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L'autentica cura del corpo che l'Assunta ci insegna

Tendenze e una ferita da sanare. Grazie anche a una festa ricompresa

Body building, body guard, body care. Si moltiplicano nel linguaggio comune le espressioni tratte dalla lingua inglese che fanno riferimento al corpo e alle cure di bellezza. E, come sempre, le parole rimandano ad atteggiamenti culturali soggiacenti. In effetti, non c’è epoca che più della nostra abbia avuto per il corpo umano una simile attenzione. In molti casi addirittura una sorta di idolatria, come si può notare uscendo semplicemente per strada, guardando la pubblicità o sfogliando giornali e riviste. Il trionfo del corpo - nel recente passato soprattutto quello femminile, oggi anche quello maschile - è dappertutto, spesso amplificato nelle dimensioni extra large di certa cartellonistica pubblicitaria, fino a rasentare l’inquinamento visivo.

Perciò appare ancora più stridente che una festa come l’Assunta, da secoli profondamente radicata in Italia nel sentire comune dei fedeli, rischi di cedere il passo al "neutro" (imperiale e pre-cristiano) Ferragosto, oggi sinonimo più che di riposo, di svago spesso senza regole e talvolta di sballo e trasgressioni. Al contrario, infatti, questa festa dovrebbe essere tenuta in gran conto in un tempo come il nostro in cui il corpo umano è così al centro dell’interesse. L’Assunzione in cielo di Maria, in corpo (appunto) e anima, ci svela, infatti, qual è il destino eterno che ci attende. Ed è una gran bella notizia, la più bella, sicuramente, dopo la Risurrezione di Gesù. L’Assunzione, infatti, ci dice che anche noi risorgeremo in corpo e anima. E in questo senso è un meraviglioso corollario della Pasqua. Non solo Cristo è risorto ed è tornato in cielo con il suo corpo umano, ma anche noi siamo destinati alla stessa sorte. Lo ripetiamo del resto ogni volta che recitiamo il Credo. La caparra di questa certezza è proprio l’Assunzione di Maria, una prova messa a disposizione di noi poveri "Tommaso", che ogni tanto abbiamo bisogno di toccare con mano le verità della fede.

Soprattutto, però, l’Assunta ci insegna qual è la vera cura di bellezza del nostro corpo. Il clima culturale oggi imperante conduce, infatti, a molti esiti negativi. Sotto la spinta di un eros pervasivo il corpo diventa strumento di piacere nella pornografia, merce di scambio (quando non addirittura mezzo di schiavitù) nella prostituzione, o puro contenitore ornamentale nella ricerca di una bellezza a tutti i costi, che passa per pratiche costose e qualche volta anche pericolose come la chirurgia estetica e l’abbronzatura artificiale. Un corpo in taluni casi anche "violentato" (come dimostra il doping nello sport:  di drammatica attualità in questi giorni di Olimpiadi). Un corpo, infine, addirittura negato ad alcuni (feti abortiti, embrioni congelati) o dato in "prestito" per ospitare gravidanze altrui (il cosiddetto "utero in affitto", pratica - meno male - oggi vietata per legge in Italia).

In realtà tutto questo ha come denominatore comune una bugia antropologica, che una festa come l’Assunta smaschera. L’idolatria del corpo nasce infatti dal materialismo ateo, dall’aver separato il corpo dall’anima, dall’aver cioè trasformato l’uomo in una sorta di «visconte dimezzato». In Maria, invece, quella frattura non è mai avvenuta. E quindi è guardando al suo esempio che si può ritrovare la strada per riportare il corpo lì dove il Creatore lo aveva destinato fin dall’inizio e il Redentore lo ha riportato, sanando la ferita del nostro peccato. Altro che body building e body care. È possibile immaginare una cura di bellezza più efficace di questa?


 
Mimmo Muolo
 
© Avvenire, 14 agosto 2012
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