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La sfida della carità? Parte dalla spesa

Un piccolo aiuto che diventa una montagna. Un sacchetto che diventa un magazzino. Domani in tutti i supermercati di Italia va in scena la quindicesima edizione della colletta alimentare. Che quest’anno, alla luce della crisi e del momento economico più che mai difficile attraversato dal nostro Paese, si tinge di colori e sfumature nuove.

I poveri da aiutare sono tantissimi: 3 milioni in condizioni di necessità assoluta (e cioè, secondo l’ultima indagine Istat 2010, incapaci di acquistare beni e servizi essenziali); e poi 8 milioni e 272mila, vale a dire il 13,8% dell’intera popolazione, in povertà «relativa» (si tratta delle famiglie che non riescono a spendere più di 990 euro al mese ogni due componenti). Hanno i volti insospettabili dei vicini di casa, dei compagni di scuola, dei colleghi di lavoro. E chiedono aiuto.

Domani sarà l’occasione per rispondere. Con lo schema, ormai consolidato, ideato dalla Fondazione Banco alimentare Onlus nel 1997: chi farà la spesa negli 8.600 supermercati e negozi disseminati su tutto il territorio nazionale potrà donare parte dei prodotti acquistati per rispondere al bisogno di chi vive in situazione di povertà. Basterà raccogliere il tradizionale sacchetto giallo e rivolgersi ai plotoni di volontari che affolleranno banchi e stand per indicare i prodotti più utili e, all’occorrenza, per aiutare a trasportarli. Piccoli aiuti che, messi insieme, nel 2010 sono diventati un colosso di 9.400 tonnellate e che hanno sfamato un milione e mezzo di persone ospitate dalle oltre ottomila strutture caritative cui il cibo raccolto dall’iniziativa è destinato.
Tra le gocce di solidarietà, anche quest’anno ci saranno quelle raccolte nelle carceri: da San Vittore, Opera, Monza, Bollate fino ai penitenziari di Padova e di Enna. Anche i detenuti, che hanno diritto a una piccola spesa mensile, daranno il loro contibuto alla colletta. E quest’anno alcuni di loro usciranno in permesso per unirsi ai 120mila volontari impegnati nei magazzini di raccolta e nei supermercati: 4 dal carcere di Opera, 8 da quello di Parma, senza contare le decine di ex detenuti a Torino.

Molte le novità “tecnologiche” legate all’evento. Cliccando su www.bancoalimentare.it è possibile scaricare gratuitamente applicazioni per l’iPhone che consentono di scoprire quali sono i punti vendita aderenti all’iniziativa, trovare sulla mappa i supermercati più vicini mentre si è in movimento, seguire la “bussola” fino a destinazione, scattare foto e condividerle con gli amici sui social network Facebook e Flickr, mostrando cosa succede nello stesso momento in tutta la “rete” della solidarietà italiana.

Per sapere, invece, cosa comprare per chi ha bisogno c’è una funzione “lista della spesa” che serve da promemoria al supermercato: una versione tecnologica del foglietto di carta, utilizzabile in qualsiasi momento dell’anno. Sono poi disponibili informazioni sulla povertà in Italia e sulla Rete Banco Alimentare, impegnata quotidianamente nel recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari. E per chi vuol andare oltre il sacchetto, si possono fare donazioni e di dare disponibilità come volontario per tutto l’anno. Obiettivo: contagiare.

Viviana Daloiso
 
© Avvenire, 25 novembre 2011
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