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Chiese e forze dell'ordine alleate contro le truffe agli anziani

Aumentano i raggiri agli anziani, derubati da persone che abusano della loro fiducia: vescovi, parroci, Carabinieri e Polizia si uniscono per aiutarli a difendersi

Gli anziani temono le rapine, gli omicidi, i reati violenti, di cui tanto sentono parlare in Tv. Li si sente spesso ripetere: «che brutto mondo è diventato». Ma spesso per loro il pericolo vero, non passa per la violenza, ma per la fiducia carpita. Li si deruba truffandoli, abusando della loro solitudine, talvolta, della loro fragilità, qualche volta semplicemente contando sul fatto che non ci sentono bene e possono più facilmente aprire la porta a uno sconosciuto che si spaccia per una persona conosciuta o per un funzionario pubblico.

Stando alle statistiche gli omicidi e le rapine in Italia sono in calo, dagli anni Settanta a oggi sono diminuiti di parecchio, quello che invece non cala anzi cresce è la truffa ai danni delle persone anziane, spogliate dei loro averi con un raggiro da parte di delinquenti travestiti da persone perbene: se ne accorgono le Procure, anche perché per fortuna le denunce aumentano, se ne accorgono i Carabinieri e la Polizia e se ne accorgono soprattutto i parroci che spesso raccolgono le confidenze che per vergogna non si direbbero a nessun altro. Perché sì, per gli anziani essere truffati non è soltanto un danno e un rischio, è anche una penosa offesa che li mette in imbarazzo: molti provano vergogna a denunciare, perché significa ammettere di essere caduti nella trappola di un impostore, ma magari al sacerdote confidano il loro disagio.

Anche per questo le Diocesi si muovono: parroci e vescovi fanno fronte comune con le forze dell’ordine, perché dalle  truffe ci si può difendere, se si è bene informati. Le chiese nei giorni di festa sono infatti  il posto giusto per trovare persone anziane concentrate insieme alla stessa ora, anche in inverno: perché gli anziani sono fedeli, per altre ragioni non uscirebbero, ma alla Messa cercano sempre di partecipare. A Milano già da tempo si fanno incontri con gli ufficiali di Polizia giudiziaria nei quartieri e nelle parrocchie. E’ andata così anche durante il “ponte” di Ognissanti nella Diocesi di Ivrea, dove i fedeli, certo con qualche sorpresa, al termine della Messa prefestiva e domenicale, al momento degli avvisi, hanno visto i parroci di 19 chiese cedere il  pulpito a Carabinieri in divisa. E' accaduto anche in Duomo al termine della celebrazione di Monsignor Edoardo Aldo Cerrato, vescovo di Ivrea, che è stato subito disponibile ad aprire le chiese per aiutare i suoi parrocchiani più esposti a difendersi. Iniziative analoghe ci sono e ci sono state in Emilia, in Liguria, a Napoli, in Umbria…

I Carabinieri non non vanno ovviamente per predicare, ma per spiegare sì:  raccontano i trucchi, sempre nuovi, inventati dai truffatori per spillare denari e per suggerire le contromosse utili a difendersi.
 Spiegano che: non ci sono funzionari pubblici che si presentano alla porta senza preavviso per leggere contatori o per chiedere di esibire, con qualsiasi scusa, oggetti preziosi e denari. Non esiste nessuna legge in Italia che preveda che si possa far uscire dai guai pagando una cauzione in contanti un nipote che, avuto un incidente, rischia l’arresto. E nessun impiegato di banca o della posta rincorre il cliente per controllare di aver consegnato correttamente la pensione. Chi chiede denari con queste scuse è sempre un truffatore e il modo più semplice di verificarlo al volo è chiamare il 112, il numero unico d’emergenza.

 

Elisa Chiari

© Famigliacristiana.it, 2 novembre 2016

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