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I 50 anni della Comunità di don Benzi, la tonaca lisa amica dei poveri

Fu a suo modo figlia del 1968. In occasione dei suoi 50 anni la Comunità Papa Giovanni XXIII celebra, sabato 12 maggio, il primo open day delle sue Case famiglia in 50 città di tutta Italia e dà il via a una campagna «per sollecitare i legislatori a dare norme chiare ai genitori che vogliono farsi famiglia con il prossimo», spiega il presidente Giovanni Paolo Ramonda
La Comunità Papa Giovanni XXIII fondata nel 1968 da don Oreste Benzi compie 50 anni e apre le porte di quella che è l’eredità più preziosa del prete “con la tonaca lisa”, ora “Servo di Dio” dal momento che è già stata avviata la causa di beatificazione. Per la prima volta infatti sabato 12 maggio si terrà l’ open day di 50 case famiglia della comunità, in 50 città diverse dal Piemonte alla Sicilia. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 19, chiunque sia interessato a conoscerle più da vicino e a respirare l’atmosfera di questo singolarissimo modello di accoglienza troverà le porte aperte e potrà condividere qualche momento di vita familiare. L'elenco completo delle case coinvolte nell’iniziativa è su casafamiglia.apg23.org.

Chi ha già avuto il privilegio di entrarvi sa bene che non si tratta assolutamente di strutture residenziali ma di “strutture affettive”. Case dove non ci sono operatori e utenti ma papà e mamme che mettono la loro vita totalmente a servizio di chi ha bisogno di essere accolto, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Non un’occupazione lavorativa quindi, fatta da operatori specializzati, ma una scelta di vita, in risposta ad una vocazione, quella della Papa Giovanni, nella convinzione che ogni persona ha diritto ad una famiglia in cui crescere e vivere, a qualsiasi età.

“Don Oreste Benzi è stato l'inventore delle case famiglia e solo una casa in cui la convivenza è imperniata su un'intensa e incondizionata relazione affettiva è una vera casa famiglia, come don Benzi l’ha intesa e voluta”, spiega Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, nonché a sua volta papà di una casa famiglia, dove vive assieme alla moglie Tiziana.
“Da 50 anni, in Italia e in 40 Paesi del mondo, apriamo le nostre porte e diamo una famiglia a chi non ce l'ha”, continua, “non solo bambini, ma anche adulti, ragazzi che escono dalle dipendenze, ex prostitute, senza fissa dimora. Insomma tutti. La famiglia è il luogo dove curiamo non solo i nostri accolti, ma anche noi stessi. Perché è la risposta al bisogno innato di relazione che tutti noi abbiamo”.

L'open day arriva nell’anno in cui la Comunità celebra i 50 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1968, in prossimità con la Giornata Mondiale della Famiglia, indetta il 15 maggio dall’ONU, per celebrare la peculiarità del suo modello di accoglienza e lanciare la campagna sulle case famiglia con l’hashtag #iosonofamiglia. In Italia sono presenti 201 case famiglia della Papa Giovanni, che accolgono 1.283 persone di tutte le età e di tutte le provenienze. Altre 50 sono  nate all'estero.

“Nonostante don Benzi le abbia ideate già all'inizio degli anni Settanta, purtroppo il quadro legislativo in Italia è oggi ancora confuso e cambia da regione a regione”, conclude Ramonda, “spesso si usa impropriamente il nome “casa famiglia” per definire strutture residenziali che non hanno nulla di simile ad una famiglia. Con questa iniziativa intendiamo anche sollecitare i legislatori a dare norme chiare ai genitori che vogliono farsi famiglia con il prossimo”.

© www.famigliacristiana.it, giovedì 10 maggio 2018

 

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