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Ad Acquaviva delle Fonti nasce il primo Ospedale Covid nella provincia di Bari

Un settore dell’Ospedale Generale “Miulli” diventa uno dei pilastri del dispositivo studiato dalla Regione Puglia per la presa in carico dei pazienti colpiti da Covid-19

L’Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (BA), in collaborazione con la ASL Bari, ha dedicato oltre la metà dei propri posti letto accreditati alla presa in carico dei pazienti colpiti da Covid-19, divenendo uno dei pilastri del dispositivo studiato dalla Regione Puglia per arginare l’emergenza Coronavirus nella provincia barese. L’Ente Ecclesiastico, che ha come Governatore il vescovo pro-tempore della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle fonti, mons. Giovanni Ricchiuti, ha dunque risposto prontamente, con senso di responsabilità e abnegazione cristiana, alla richiesta di supporto inviata dalla Regione Puglia, dando vita ad una vera e propria “alleanza” a difesa della salute delle persone.

L’Area Covid conta su 4 interi piani dell’edificio principale in cui sono state collocate Terapia Intensiva, Malattie Infettive e Pneumologia. Sono stati subito attivati 14 posti letto di Terapia Intensiva e 44 di Malattie Infettive, più altri 44 dopo appena 24 ore. A regime la dotazione potrà superare i 300 posti letto interamente dedicati al Covid-19, di cui 240 per le degenze di Malattie Infettive e Pneumologia, mentre la Terapia Intensiva potrà essere ulteriormente potenziata sino a un massimo di 70 posti letto. La ASL Bari ha inoltre dislocato presso l’Ospedale sei specialisti infettivologi.

Il personale del “Miulli” negli ultimi giorni ha lavorato ininterrottamente per tradurre il piano ospedaliero regionale Covid in una struttura efficiente, sicura e immediatamente operativa. Riuscendo rapidamente a sdoppiare il grande ospedale, riconfigurandone l’organizzazione e i percorsi per l’assistenza sanitaria dei pazienti Covid. Fondamentale la possibilità di utilizzare stanze di degenza tutte a pressione negativa, cioè in grado di consentire un efficace isolamento dell’ambiente.

Uno sforzo imponente per mettere assieme i tre reparti cardine nella lotta al Covid all’interno di una struttura completamente dedicata, separata e isolata dal resto dell’Ospedale che, è opportuno sottolinearlo, continua la sua normale attività assistenziale, sebbene limitata ai casi urgenti, indifferibili e oncologici come accade in tutti gli ospedali di Puglia.

La riorganizzazione logistica e strutturale è stata realizzata con lo spostamento di interi reparti e la realizzazione di spazi ex novo, costruendo pareti, aprendo e allargando spazi e ambienti, riconfigurando gli impianti di areazione dedicati, rendendoli così adeguati ad una nuova “missione” sanitaria. Importante è anche il potenziamento della diagnostica, con apparecchiature al servizio della nuova area e, in più, una modernissima TAC 256 slices, che è stata fisicamente collocata nell’area Covid. Infine, è stato approntato un percorso differenziato per le donne gravide con sospetto Covid, rendendo così assolutamente sicuri anche i momenti più delicati della maternità e della nascita.

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