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Ascolto del silenzio

“L’uomo deve ricercare se stesso nel silenzio bianco che, come il colore, risulta essere la sintesi di tutti gli elementi e non la loro negazione” (Gianfranco Ravasi, in “Fatebenefratelli”, n. 2, 1991)

Siamo in estate, tempo di vacanza, anche se non per tutti e alla stessa maniera. E’ tempo di relax, di approcci, di entusiasmi, di maturazione, di riposo, ma anche tempo di ricerca, di riflessione, di decisioni: sta a noi, se possibile, scegliere il modo di viverla per non bruciarla.

I modi sono tanti e diversi: scelta di persone con le quali trascorrere le giornate, luoghi di soggiorno da visitare, hobbies da coltivare, occupazioni da scegliere, periodi lunghi o brevi di permanenza, ed altro ancora.  Non va dimenticato però chi è impossibilitato ad operare scelte.

L’ascolto del silenzio, che qui si propone, è possibile per tutti. Si tratta purtroppo di qualcosa non sempre presente nella nostra realtà, ma non per questo inutile o impossibile.

La citazione introduce la espressione “silenzio bianco”, quello cioè che riassume in sé i messaggi veri, proprio come accade al bianco che è la sintesi di tutti i colori e non la loro cancellazione. Il silenzio, come la parola, ha significati molteplici; ha bisogno di un lavoro interpretativo per essere colto in quello che ha di più corretto, sulla base degli effetti che produce e/o delle funzioni che realizza.

Il silenzio quindi non è un semplice tacere. Con esso possiamo esprimere sentimenti, pensieri, desideri, stati d’animo i più vari, infinite cose a volte tra loro non coincidenti, sicurezza, presunzione, snobismo, taciturnità, umiltà; del resto anche la esperienza personale ci insegna tutto questo.

Che dire allora di una estate, in cui trovi ampio spazio il silenzio, che ridoni equilibrio alle tante parole che gestiamo nella giornata, assediati da immagini televisive e pubblicitarie affascinanti, attratti da azioni e relazioni sempre più frenetiche e superficiali?  E’ un modo di vivere alla portata di tutti, purché lo si voglia, non dimenticando che la vacanza non è solo industriarsi per cose straordinarie, ma anche vivere le stesse cose ma in maniera diversa.

Il silenzio non è muto; a volte anzi la verità grida più forte con il silenzio che con le parole: tocca a noi operare questa scelta, facendo tacere il chiasso che è anzitutto dentro di noi,  e ricuperare il senso delle cose e di noi stessi smarrito nella realtà delle esperienze quotidiane.

Ritagliamoci alcuni momenti di silenzio per cogliere i significati più nascosti della nostra vita interiore, per una ripresa di desideri, per prenderci cura di noi stessi, di Dio, della famiglia, degli altri, delle nostre attività.

Non vorremmo essere tra quelli che non guardano il sole quando risplende, se ne accorgono invece durante l’eclissi.

E’ una vacanza    l’ascolto del silenzio – che ciascuno, se vuole, può vivere in casa o altrove, in ore diurne o notturne. Chi crede potrebbe anche sostare in Chiesa, specie quando è immersa in penombra, senza altre presenze: è una esperienza da vivere e da gustare.

Buone vacanze. 

sac. Giacinto Ardito

Direttore Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura

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