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Le storie di impegno. Il Natale dei giovani «controcorrente»

Dal 25 dicembre a San Silvestro le nuove generazioni scelgono di stare con i poveri o in preghiera. Tra veglie, incontri e gesti di solidarietà, lo sguardo è sempre rivolto verso l’Altro e gli altri

La bellezza dell’amicizia e il calore della condivisione sono le luci che riscaldano i giorni delle festività natalizie per molti giovani. E lo saranno ancor di più per coloro che parteciperanno alle iniziative promosse dalle comunità cristiane nelle prossime due settimane, animate dallo spirito della grotta di Betlemme. Se, infatti, come di consueto ci saranno i momenti di preghiera con veglie e celebrazioni che aiuteranno a contemplare il mistero di un Dio che si fa uomo, non mancheranno le occasioni per farsi compagni di strada di coloro che sono segnati da fragilità, ferite e sofferenze. Che siano disabili, poveri, senzatetto, anziani, minori in difficoltà, donne lasciate ai margini, come gli angeli fecero con i pastori la notte in cui nacque il piccolo Gesù, così i ragazzi, anche se solo per un piccolo tratto, nel lasso di tempo di un pomeriggio o di una sera, si faranno compagni di cammino dei bisognosi. In queste iniziative anche gli adulti, ai quali il Sinodo dell’anno scorso ha chiesto di mettersi in ascolto della nuove generazioni, ritroveranno il volto di ragazzi e giovani impegnati a costruire un futuro in cui lo stare insieme significa anche prendersi cura degli ultimi. (Matteo Liut)

Pordenone. L’ultima giornata del 2019 donata a chi è più fragile «In cambio i partecipanti riceveranno il centuplo»

«New Year Happy» sarà il Capodanno 2020 dei giovani di Pordenone. Una giornata presso la comunità "La Nuova Famiglia" di San Vito al Tagliamento, a partire dal mattino del 31 dicembre, all’insegna dell’accoglienza e della condivisione con il pranzo e, nel pomeriggio, con l’arrivo dei ragazzi del Gruppo Gioia, nato dalla spiritualità del Beato don Luigi Monza, e della Cooperativa "Il Granello", fondata da alcune famiglie di giovani con disabilità. «Celebreremo insieme la Messa di ringraziamento con il Te Deum e poi faremo il Cenone e la festa per passare l’ultimo dell’anno in simpatia – spiega don Davide Brusadin, responsabile della Pastorale giovanile – i giovani doneranno così qualcosa di importante per loro, il Capodanno, per offrire un momento di festa a chi vive una condizione di fragilità, legata alla disabilità. I giovani ricevono in cambio quel "centuplo" promesso da Gesù». ( Luisa Pozzar)

Taizé. Torna in Polonia per la quinta volta il pellegrinaggio all’insegna della condivisione e della pace nel mondo

Un Capodanno fatto di condivisione, preghiera e accoglienza nel cuore d’Europa: torna anche quest’anno il consueto Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra proposto dalla comunità di Taizé ai giovani. L’incontro europeo tornerà per la quinta volta in Polonia: si terrà infatti a Breslavia (Wroclaw), dove si svolse già nel 1989 e nel 1995. L’arrivo dei giovani pellegrini – moltissimi anche dall’Italia – è previsto per sabato 28 dicembre: i partecipanti saranno accolti dalle famiglie della città polacca, che anche per la Gmg del 2016 aveva aperto le proprie case a migliaia di ragazzi. Fino al pomeriggio del 1° gennaio sono previsti momenti di preghiera, occasione di confronto e di scambio con la comunità locale, laboratori sui temi dell’impegno sociale, della fede, della vita interiore e della creazione artistica. Il tutto culminerà la notte del 31 con la veglia di preghiera per la pace nel mondo, seguita da una «Festa delle nazioni» nelle parrocchie ospitanti. (M.L.)

Francescani. Cenoni con i poveri a Milano, Verona, Torino e Bologna «Il servizio comincia sempre dall’ascolto della Parola»

Il primo dell’anno pensano agli ultimi i giovani che hanno scelto di rinunciare al tradizionale veglione per prestare servizio in una mensa dei poveri di Milano. I francescani di Monza per la prima volta offrono questa possibilità a una trentina di ragazzi tra i 18 e i 35 anni già pronti a indossare il grembiule e a servire il cenone di Capodanno alle persone in difficoltà. Il 31 dicembre i giovani si occuperanno di mettere in tavola pranzo e cena per i tanti che frequentano la mensa del Centro Sant’Antonio di Milano gestita appunto dai frati francescani. La proposta – che è stata intitolata “In-fine servire” ed è comune ad altri conventi del nord Italia, da Verona a Torino fino a Bologna – prevede anche momenti di formazione, preghiera e ascolto. «Il servizio – spiega uno dei frati responsabili, Ivano Paccagnella – comincia sempre dalla formazione e dall’ascolto della Parola. È importante che la relazione con il Signore non sia solo intimistica ma che metta in connessione con gli altri». (laria Beretta)

Paestum. Con Rinnovamento la corsa dei ragazzi verso la «meta» «L’incontro con Cristo è il premio per chi non si arrende»

L’idea è di correre, senza paura, verso Gesù. La lanciano i giovani della Campania, dal 27 al 29 dicembre. Per tre giorni si incontreranno a Paestum. Grazie al Rinnovamento nello Spirito Santo hanno preparato un percorso ispirato all’esortazione evangelica Christus vivit. Lo slogan, «Non avere paura … tu corri», è tratto dalla prima lettera di san Paolo. «Si partecipa a una gara non per camminare ma per correre e conquistare il premio», spiega il coordinatore Giuseppe Contaldo. Così i giovani tra giochi, preghiera, catechesi, adorazione, laboratori cercheranno di incontrare Gesù consapevoli che una corsa porta tanti impegni: velocità, determinazione e meta. «La velocità è l’incontro con Cristo che ti appaga così tanto da non voler più tornare indietro. La determinazione è la consapevolezza che Gesù ci ama. La meta è la vita eterna. Nello stadio della vita, sono vincitori tutti coloro che portano a termine la corsa». Tutti pronti a partire. (Rosanna Borzillo)

S. Marco Argentano. Calcio a cinque per fare un assist all’inclusione

Un’esperienza di inclusione che genera apertura verso l’altro. La San Benedetto Calcio è una realtà sportiva nata nell’omonima parrocchia di Cetraro, nella diocesi calabra di San Marco Argentano - Scalea. «Un’esperienza aggregativa, in un territorio socialmente complesso, per avvicinare i giovani attraverso lo sport ai valori della legalità e del bene comune», spiega il parroco don Francesco Lauria, che in diocesi è anche incaricato di Pastorale giovanile. Per i ragazzi che ne fanno parte la San Benedetto è molto di più che una semplice squadra di calcio a cinque. Qui hanno trovato accoglienza, un luogo nel quale attraverso il gioco possono imparare a crescere rispetto a tante occasioni a portata di mano che non restituiscono fecondità. Dal loro sentirsi inclusi in questa realtà è nato il desiderio di fare spazio a chi si trova in difficoltà. E così i giovanissimi disputeranno una partita di calcio con i detenuti del carcere di Paola e una a Roma con i dipendenti del Vaticano, donando un’offerta per il dormitorio inaugurato da papa Francesco. (Luca Sardella)

Aversa. Il Battesimo dei piccoli rom per iniziare un nuovo percorso di fede e integrazione sociale

È un Natale che ha il sapore dell’accoglienza e dell’integrazione quello che si apprestano a vivere i giovani della parrocchia di San Pio X, a Giugliano, nella diocesi di Aversa. Domenica 22 infatti un gruppo di bambini e ragazzi rom riceverà il Battesimo, al termine di un percorso di fede e di sostegno che dura da diversi mesi e che ha avuto nella loro partecipazione al Grest e al centro estivo due momenti fondamentali. «Con la celebrazione del sacramento, questa grande famiglia rom, sgomberata dal campo ma ancora accampata, entra a far parte della comunità ecclesiale e, allo stesso tempo, inizia un inserimento nella vita civile con la speranza che si possa presto trovare una soluzione abitativa stabile», spiega il parroco, don Francesco Riccio, sottolineando quanto l’incontro e la conoscenza abbiano aiutato a superare paure e pregiudizi. Un segno di speranza che spazza via la diffidenza e rende il Natale più autentico. (S. Car.)

Verona. Gli under 35 con «Entusiasmo, mente e cuore» in dialogo con richiedenti asilo e prostitute

Si chiama E=mc2, cioè Entusiasmo=mente e cuore al quadrato, l’iniziativa che porterà una trentina di ragazzi, tra i 19 e i 35 anni, a confrontarsi con i richiedenti asilo, le prostitute, i disabili e i poveri di Verona e provincia. Base del campo, dal 27 al 30 dicembre, sarà il Centro di pastorale adolescenti e giovani (Cpag) da dove ci si muoverà per recarsi nelle varie realtà caritative e dove si rientrerà per condividere quanto vissuto. «L’esperienza mette i ragazzi a contatto con la marginalità, approfondendo le conseguenze dirette della globalizzazione e delle migrazioni con tutte le implicanze umane che comportano», spiega il direttore del Cpag, don Giampaolo Melchiori. L’intento è quello «di promuovere una reale integrazione e proporre uno stile di vita che guarda al cielo, ma rimane ancorato in terra, aperto a incontrare l’uomo di oggi in tutte le sue dimensioni». «Quando ci si compromette e ci si lascia segnare dal volto ferito non è più possibile ignorare l’appello che è scritto nelle persone, nella natura e nella vita», osserva il sacerdote auspicando che la risposta dei giovani non si esaurisca il 30 dicembre, ma «trovi modo di esprimersi ogni giorno». (Stefania Careddu)

Vicenza. Tornano «Quelli dell’Ultimo» tra migranti e detenuti per un evento che aiuterà a porsi tante domande

Per il tredicesimo anno consecutivo a Vicenza tornano #Quellidellultimo. Circa quattrocento giovani, tra i 16 e i 35 anni, si ritroveranno nella parrocchia di San Giuseppe dal primo pomeriggio del 31 dicembre per trascorrere l’ultimo dell’anno donando il proprio tempo alle persone che vivono situazioni di fragilità. «Più che fare servizio, noi proponiamo ai giovani di condividere il tempo di festa con chi fa più fatica. Si tratta di stare insieme alle persone che, in gruppi, andremo ad incontrare nei loro luoghi di vita: dagli anziani ai detenuti in pena alternativa, dalle persone con disabilità alle persone migranti e senzatetto… con oltre quaranta realtà coinvolte» racconta don Lorenzo Dall’Olmo, responsabile diocesano di Pastorale giovanile. Un’iniziativa nata e cresciuta nel tempo, divenuta oggi un appuntamento promosso dalla Caritas vicentina: «Non tutte le realtà sono così semplici da incontrare. Eppure, ciò che mette i giovani profondamente in discussione permette loro di portarsi a casa tante domande nuove, iniziando così il 2020 con la gioia di aver chiuso bene l’anno precedente ed il desiderio di proseguire queste esperienze nel nuovo anno». (L.P.)

Comboniani. Una convivenza nel segno della missione

A Venegono Superiore (Varese) tra il 27 e il 31 dicembre i padri comboniani ospitano una ventina di ragazzi per trascorrere alcuni giorni di amicizia e spiritualità. «Da cinquant’anni – spiega padre Maurizio Balducci – proponiamo una convivenza di preghiera e formazione nell’ambito del percorso Giovani impegno missionario (Gim). Il titolo di questa edizione è “Vita rifiutata”: si parte da una riflessione sul prologo del Vangelo di Giovanni (in cui Gesù viene nel mondo ma non è accolto) e si arriva a parlare delle vite scartate dei nostri tempi». Uno spazio è riservato alla missione con la testimonianza di suor Gabriella Bottani che lavora con ragazze vittime di prostituzione e combatte la tratta a livello mondiale. A Venegono i ragazzi parteciperanno anche al tradizionale presepio che i comboniani allestiscono come occasione di riflessione su temi caldi. «Quest’anno trattiamo l’Amazzonia. Si parla tanto delle foreste in fiamme e degli animali che fuggono ma pochi ricordano la sofferenza della gente. La nostra natività parla di questi poveri e dei tanti Erode che ancora oggi uccidono innocenti». (I.B.)

Massa Carrara. Mettersi in gioco con i clochard «Così ci educhiamo a servire il Signore in chi è in difficoltà»

Trascorrere le feste natalizie senza il calore di uno sguardo o di un affetto diventa pesante tanto quanto il freddo che si è costretti a sopportare vivendo per la strada. Guardando alla nascita di Gesù in una periferia di Betlemme, i giovani di Carrara hanno scelto di regalare sguardi e affetto a coloro che oggi abitano le periferie esistenziali della loro città. E così nei giorni che saranno maggiormente segnati dal freddo si sono resi disponibili, d’intesa con due associazioni cittadine che lavorano in rete con Caritas diocesana, ad accogliere poveri e senza tetto nel salone di una parrocchia a Marina di Carrara. «I ragazzi delle varie comunità faranno a turno per accogliere gli ospiti, dare loro qualcosa di caldo e trascorrere del tempo insieme – spiega don Maurizio Manganelli, incaricato di Pastorale giovanile –. Per i giovani è un bel segno per educarsi ogni giorno a servire il Signore presente nel povero e nell’emarginato». (L.S.)

© Avvenire, mercoledì 18 dicembre 2019