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Rapporto Caritas Migrantes 2020, l'Italia vera dei migranti: meno arrivi e la maggioranza è cristiana

La situazione fotografata dal Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes. Trend migratorio in frenata, calano le nascite anche tra gli stranieri

Presentato a Roma, lo scorso 8 ottobre, il XXIX Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes. Come di consueto si è proceduto ad un’attenta analisi dei dati sul fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese sotto molteplici aspetti che vanno dalla scuola, al lavoro, all’economia fino all’integrazione. Ciò che emerge più di ogni altra cosa è il fatto che ormai da qualche anno il trend di crescita dei cittadini stranieri in Italia è decisamente diminuito, a dispetto di quanto la narrativa comune sul fenomeno migratorio cerca di far passare. Dal 2018 al 2019 si sono registrati, infatti, appena 47 mila residenti e 2.500 titolari di permesso di soggiorno in più. I fattori di questo vistoso rallentamento sono molteplici ed ascrivibili sia a dinamiche demografiche generali che a politiche migratorie restrittive. Da un lato, infatti, il mutato comportamento riproduttivo della popolazione straniera ha segnato negli ultimi anni una vistosa diminuzione delle nascite (da 67.933 nel 2017 a 62.944 nel 2019), dall’altro l’impossibilità di fare ingresso nel nostro paese in maniera regolare (attraverso decreti flussi annuali) ha inciso negativamente sull’andamento delle presenze.

In base alle ultime elaborazioni Istat, al 1° gennaio 2020 i cittadini stranieri presenti in Italia ammontano a 5.306.548 persone, con un’incidenza media sulla popolazione italiana dell’8,8%, di cui 1.207.919 rumeni. Invece, con riferimento ai permessi di soggiorno, sono risultati in corso di validità 3.438.707 permessi, il 61,2% dei quali è stato rilasciato nel Nord Italia, il 24,2% nel Centro, il 10,8% nel Sud e il 3,9% nelle Isole. I cinque Paesi di provenienza prevalenti fra i titolari di permesso di soggiorno sono, nell’ordine, Marocco (circa 400 mila cittadini), Albania (390 mila), Cina (289 mila), Ucraina (227 mila) e India.

La religione dei cittadini stranieri residenti in Italia: cattolici in crescita

Al 1° gennaio 2020 si stima che la maggioranza assoluta degli stranieri residenti in Italia sia di religione cristiana (54,1%), in aumento rispetto ad inizio 2019 (quando era il 53,6%), ma ancora ad un livello inferiore rispetto al 1° gennaio 2018 (57,5%). Nel loro complesso, nel 2019 i cristiani stranieri residenti in Italia sono aumentati di 97 mila unità (+3,4%), dopo la forte diminuzione (145 mila unità) dell’anno precedente, e si attestano ad oltre 2,9 milioni di fedeli e di potenziali fedeli, includendo nel conteggio anche i minori. Fra gli immigrati cristiani la maggioranza assoluta è ortodossa (29,3%, pari a 1,6 milioni di fedeli, originari soprattutto di Romania, Ucraina e Moldova), mentre più di uno su tre è cattolico (20,1%, con quasi 1,1 milioni di persone, per lo più romeni, filippini, peruviani e albanesi).

Proprio i cattolici, però, hanno fatto registrare la crescita maggiore nel 2019, con un aumento di 103 mila unità (+10,5%), superati soltanto – sebbene su livelli quantitativi assoluti minori – dai copti (in aumento di 3 mila unità, +16,7%); lieve la crescita degli ortodossi (+19 mila unità, pari al +1,2%), mentre sono diminuiti gli appartenenti ad altre fedi cristiane (in particolare gli evangelici, diminuiti del 9,1%, vale a dire quasi 17 mila fedeli in meno).

 

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