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La Giornata di Santificazione Sacerdotale

Pregare per la santificazione dei Sacerdoti significa pregare per la santità dell’intero popolo di Dio, a cui il loro ministero è ordinato

In prossimità della Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, si svolge la Giornata mondiale di preghiera per la Santificazione dei Sacerdoti (venerdì 14 giugno), un appuntamento annuale che ogni Chiesa particolare è chiamata a celebrare, mostrando quella comunione e reciprocità nella preghiera, che deve caratterizzare l’intero popolo di Dio, chiamato ad implorare dal Signore il dono di Pastori Santi. Del resto il Sacerdozio ministeriale è al servizio di quello comune di tutti i battezzati, che si attua, concretamente, nella risposta alla chiamata universale alla santità.

In un mondo in cui anche la figura del sacerdote sembra essere travolta da caos, confusione, dubbi, tentazioni, ogni battezzato rinnova la sua fede nel Signore e la sua fiducia nel tanto bene che i sacerdoti diffondono nel mondo ed è invitato alla preghiera per l’identità, la santificazione e la missione dei Sacerdoti.

Già l’Anno Sacerdotale - che è stato un evento eccezionale voluto dal Santo Padre Benedetto XVI - ha inteso sottolineare il profondo legame tra identità e Missione dei sacerdoti, riconoscendo come, i due elementi, siano totalmente relativi l’uno all’altro: il Sacerdozio ministeriale è per la missione e nella missione si definisce l’identità sacerdotale.

La missione non è una delle “attività” del Corpo ecclesiale, ma ne caratterizza essenzialmente l’identità. Senza missione, non c’è Chiesa, e viceversa! La Chiesa è totalmente relativa alla missione, all’incontro degli uomini, di ogni tempo e luogo e di ogni cultura, con il Signore Risorto. Portare a tutti l’annuncio del Regno e la Salvezza: questo è il compito essenziale della Chiesa! Compito che, nelle diverse epoche e circostanze, si declina in modalità differenti, ma che conserva sempre il proprio nucleo essenziale, costituito dall’obbedienza al comando di Gesù: “Andate in tutto il mondo ed annunciate il Vangelo ad ogni creatura”. Se gli uomini di Chiesa, tutti i battezzati, ed i Sacerdoti in particolare, perdessero tale anelito missionario, verrebbe meno un aspetto essenziale dell’identità battesimale e, per certi versi, della stessa fede cristiana.

E’ necessaria una giornata di preghiera per la santificazione del Clero? E perché proprio nella Festa del Sacro Cuore? Pregare per la santificazione dei Sacerdoti significa, in certo senso, pregare per la santità dell’intero popolo di Dio, a cui il loro ministero è ordinato. È, poi, un’occasione per favorire la comunione e la reciproca custodia orante, tra membri dello stesso presbiterio, quasi in un ideale arco, che va dalla Messa Crismale alla Festa del Sacro Cuore di Gesù, abbracciando i misteri fondamentali della nostra fede e facendoli contemplare in chiave sacerdotale. Infine, come affermato dal Curato d’Ars, “il Sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù”, sia intendendo quella necessaria intimità ed immedesimazione che sempre ogni sacerdote deve avere con il Signore, sia indicando l’amore e la carità di Gesù “buon Pastore”, al quale ogni esercizio del ministero ordinato deve tendere. La carità pastorale è la vera chiave interpretativa di questa giornata di preghiera.

Come collocare tutto questo nella prospettiva dell’Anno della Fede?

Ancora una volta i Sacerdoti sono chiamati ad offrire il loro generoso contributo, anche nell’Anno della Fede, per attuare le indicazioni del Papa, ricordando come, proprio nella missione e nell’opera di evangelizzazione si irrobustisce la stessa identità sacerdotale. Leggere e, in certo senso, “riscoprire” il Concilio, in tutta la sua valenza profetica e missionaria, è uno dei compiti che maggiormente urgono, oggi, nella Chiesa.

«La celebrazione dell’Anno della Fede si presenta come una opportunità per la nuova evangelizzazione, per superare la tentazione dello scoraggiamento, per lasciare che i nostri sforzi si muovano ogni volta di più sotto l’impulso e la guida dell’attuale Successore di Pietro. Avere fede significa principalmente essere certi che Cristo, vincendo nella sua carne la morte, ha reso possibile anche a chi crede in Lui di condividere quel destino di gloria, e di soddisfare l’anelito ad una vita e ad una gioia perfetta ed eterna che è nel cuore di ogni uomo» (Congregazione per il Clero, Lettera ai Sacerdoti 2013).

Non saremo mai interamente santi, in questa fase terrena del Regno, ma certamente possiamo e dobbiamo maggiormente tendere alla Santità, attraverso tutti gli strumenti che la Chiesa ci offre, ad iniziare dalla Parola e dai sacramenti, per giungere alla vita comunitaria ed allo zelo missionario, per tutte le anime. La passione di annunciare Cristo è la vera “misura” della temperatura della fede di un’epoca!

«Fissiamo, con incessante sguardo d'amore, gli occhi della nostra mente e del nostro cuore, su Cristo, unico Salvatore delle nostre esistenze e del mondo. Richiamare a Cristo significa richiamare a quel Volto che ogni uomo, coscientemente o meno, cerca come unica adeguata risposta alla propria insopprimibile sete di felicità» (Congregazione per il Clero, Lettera ai Sacerdoti 2012).