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Ecumenismo: Hilarion (Patriarcato Mosca), “le reliquie di San Nicola in Russia un evento senza precedenti”

“Possiamo dire con certezza che la venuta delle reliquie di san Nicola in Russia è stato il primo avvenimento della storia dei rapporti tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica a essere largamente conosciuto, in cui sono stati coinvolti i più diversi settori della nostra società”

Così il metropolita di Volokolamsk Hilarion Alfeev, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, nella sua relazione in occasione del conferimento della laurea ad honorem in Sacra Teologia da parte della Facoltà teologica pugliese di Bari. “Il fatto che la prima laurea honoris causa di questa stimata scuola teologica – continua – venga attribuita a un vescovo della Chiesa ortodossa russa mi sembra un fatto di alto significato simbolico. Tutti conoscono i profondi vincoli che legano Bari alla Chiesa russa. E quest’anno nella storia delle relazioni tra la Russia e Bari, e tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica, la traslazione di un frammento delle reliquie di San Nicola in Russia è stato un evento senza precedenti”. Cosa ribadita dal patriarca Kirill nell’omelia durante la divina liturgia, celebrata a San Pietroburgo, alla presenza della delegazione cattolica guidata dal cardinal Koch: “Il patriarca Kirill ha ricordato che la venuta delle reliquie di san Nicola – dice ancora il metropolita Hilarion – ha favorito il riavvicinamento tra le nostre Chiese più di tutta la diplomazia ecclesiastica, perché a questo avvenimento ha partecipato la Chiesa tutta intera, un evento che è stato possibile grazie agli accordi raggiunti nell’incontro a L’Avana”.

© www.agensir, lunedì 18 dicembre 2017

“I cristiani devono vivere come fratelli per difendere i valori comuni”

“Purtroppo l’unità tra i cristiani d’Oriente e d’Occidente per diverse ragioni ancor oggi non è stata raggiunta. E le circostanze storiche in cui i cristiani si ritrovano oggi ci spingono a vivere ed agire in questo mondo non come concorrenti, ma come fratelli, per difendere insieme i valori che ci sono comuni”. Continua con questa riflessione la relazione del metropolita di Volokolamsk Hilarion Alfeev, fatta in occasione del ricevimento della laurea ad honorem da parte della Facoltà teologica pugliese di Bari. “Il Papa e il Patriarca – continua il metropolita Hilarion -, nella loro Dichiarazione comune in occasione dello storico incontro a La Avana, hanno sottolineato la comune tradizione spirituale delle Chiese d’Oriente e d’Occidente, una delle cui espressioni più significative è la venerazione dei santi. La più eloquente conferma di queste parole è stata la benedetta visita che ha reso alla Russia il santo più venerato dai fedeli ortodossi, le cui spoglie riposano nell’Occidente cattolico. La dichiarazione comune, parlando della venerazione comune dei santi per il ristabilimento dell’unità tra ortodossi e cattolici, si riferisce in particolare ai martiri, i quali ‘hanno testimoniato la loro fedeltà a Cristo e sono diventati seme di cristiani’. Oggi i cristiani in tante regioni sono vittime di persecuzioni e occorre che tutti i cristiani del mondo si uniscano nell’opporsi all’estremismo e nel difendere i nostri fratelli e le nostre sorelle perseguitati”.

© www.agensir, lunedì 18 dicembre 2017

“Il nostro impegno comune a sostegno dei cristiani perseguitati”

“Il dialogo e la cooperazione tra le nostre Chiese possono essere metaforicamente paragonati al difficile, ma benedetto cammino verso l’unità che dobbiamo percorrere insieme”. Conclude con un appello all’unità tra tutti i cristiani il metropolita di Volokolamsk Hilarion Alfeev, in occasione del ricevimento della laurea ad honorem da parte della Facoltà teologica pugliese di Bari. “Nell’agosto scorso – aggiunge – con il segretario di Stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin, in visita ufficiale in Russia, abbiamo sottolineato l’importanza di sviluppare la cooperazione tra le due Chiese nell’assistenza umanitaria alla popolazione sofferente della Siria. Il nostro lavoro comune per proteggere i cristiani perseguitati ha permesso di raggiungere un livello senza precedenti di attenzione al problema della persecuzione. Tuttavia, la minaccia dell’estremismo e del terrorismo è ancora molto alta, i cristiani continuano a lasciare le loro terre, i terroristi compiono ancora attacchi. Ritengo che occorra che continuiamo ad alzare la voce in difesa dei cristiani, a sviluppare progetti comuni e testimoniare il martirio dei nostri fratelli perseguitati. Di particolare importanza per le nostre relazioni bilaterali è il conflitto in Ucraina. Siamo grati alla Santa Sede per la sua posizione di grande equilibrio a riguardo. Sfortunatamente, lo scontro pubblico in Ucraina non è terminato e la Chiesa ortodossa ucraina, non volendo sostenere nessuna delle parti in conflitto, è come presa in ostaggio dallo scontro nel Paese”. Durante l’incontro tra il Papa e il Patriarca “sono stati pianificati numerosi progetti che serviranno a un riavvicinamento tra i credenti delle Chiese ortodossa e cattolica e alla loro crescita spirituale personale”. E ha concluso: “La benedizione di San Nicola il Taumaturgo e la sua intercessione davanti al trono dell’Altissimo ci sostengano in questo cammino”.

© www.agensir, lunedì 18 dicembre 2017

 

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