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"Io credo!": in 100 mila per abbracciare il Papa

Già dalle prime ore di questa mattina è iniziato l'afflusso di gruppi in piazza San Pietro per l'incontro dei movimenti e associazioni da tutto il mondo. Il culmine dell'appuntamento col Papa è questa sera, quando Francesco risponderà a domande di alcuni pellegrini.

Sono attese oltre 120mila persone in piazza San Pietro e anche lungo via della Conciliazione per l'incontro che nel tardo pomeriggio vedrà protagonista papa
Francesco e i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e
le aggregazioni laicali in vista della celebrazione domani
della Pentecoste. La stima sul numero di presenze è però per difetto, perchè si ritiene che possano essere molte di più le persone, specie giovani, che si concentreranno nella zona. Sono 150 a ora le realtà indicate come partecipanti a questo incontro durante il quale ci saranno anche alcune testimonianze e domande rivolte al Pontefice, il quale risponderà.

Già dalle prime ore di questa mattina è cominciato l'afflusso di gruppi che prendono posizione in piazza e che inoltre sono in pellegrinaggio alla tomba di San Pietro, e lo saranno anche domani, giorno di celebrazione della Pentecoste. È attesa folla anche nelle zone attigue alla piazza principale che guarda la Basilica, e questo induce a pensare che alla fine il nuemero di presenze andrà ben oltre la stima di queste ore. È previsto che papa Francesco parli poco dopo le 18:30. Un corridoio centrale di transenne è stato predisposto lungo via della Conciliazione, così da dare ordine all'afflusso e al tempo stesso garantire zone libere per ogni
evenienza e soccorsi, e anche per un eventuale transito della 'papamobilè anche in quell'area oltre che lungo gli abituali corridoi di piazza San Pietro. Le misure di sicurezza nella zona sono state intensificate, i cestini nell'area sono stati sigillati. 

Dalle 15 in piazza San Pietro inizierà l’animazione spirituale e musicale con il gruppo del Gen Verde, 150 coristi di vari movimenti e la conduzione di Lorena Bianchetti. Sette le testimonianze che si succederanno nell’attesa dell’incontro vero e proprio col Papa, alle 18. Dopo l’intronizzazione della Vergine Salus Populi Romani, il giornalista irlandese John Waters e il medico e politico pachistano Paul Batthi, fratello di Shahbaz ucciso due anni fa dai fondamentalisti islamici, porteranno la loro particolare testimonianza. Francesco poi risponderà a domande di rappresentanti di alcune realtà presenti al pellegrinaggio.

Domani, solennità di Pentecoste, la piazza tornerà a riempirsi per la Messa alle 10.30 celebrata dal Papa e conclusa con il Regina Coeli.
Movimenti e associazioni. protagonisti dell'annuncio (Giacomo Gambassi)
Sono «uno dei frutti più evidenti del Concilio» e dell’impulso che il Vaticano II «ha voluto dare ai cristiani laici per riprendere con entusiasmo e forza la loro presenza nel mondo contemporaneo». Nell’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI in occasione dei cinquanta anni dall’apertura dell’assise ecumenica, i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali hanno un posto di rilievo. E la loro Giornata che si tiene oggi e domani vuole «dare voce alla multiforme e variegata voce di così tante realtà ecclesiali», ha spiegato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nella presentazione dell’evento.

Cambiano i nomi e gli strumenti «che esprimono la ricchezza dello Spirito distribuita nei carismi degli iniziatori», ma «l’obiettivo e le finalità restano identiche e comuni a tutti: portare la gioia del Vangelo a ogni persona», ha sottolineato Fisichella. E proprio perché queste realtà sono «il segno della presenza dello Spirito di Cristo Risorto che guida la sua Chiesa», ha chiarito il presidente del dicastero vaticano, è stata scelta come data dell’incontro quella della Pentecoste.

Del resto, aveva scritto Benedetto XVI nella lettera apostolica Porta fidei con cui ha indetto lo speciale Anno, «la Chiesa nel giorno di Pentecoste mostra con tutta la sua evidenza la dimensione pubblica del credere e dell’annunciare senza timore la propria fede a ogni persona».

L’impegno pubblico è spesso dimensione portante di movimenti, nuove comunità, associazioni e aggregazioni laicali. «Tutte queste realtà – ha affermato Fisichella – esprimono a pieno titolo l’impegno per la nuova evangelizzazione e trovano in questa espressione di Giovanni Paolo II il fondamento della loro azione ecclesiale e la motivazione per la testimonianza quotidiana».

Lo slogan della Giornata è Io credo! Aumenta in noi la fede. «Ognuno nella fede è chiamato a pronunciare in prima persona la sua adesione a Cristo e alla Chiesa – ha spiegato l’arcivescovo –. Molti giovani, uomini e donne in queste realtà ecclesiali spesso hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta per strada o divenuta sterile, ma hanno compiuto una vera conversione di vita. La fede, comunque, è anche un atto comunitario. È un "noi" che si carica del valore della comunità che è in primo luogo la Chiesa». Ed è anche uno dei tratti dell’Anno della fede che papa Francesco – nell’incontro con i rappresentanti delle Chiese e delle altre religioni lo scorso 20 marzo – ha definito «un pellegrinaggio verso ciò che per ogni cristiano rappresenta l’essenziale: il rapporto personale e trasformante con Cristo». E , ha evidenziato Francesco, «nel desiderio di annunciare questo tesoro perennemente valido agli uomini del nostro tempo, risiede il cuore del messaggio conciliare». Di cui le realtà ecclesiali che da oggi si ritrovano intorno alla tomba di Pietro sono una delle feconde espressioni.

© Avvenire, 18 maggio 2013

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