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"L’ecumenismo deve coinvolgere l’insieme della Chiesa, tutto il popolo di Dio"

Messaggio di Sua Eminenza il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani in occasione della presentazione del libro “La traslazione della reliquia di San Nicola il Taumaturgo da Bari in Russia (21 maggio – 28 luglio 2017)”. Bari, 19 dicembre 2018

Sono lieto di poter associarmi con questo messaggio alle celebrazioni che segnano l’anniversario della traslazione in Russia della reliquia di San Nicola. Ho avuto il privilegio di accompagnare il ritorno della santa reliquia da San Pietroburgo a Bari il 28 luglio 2017. Il ricordo delle lunghe file di pellegrini venuti per venerare la preziosa reliquia rimarrà per sempre nella mia memoria. Rimarranno anche le parole di Sua Santità il Patriarca Kirill pronunciate nel monastero di san Aleksandr Nevski: “Penso che la traslazione delle reliquie di san Nicola abbia fatto per la riconciliazione tra Oriente e Occidente quanto non ha mai fatto nessuna diplomazia — sia secolare sia ecclesiastica”.  

Quest’evento, a volte chiamato “seconda traslazione” delle reliquie di San Nicola, è stata resa possibile da un altro evento storico: l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill a L’Avana il 12 febbraio 2016. La dichiarazione congiunta firmata in quella occasione sottolineava l’importanza del patrimonio spirituale condiviso dalle due Chiese: “Condividiamo la comune Tradizione spirituale del primo millennio del cristianesimo. I testimoni di questa Tradizione sono la Santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, e i Santi che veneriamo”. Di questo “ecumenismo dei santi” non poteva essere trovato un esempio più eloquente di quello offerto dalla figura di san Nicola. Basta ricordare che Papa Urbano II convocò un concilio di vescovi occidentali ed orientali nel 1098 a Bari, presso la cripta dove erano custodite le reliquie del Santo, fiducioso che le sue preghiere avrebbero aiutato a ricomporre l’unità.

Ma oltre all’“ecumenismo dei santi” si deve anche parlare di un “ecumenismo del popolo”. Il frutto ricercato e raccolto della traslazione della reliquia di san Nicola era di rendere partecipe il popolo di Dio dell’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill. La traslazione delle reliquie di san Nicola in Russia ha mostrato che l’ecumenismo non deve essere prerogativa dei capi di Chiesa o dei teologi; deve coinvolgere l’insieme della Chiesa, tutto il popolo di Dio.

Nessun santo poteva favorire tale coinvolgimento del popolo più di san Nicola, il cui nome significa, precisamente, la “vittoria del popolo”. È molto significativo che questa “vittoria del popolo” cristiano abbia avuto luogo cento anni dopo una rivoluzione fatta a nome dello stesso popolo. Chi avrebbe potuto pensare, nell’Unione Sovietica di solo trent’anni fa, che delle reliquie sarebbero state venerate da milioni di pellegrini e scortate dalla guardia nazionale? Il “trionfo” di san Nicola, in questo centenario dall’inizio della più terribile persecuzione della storia del cristianesimo, mostra la vera vittoria del popolo e la misericordia di Dio.

Vorrei ringraziare Sua Eminenza il Metropolita Hilarion di Volokolamsk per il suo impegno in questo progetto, e anche Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto, Delegato Pontificio per la Basilica di San Nicola in Bari, senza il quale questo evento non avrebbe potuto realizzarsi. Vorrei anche esprimere la mia gratitudine alla comunità dei Padri Domenicani, custodi delle sante reliquie. Mi rallegro della pubblicazione di un libro commemorativo che permetterà di conservare il felice ricordo di questo evento storico.

Nel giorno della sua festa nel calendario giuliano, possa San Nicola, patrono dei viaggiatori, “patrono del cammino dell’unità”, accompagnarci sulla via dell’unità.

Vaticano, 18 dicembre 2018

Kurt Cardinale Koch

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