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Il Papa all'udienza: l'imprenditore in lacrime per gli operai senza lavoro

Concludendo le catechesi dedicate alle opere di misericordia, papa Francesco ha parlato della preghiera per i vivi e per i morti e dell'invito a seppellire i morti, così attuale in zone di guerra

Con l'udienza generale di oggi papa Francesco ha concluso le catechesi sulle opere di misericordia materiale e spirituale, parlando di "seppellire i morti" di "pregare per i vivi e per i morti". "Concludiamo il ciclo dedicato alla misericordia - ha spiegato all'inizio - ma la misericordia deve continuare, solo le catechesi finiscono". L'udienza si è tenuta in Aula Paolo VI, dove erano presenti circa 6 mila fedeli.

 

Si prega anche piangendo: l'episodio dell'imprenditore

 

Parlando della preghiera di "intercessione silenziosa, a volte con le lacrime per le situazioni difficili", papa Francesco ha proseguito a braccio."Si può pregare anche piangendo" ha detto, "come faceva ieri un imprenditore, a messa a Santa Marta". Il pontefice ha quindi raccontato un episodio capitatogli ieri mattina. "È venuto a messa a Santa Marta un bravo uomo, un imprenditore che doveva chiudere la sua fabbrica perché non ce la faceva. E piangendo mi ha detto: 'Non me la sento di lasciare senza lavoro 50 famiglie, potrei dichiarare fallimento e salvare i miei soldi ma non dormirei la notte pensando a quelle famigliè". "Ecco - ha commentato il Papa - un bravo cristiano che è venuto a pregare con il cuore e con i fatti. E non si mette a cercare la via di uscita più facile dicendo che gli altri si arrangino". Francesco ha quindi invitato a "pregare per questa situazione difficile".

 

Preghiera per i morti e per i vivi

 

Si prega per il prossimo, in vita e in morte, ha ricordato il Papa. "Pregare per i defunti - ha ricordato Francesco - è, anzitutto, un segno di riconoscenza per la testimonianza che ci hanno lasciato e il bene che hanno fatto. È un ringraziamento al Signore per averceli donati e per il loro amore e la loro amicizia. La Chiesa prega per i defunti in modo particolare durante la santa Messa. Un ricordo semplice, efficace, carico di significato, perché affida i nostri cari alla misericordia di Dio. Preghiamo con speranza cristiana che siano con Lui in paradiso, nell'attesa di ritrovarci insieme in quel mistero di amore che non comprendiamo, ma che sappiamo essere vero perché è una promessa che Gesù ha fatto". Ma dobbiamo pregare anche per i vivi: tutti, vivi e defunti, siamo uniti
nella comunione, "tutti siamo la stessa famiglia uniti". Ci sono molti modi e molte ragioni per pregare. "Penso - ha detto Francesco - anche al ringraziamento per una bella notizia che riguarda un nostro amico o un parente. Dobbiamo ringraziare il Signore anche quando le cose sono belle".

 

Morti da seppellire in zone di guerra

 

L'ultima opera di misericordia corporale invita a seppellire i morti. "Può sembrare una richiesta strana quest'ultima" ha osservato il Papa, "e invece, in alcune zone del mondo che vivono sotto il flagello della guerra, con bombardamenti che giorno e notte seminano paura e vittime innocenti, questa opera è tristemente attuale. "Anche oggi c'è chi rischia la vita per dare sepoltura alle vittime delle guerre, dunque questa opere non è lontana da nostra esistenza quotidiana, da ciò che accadde".

 

La misericordia diventi stile di vita

Prima di congedarsi, papa Francesco ha aggiunto: "Impegniamoci a pregare gli uni per gli altri, perché le opere diventino stile di vita. Le catechesi, come ho detto all'inizio, finiscono, qui abbiamo fatto il percorso delle 14 opere di misericordia, ma la misericordia continua e dobbiamo esercitarla in questi 14 modi. Grazie".

 

Un pensiero alla squadra brasiliana perita in Colombia

 

Terminata la catechesi, al momento dei saluti, il Papa ha rivolto il pensiero e la preghiera alla squadra di calcio brasiliana del Chapecoense, sterminata nella sciagura aerea in Colombia che ha provocato 71 vittime. "Vorrei ricordare oggi - ha detto - il dolore del popolo brasiliano per la tragedia della squadra locale, e pregare per i giocatori morti, le loro famiglie", "ricordiamo il Superga del '49, sono tragedie dure, preghiamo per loro", ha aggiunto.

 

Appello per la giornata mondiale dell'Aids

 

Al termine dell'udienza del mercoledì papa Francesco ha ricordato che "domani, primo dicembre, ricorre la Giornata Mondiale contro l'Aids, promossa delle Nazioni Unite". "Milioni di persone convivono con questa malattia e solo la metà di essi ha accesso a terapie salvavita - ha aggiunto il Papa - Invito a pregare per loro e per i loro cari e a promuovere la solidarietà perché anche i più poveri possano beneficiare di diagnosi e cure adeguate. Faccio appello infine affinché tutti adottino comportamenti responsabili per prevenire un'ulteriore diffusione di questa malattia".

© Avvenire, mercoledì 30 novembre 2016