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Il Papa: «Impegno irrevocabile per l'unità dei cristiani»

«​I lunghi tempi di silenzio» delle preghiere comunitarie, «dopo l'ascolto della Parola di Dio», e il «canto», quei «canti di Taizè che riempiono in questi giorni le basiliche di Roma». Questi gli elementi della preghiera dei giovani cattolici, protestanti e ortodossi della comunità ecumenica che il Papa ha voluto sottolineare incontrando sul sagrato di San Pietro gli oltre 40mila giovani radunati a Roma per loro 35° incontro europeo.

«Vi assicuro - ha detto il Papa - la ricerca di vie di riconciliazione per giungere all'unità visibile dei cristiani». Benedetto XVI, durante la preghiera con i ragazzi di Taizè sul sagrato della basilica di San Pietro, ha anche salutato «con affetto tutto particolare - ha detto - quanti tra voi sono ortodossi o protestanti». 
Il priore frère Alois ha affermato che «l'ecumenismo della preghiera non incoraggia una tolleranza facile; favorisce ascolto reciproco esigente e un vero dialogo". Frère Alois ha ricordato l'ultima lettera di frère Roger al Papa, prima di essere assassinato nel 2005, in cui il fondatore di Taizè assicurava al Pontefice «che la nostra comunità - ha ricordato Alois - voleva camminare in comunione con lei». Dopo la tragica morte di frere Roger, ha affermato il suo successore, il «sostegno» del Papa è stato «prezioso per incoraggiarci ad andare avanti».

«Non abbiate paura di precedere l'aurora per lodare Dio - ha anche incitato Benedetto XVI, - Non sarete delusi», «Cristo non vi toglie dal mondo. Vi manda là dove la luce manca, perchè la portiate agli altri». Papa Ratzinger, che si è rivolto ai ragazzi usando italiano, inglese, francese, tedesco e polacco, ha voluto ricordare come la comunità fondata da frere Roger nel secondo dopoguerra «continua a veder venire a sè giovani da tutto il mondo, alla ricerca di un senso per la loro vita, una relazione personale con Dio».

In questo l'incontro di Taizè, ha detto, si armonizza con l'Anno della fede. In Cristo, ha detto ancora ai giovani pellegrini, «la vostra vita troverà il suo senso più forte». Ai ragazzi, giunti non solo dai paesi europei, tanti dell'Est, ma anche da altri continenti, papa Ratzinger ha infine indicato alcuni obiettivi: «Con la vostra attenzione a una più equa ripartizione dei beni della terra, con l'impegno per la giustizia e per una nuova solidarietà umana, voi aiuterete quanti sono intorno a voi a comprendere meglio come il Vangelo ci conduca al tempo stesso verso Dio e verso gli altri; così, con la vostra fede, contribuirete a far sorgere la fiducia sulla
terra».  Benedetto XVI ha anche ringraziato le famiglie e parrocchie romane per l'accoglienza che hanno offerto ai pellegrini di Taizè.

© Avvenire, 29 dicembre 2012

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