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Gerusalemme: nuovi restauri nella Basilica del Santo Sepolcro

Questa seconda fase di restauri riguarda il pavimento della Basilica, la messa in sicurezza dell’Edicola del Santo Sepolcro e le ricerche archeologiche. La stretta cooperazione tra le Chiese cristiane responsabili dello Status Quo del Santo Sepolcro (greco-ortodossa, cattolica e armena) dopo i restauri del 2016

Presentati ieri nel convento francescano di San Salvatore, prevedono la conservazione e il restauro del pavimento della Basilica; la valutazione della stabilità e la messa in sicurezza della Sacra Edicola; l’implementazione di strutture tecniche (idriche, elettriche, meccaniche, antincendio); ricerche archeologiche. Si tratta - riferisce la Custodia di Terra Santa - della seconda fase dei restauri illustrata ai capi delle tre Chiese cristiane responsabili dello Status Quo del Santo Sepolcro (greco-ortodossa, cattolica e armena) dal direttore del progetto e architetto supervisore Stefano Trucco, dalla coordinatrice Michela Cardinali e dalla vice direttrice dell’intervento, Paola Croveri, membri della Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” di Torino (Ccr). Quest’ultima, insieme al Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università “La Sapienza” di Roma, l’8 ottobre scorso ha firmato con la Custodia di Terra Santa un accordo quadro per lo studio e il progetto esecutivo di questi nuovi interventi di restauro.

Nuovo restauro grazie alla collaborazione delle Chiese presenti nella Basilica

Padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, ha ricordato la bellissima esperienza di cooperazione tra le Chiese per i primi restauri conclusi nel 2016 auspicando che questa seconda fase porti gli stessi frutti. “Come Chiese, è importante che ci impegniamo per proteggere e preservare l’autonomia del Santo Sepolcro, cosa che è buona anche per i nostri cristiani – ha commentato il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Teofilo III –. La presentazione di questo progetto è importante per noi, ma anche per la trasparenza, che ci può dare credito e fiducia con i nostri sponsor”. Si è congratulato per il progetto augurando successo all’impresa anche padre Samuel Aghoian, in rappresentanza del patriarca armeno di Gerusalemme Nurhan Manougian. Tutti gli interventi, ha spiegato l’archeologa Carla Benelli di Associazione Ats Pro Terra Sancta, la ong della Custodia di Terra Santa, saranno finanziati grazie alla donazione di un privato del valore di 500mila euro, raccolta dalla Custodia. 

Il restauro della pavimentazione della Basilica

Nel dettaglio, per la conservazione del pavimento, si partirà dai dati raccolti dai precedenti studi condotti dalla prof. Antonia Moropolou dell’Università di Atene con il supporto del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme, responsabile dei precedenti restauri. Si procederà poi alle investigazioni scientifiche per la caratterizzazione dei diversi materiali del pavimento stesso per pianificarne la ripulitura sulla base di indagini geofisiche e del monitoraggio dell’ambiente. Per consentire la fruizione degli spazi, l’area interessata dai restauri - oltre a quella dell’Anastasis che circonda la Sacra Edicola - sarà estesa fino all’ambulatorio e all’ingresso della basilica.

Stabilità e messa in sicurezza dell’Edicola del Santo Sepolcro

Un gruppo interdisciplinare di restauratori, archeologi e progettisti valuterà inoltre la stabilità e la messa in sicurezza della Sacra Edicola. Saranno analizzati tutti i dati che riguardano la storia della costruzione e i successivi interventi; si verificherà l’esistenza di canali sotterranei e saranno fatti rilievi geometrici. Dato l’elevata presenza quotidiana di pellegrini nel Santo Sepolcro, si analizzeranno le condizioni dell’ambiente – temperatura, umidità, concentrazione dell’inquinamento – per decidere con le Comunità Cristiane addette ai vari culti quali soluzioni adottare per la salubrità. Le ricerche archeologiche richieste dai nuovi lavori saranno condotte dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell’Università “La Sapienza” di Roma, mentre il Dipartimento elettrico astronautico e di ingegneria energetica studierà le trasformazioni di luce naturale e acustica nel Santo Sepolcro. 

Tiziana Campisi - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, mercoledì 11 dicembre 2019

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