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Giornata volontariato: «Nuovi stili di vita per un nuovo modello di sviluppo»

Una giornata celebrativa del ruolo dell'azione volontaria dedicata alle 40 mila associazioni e ai 6 milioni divolontari che ogni giorno operano per il bene comune

"Ci impegniamo a sensibilizzare tutti i cittadini anche attraverso nuovi stili di vita a costruire un nuovo modello di sviluppo, sociale, culturale ed economico", per questo serve un impegno concreto per "costruire una cultura del volontariato, e sperimentare solidarietà, fratellanza ed uguaglianza, in modo che il dono e la gratuità ed i valori ad essa connessi divengano bene comune e fondamento della nostra vita sociale". È questo l'appello lanciato dalle organizzazioni di volontariato (Forum del Terzo Settore, ConVol, CSVnet e Consulta del volontariato presso il Forum) in occasione della Giornata internazionale che si è celebrata a Roma all'Auditorium Conciliazione alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il ministro del lavoro, Elsa Fornero.
Una giornata celebrativa del ruolo dell'azione volontaria dedicata alle 40 mila associazioni e ai 6 milioni di volontari che ogni giorno operano per il bene comune. Il volontariato e il terzo Settore "chiedono con forza
alla politica - ha sottolineato Andrea Olivero, portavoce del Forum Terzo Settore - di aprire una stagione di vere riforme che garantiscano, insieme, il risanamento dello Stato, l'equità e la giustizia sociale. Se infatti è fondamentale la tenuta dei conti pubblici lo è anche quella della coesione sociale, vero patrimonio collettivo del Paese".
Olivero ha inoltre chiesto che "si presti particolare attenzione ai giovani, offrendo loro possibilità concrete di vivere esperienze di solidarietà, anche attraverso il servizio civile volontario ed il volontariato internazionale,
strumenti preziosissimi che in questi anni paiono essere stati accantonati".
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, hanno ricordato le associazioni, "vogliamo ricordare a noi e a
tutti i cittadini che il volontariato è stato parte attiva nella costruzione della coscienza della comunità nazionale e delle comunità locali ed ha contribuito, con il proprio apporto originale, alla realizzazione di una solidarietà diffusa e partecipata, elemento imprescindibile di una buona democrazia".
"Operiamo in tutti i campi, nelle emergenze e nella quotidianità,- si legge infine nell'appello - per dare senso alla nostra vita e speranza a quella degli altri, lavorando concretamente e ponendo istanze di cambiamento al Paese. Il nostro presente si chiama solidarietà, sussidiarietà e partecipazione civica".

© Avvenire, 5 dicembre 2011

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