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La giornata di preghiera. Assisi chiama l’Italia alla pace

Parte da Assisi un altro messaggio forte contro qualsiasi violenza, anzi di più: una proposta che nei migliori auspici dell’arcivescovo Domenico Sorrentino possa essere raccolta da tutte le diocesi italiane ed anche oltre: dedicare il 27 di ogni mese alla preghiera per la pace

«Così diventa più vero, più reale, più forte lo Spirito di Assisi», spiega il presule. Perché domani, 27 ottobre, cade il trentesimo anniversario dello storico incontro voluto da san Giovanni Paolo II e la città non può non ricordare. Se lo scorso settembre con la Comunità di Sant’Egidio, la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e le Famiglie francescane si sono rese protagoniste di una tre giorni di livello internazionale con papa Bergoglio e i leader di tutte le religioni, domani, giorno effettivo del trentennale, Assisi vuole vivere in maniera più intima ma non meno sentita ed importante questa ricorrenza. E lo farà con un pellegrinaggio e la preghiera che i rappresentanti delle tre fedi abramitiche terranno in diversi luoghi della città, proprio per manifestare apertamente il cammino condiviso di dialogo che si sta facendo.

E in questo contesto sarà lanciata la proposta di dedicare il 27 di ogni mese al raccoglimento, così che da giorno, storicamente ricordato per la paga, si trasformi in giornata della preghiera.«Dopo il grande evento di settembre che ha visto anche la partecipazione del Santo Padre – ha spiegato Sorrentino – vogliamo innanzi tutto celebrare lo spirito di Assisi nel giorno effettivo del suo anniversario e poi far in modo che in tutte le nostre parrocchie e perché no anche a livello più ampio, il 27 di ogni mese si preghi per la pace. Per questo stiamo preparando intenzioni di preghiera che possono essere utilizzate nei diversi momenti della giornata (Lodi, Vespri, celebrazioni eucaristiche ecc.).

Ogni parroco e ogni comunità religiosa sarà poi libera di recitarle nel momento che ritengono più opportuno. I fatti di intolleranza, violenza e guerra di cui ogni giorno veniamo a conoscenza – aggiunge ancora Sorrentino – ci spingono a proseguire sulla strada del dialogo e soprattutto della preghiera».Anche il Papa, lo scorso 20 settembre, nel suo messaggio dalla piazza Inferiore di San Francesco aveva sottolineato la necessità di «diventare tutti artigiani di pace» per contrastare «la grande malattia del nostro tempo che è l’indifferenza». Così Assisi, ancora una volta diventa punto di riferimento, esempio di convergenze possibili tra i rappresentanti delle religioni abramitiche e tanti fedeli che domani alle 15 si ritroveranno nel chiostro del museo diocesano di San Rufino per partecipare alle invocazioni per la pace degli ebrei, poi all’auditorium “Padre Nicolini” dove saranno protagonisti i musulmani e infine alla Basilica di Santa Chiara dove ci saranno le invocazioni ecumeniche dei cristiani. Ai ragazzi per un Mondo unito del Movimento dei Focolari il momento finale dell’iniziativa che si concluderà con la lettura e la consegna di un simbolo di pace.

Antonella Porzi

© Avvenire, mercoledì 26 ottobre 2016

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