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Roma, indignati e violenti

La violenza e il terrore hanno soffocato la manifestazione di coloro che volevano scendere in piazza pacificamente.

A Roma la voce degli indegni ha soffocato quella degli indignati  Una minoranza di violenti, poche centinaia di persone,  ha fatto degenerare e ha rovinato la giornata di mobilitazione indetta dal movimento globale che rivendica “diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione e del Welfare”. La manifestazione romana, che ha richiamato da tutta Italia una folla imponente, superiore alle 100 mila persone, è stata infiltrata da gruppi di violenti che fin dalle prime fasi del corteo ha creato il caos.

Automobili e cassonetti del'immondizia sono stati incendiati, ci sono stati assalti e saccheggi ai danni di banche, supermercati, negozi e anche ad alcuni sedi istituzionali decentrate. Sono state lanciate bombe carta ed è stato aggredito anche un operatore di Sky. Mentre la Roma dei palazzi della politica è rimasta blindata e inaccessibile, piazza San Giovanni, meta finale della manifestazione, è stata trasformata per ore in un campo di battaglia con  cariche dei mezzi blindati della polizia, lanci di lacrimogeni, sassaiole, getti di idranti, scontri diretti fra i manifestanti e i rappresentanti delle forze dell'ordine. Ci sono stati diversi  feriti da entrambe le parti: un giovane avrebbe perso due dita a causa dell'esplosione di un petardo, mentre un poliziotto si è fratturato una gamba. 

Un mezzo blindato dei Carabinieri,  rimasto isolato nel centro della piazza, precipitosamenhte abbandonato dai suoi occupanti, è stato assalito e incendiato. In sessant'anni di storia repubblicana piazza San Giovanni, teatro di grandi manifestazioni politiche e sindacali e del grande concerto del Primo Maggio, forse non aveva mai vissuto scene simili di violenza e di terrore. Molte persone, rimaste senza una via di fuga, sono state accolte nei giardini del Vicariato. La guerriglia urbana si è scatenata quando ancora decine di migliaia sfilavano pacificamente nelle strade di una Roma assolata che aveva accolto con simpatia la folla degli indignati.

Invano alcuni giovani con la bandiera della pace e le mani alzate hanno cercato di riportare la calma ed isolare i violenti. Fino al momento in cui scriviamo Roma sembra essere l'unica città del mondo dove la marcia degli indignati è stata segnata dalla violenza. La grande giornata di mobilitazione globale aveva in programma quasi un migliaio di cortei in 82 Paesi del mondo. In mattinata Mario Draghi, il governatore uscente della Banca d'Italia, aveva dichiarato da Parigi, dove si trova per una riunione del G20,  che i “giovani hanno ragione a essere indignati”. Ma oggi a Roma le loro ragioni sono state soffocate dai violenti, anche se molti si stanno chiedendo perché le frange violente non sono state isolate fin dall'inizio del corteo.

 
Roberto Zichittella
 
© Famiglia Cristiana, 15 ottobre 2011
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