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«Asciugare le lacrime»: le storie di chi ha bisogno di consolazione

Papa Francesco presiede giovedì 5 maggio alle 18 nella Basilica Vaticana la Veglia per «asciugare le lacrime» a quanti hanno bisogno di consolazione. Tra testimonianze di vita e l'Agnus Dei donato dal Pontefice

La famiglia Pellegrino segnata dal dramma del suicidio di uno dei figli; la storia di Felix Qaiser, un rifugiato politico, giornalista pakistano appartenente alla minoranza cattolica presente nel Paese, scappato in Italia per mettere al sicuro la sua famiglia. E ancora la vicenda personale di Maurizio Fratamico e del fratello gemello Enzo, la cui conversione segna anche la storia di Maurizio, che da giovane, pur avendo tutto in termini materiali, aveva smarrito il senso della vita, ritrovato solo poi grazie alla fede e le lacrime della madre.

La Veglia «per asciugare le lacrime»: a Roma il 5 maggio
Il dolore ha tante forme, la misericordia una sola quella del Padre. A raccontarlo, o meglio condividere la sofferenza con Papa Francesco ci saranno tante persone che il 5 maggio hanno scelto di partecipare alla Veglia per «asciugare le lacrime» alle 18 in Basilica Vaticana.
In quella occasione sarà esposto alla venerazione dei fedeli il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa, ad impetrare la materna protezione di Maria nel mese a lei dedicato. Preghiera e storie di vita, bagnate da lacrime e asciugate dalla fede, scandiranno la Veglia di preghiera con Papa Francesco per esprimere l’opera di misericordia spirituale “consolare gli afflitti”.

Durante la celebrazione Papa Francesco farà distribuire ai presenti, come simbolo di conforto e speranza, l'Agnus Dei, un oggetto di devozione da lui benedetto. Realizzato con cera bianca in forma di un ovale, l'Agnus Dei donato dal Papa reca da un lato l'impronta dell'Agnello Pasquale e dall'altro il logo del Giubileo della Misericordia.

Le storie umane di grande sofferenza

A ricevere l'Agnus Dei direttamente dalle mani del Papa saranno 10 persone che rappresentano, però, tutti coloro che portano sulle spalle storie umane di grande sofferenza: da chi, come la presidente dell'associazione “Figli in Cielo” ha perso prematuramente un figlio, a chi il figlio se l'è visto strappare da un incidente stradale, come la presidente dell'associazione “Vittime della Strada”.

Insieme a queste voci anche quelle di chi ha perso un congiunto durante lo svolgimento del proprio lavoro, portate dal presidente dell'associazione “Vittime del dovere”. Con loro ci sarà anche il diacono Eugène, un giovane proveniente dal Ruanda, che nel corso del genocidio del 1994 ha perso molti familiari; Angelo, che ha vissuto il dramma del carcere per reati legati alla camorra e alla malavita; Agostino, caduto vittima del gioco d'azzardo; e ancora Angelo, un ex-senza tetto.

Le voci delle donne
Accanto a queste testimonianze, le storie di lacrime asciugate e versate di donne, nel triplice ruolo di mogli, madri e nonne, rappresentate dalla signora Mariella, e quelle delle religiose impegnate in varie missioni, come suor Suor Silvana, impegnata nel mondo della scuola. Infine un’infermiera, Alessia, che ogni giorno accudisce i malati terminali.

Storie di drammi ma anche di rinascite, a partire proprio da quelle lacrime che, cadute nel terreno del dolore si sono impastate alla fede e hanno trasformato deserti esistenziali in giardini di speranza.

© Avvenire, 4 maggio 2016

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