il cuore alla speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha fatto nella nostra vita».

La Veglia pasquale, nel corso della quale il Papa ha amministrato battesimo, cresima e comunione a quattro catecumeni provenienti da Albania, Russia, Italia e Stati Uniti, si era aperta con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Poi l’ingresso con le candele accese all’interno della basilica e il passaggio dal buio alla luce che simboleggia l'ingresso della Luce di Cristo nel mondo. Al canto del Resurrexit, com’è tradizione, sono state sciolte le campane di San Pietro e hanno cominciato a suonare. In tutto 10 minuti di omelia e una cerimonia snella, con le letture in forma abbreviata, come aveva chiesto papa Francesco, fedele allo stile semplice al quale ci ha abituati.


Annachiara Valle
© Famiglia Cristiana, 31 marzo 2013
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