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Gmr 2021. Ragazzi in missione per conto di Dio, si riparte dall'Epifania

La Giornata missionaria dei ragazzi quest'anno è al'insegna della fraternità. Ecco come partecipare e sostenere i progetti. La pandemia non frena l'entusiamo e l'impegno personale dei giovanissimi

È la fraternità il tema che la Fondazione Missio, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana, ha scelto per la Giornata missionaria dei ragazzi 2021. Come ogni anno, nella solennità dell’Epifania la Chiesa propone a bambini e adolescenti un momento speciale per riflettere sulla vocazione missionaria propria di ogni battezzato, senza distinzione d’età. Per far comprendere al meglio questa responsabilità che investe anche i più piccoli, tutti gli anni Missio realizza materiali di animazione missionaria per parrocchie, gruppi e associazioni che educano alla fede.

Per il 2021 lo slogan ideato per la Giornata Missionaria dei Ragazzi (Gmr) è “Orchestriamo la fraternità”, un’espressione che richiama l’immagine dell’orchestra raffigurata sul manifesto realizzato per l’iniziativa, esposto per l’occasione sulle porte di tutte le chiese della Penisola.

L’illustrazione, realizzata dal disegnatore Saverio Penati, raffigura al meglio il concetto di fraternità: una piccola orchestra, dove i continenti si animano e diventano strumenti musicali tra le mani di ragazzi di diversa nazionalità che insieme eseguono un’unica melodia, tratta da un unico spartito, e diretta da un unico Maestro, Gesù.

D’altronde, spiega Penati, «la musica è da sempre considerata un linguaggio universale che consente di comunicare emozioni, riunire tante diversità ed essere comprensibile da tutti; nelle orchestre tanti strumenti musicali, con suoni spesso molto diversi, creano una sola armonia. E, soprattutto, in ogni orchestra ognuno deve suonare la sua parte di musica, il suo strumento per realizzare l’opera». È un invito a non essere suonatori solitari ma promotori di gesti di solidarietà, di prossimità, di fraternità seguendo le indicazioni di Gesù, amico di tutti i bambini.

A spiegare al meglio questo concetto è don Valerio Bersano, responsabile di Missio Ragazzi, settore della Fondazione che si occupa di animazione missionaria dei più piccoli: «“Orchestriamo la fraternità”, cioè accordiamo la nostra vita con la vita dei nostri fratelli e amici, creiamo così la melodia della mondialità fra uomini e donne custodi gli uni degli altri – esorta don Bersano –. Agli animatori e a tutti gli operatori pastorali nelle nostre Chiese diocesane e domestiche è affidato questo strumento, per dare spazio e creatività alla forza dello Spirito Santo e fare udire l’armonia dell’umanità rinnovata da Dio, perché amata con la tenerezza del Padre di Gesù e nostro».

Se quest’anno la pandemia in corso ha limitato le iniziative che le diverse diocesi italiane sono solite organizzare a livello locale per la Gmr, non ha però cancellato l’impegno personale a cui ciascun ragazzo può tenere fede, guidato dai propri catechisti, parroci, educatori o genitori. Per vivere la fraternità, infatti, ad ognuno vengono chieste due semplici impegni: la preghiera per i coetanei dei Paesi dove manca l’essenziale, e un’offerta per assicurare loro almeno l’indispensabile.

E quello che più sorprende è che tali gesti non vengono proposti solo ai bambini italiani, ma ai ragazzi di tutti i Paesi dove ha messo radici la Pontificia Opera Infanzia Missionaria (in Italia chiamata Missio Ragazzi): in oltre 120 nazioni dei cinque continenti, infatti, con il motto “I bambini aiutano i bambini”, l’Opera si propone di accompagnare i più piccoli a sviluppare uno spirito missionario, aiutandoli a condividere la fede e le offerte, specialmente con i più bisognosi.

Non è importante l’ammontare della somma versata: l’insieme di tutte le donazioni, raccolte in ogni continente, diventa una cifra che permette di sostenere progetti ambiziosi, realizzati dai missionari sparsi negli angoli più dimenticati del pianeta.

Ecco allora che in Burkina Faso, dove oggi più che mai è urgente preparare bambini e adolescenti ad essere costruttori di pace e unità nel loro ambiente di vita, è stato ideato il progetto “Camp Kizito”, un campo-scuola organizzato nella diocesi di Banfora, che si prefigge di sviluppare nei più piccoli il rispetto di sé e degli altri.

Oppure in Cambogia, nella Prefettura apostolica di Battambang, dove nel villaggio di Nikkum ha sede la Scuola Sant’Andrea, c’è un progetto che prevede il sostegno all’istituto scolastico, luogo indispensabile per i bambini di quest’area rurale molto povera, dove diventa impossibile persino sopperire alle spese di ristrutturazione della struttura ormai fatiscente. Solo due semplici esempi dei tanti progetti che i ragazzi missionari potranno sostenere vivendo la prossima Gmr per dare concretezza alla fraternità anche in tempo di pandemia.

Da sapere

La Giornata missionaria dei ragazzi, conosciuta anche come Giiornata dell’Infanzia missionaria viene celebrata ogni anno nella solennità dell’Epifania. Fu istituita da papa Pio XII nel 1950, e celebrata per la prima volta il 6 gennaio 1951. La regia è della Pontificia Opera Infanzia Missionaria (in Italia chiamata Missio Ragazzi) attiva in oltre 120 nazioni con il motto “I bambini aiutano i bambini”.

Ecco come partecipare e sostenere i progetti

Su www.missioitalia.it chiunque può approfondire l’opera che i missionari svolgono nei cinque continenti col sostegno di bambini e adolescenti in occasione della Giornata Missionaria dei Ragazzi, o di adulti desiderosi di vivere la solidarietà.

Cliccando su “Aiuta i missionari” si trovano le modalità per contribuire, mentre nella sezione “Scopri come utilizziamo il tuo aiuto” si presentano esempi di progetti finanziati tramite la Pontificia Opera Infanzia Missionaria per promuovere assistenza sanitaria, educazione scolastica e formazione cristiana. Tutti i progetti hanno un comune denominatore: vengono attuati grazie a missionari che condividono tutto con le persone per la quali operano e testimoniano il Vangelo.

Chiara Pellicci

© Avvenire, martedì 5 gennaio 2021