Arcivescovo

S.E. Francesco

Cacucci

IN AGENDA

Lega, la messa che non c'è

Si diffonde la notizia che a Vedelago, nel Veneto, si celebrerà nella “lingua” locale, ma parroci e curia smentiscono e spiegano…

La notizia è di quelle solenni, visto che si tratta di liturgia: domenica 12 giugno, alle ore 12, sarà celebrata una Messa in dialetto veneto, nell’ambito della “Festa delle origini venete” organizzata dal Comune di Vedelago, nel Trevigiano, da due mandati amministrato dalla Lega. Ad annunciarla, dice un comunicato dell’Ansa, è lo stesso assessore comunale all’Identità veneta, Renzo Franco. Anche se la stessa Ansa cita l’avvertimento della Diocesi di Treviso: «la lingua veneta non è consentita per la celebrazione di una santa Messa perché non esiste alcun Messale approvato dall’apposita commissione romana».    

Sentito uno dei parroci di Vedelago, però le cose sono un po’ più semplici e sgonfiano la presunta Messa della Lega. Don Florido Feltrin spiega che «circa tre mesi fa era nata l’idea di esporre in piazza i ricordi del mondo rurale, contadino e artigianale, con attenzione ai valori religiosi, a quelli della famiglia, del lavoro, dell’emigrazione e dell’integrazione tra i popoli. Lo spirito era quello della Pentecoste, festa dei popoli. Era stata anche prevista la Messa in piazza con l’animazione degli Scout, e una preghiera per tutti i popoli, ma tutto in italiano».     Tutto bene finché non è circolata la storia della Messa in “lingua”  veneta. «A questo punto», continua don Florido, «d’accordo con il Vescovo di Treviso, il Vicario e l’altro parroco di Vedelago, don Lorenzo Piran, abbiamo deciso di non partecipare alla festa in piazza e di non darne notizia alcuna in chiesa. Non vogliamo essere coinvolti in una manipolazione da qualunque parte provenga».    
Chi ha parlato di Messa in veneto, non ha comunque tenuto conto del fatto che non esiste alcun Messale per una tale celebrazione. A partire infatti dal Messale in latino, che costituisce l’edizione tipica di riferimento per la Chiesa universale, ogni traduzione in qualsiasi lingua del rito della Messa e delle relative letture e orazioni, deve avere l’approvazione ufficiale della Chiesa, attraverso la Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti vaticana.   

Giusto Truglia
© Famiglia Cristiana, 9 giugno 2011
Prossimi eventi