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Solidarietà. Sabato la colletta alimentare, come partecipare (anche in Laguna)

Da Pellestrina al Lido di Venezia, anche nelle zone alluvionate, la carica dei volontari per la raccolta destinata ai poveri. «C’è chi ha perso tutto e vuol donare lo stesso»

Fare la spesa per chi non può permetterselo. È questo il senso della 23^ edizione della Giornata nazionale della Colletta alimentare, in programma sabato in quasi 13mila supermercati, con il supporto di 145mila volontari e la partecipazione di 5 milioni e mezzo di persone. In tutta Italia si può acquistando e donando alimenti a lunga conservazione (alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti), sarà così possibile aiutare 8.035 strutture caritative che accolgono 1 milione e 585mila poveri, di cui quasi 135mila bambini fino a 5 anni. È possibile anche fare la spesa online per contribuire alla Colletta alimentare.

DOMANDE E RISPOSTE: ECCO COME PARTECIPARE ALLA COLLETTA ALIMENTARE

La notte che il mare è entrato dai balconi, sull'isola di Pellestrina, Giovanni era per strada, di ritorno dal lavoro. «All'improvviso mi sono trovato a nuotare». E a nuoto è arrivato a casa sua: davanti alla porta il muso di una barca, tutt'intorno i pezzi della sua vita che galleggiavano. «Non so spiegare quello che ho provato. La Laguna per noi è sempre stato tutto. In quel momento è diventata mostro, è diventata buio». E col buio, in questi giorni, bisogna convivere: le case distrutte, gli impianti elettrici e gli elettrodomestici spazzati via, i supermercati e i negozi chiusi o aperti qualche ora al giorno, coi prodotti sottovuoto sui banchi e il fresco da dimenticare.

È in queste condizioni, mentre il resto d’Italia si prepara a celebrare la Colletta alimentare di sabato in 13mila punti vendita da Nord a Sud, che le zone alluvionate attorno a Venezia stanno organizzando la tradizionale raccolta di alimenti destinati ai poveri. Che sono quelli di sempre – centinaia di persone assistite tutto l’anno con pacchi alimentari e aiuti – ma anche quelli di adesso, gli anziani isolati e rimasti senza nulla dopo l’“acqua granda”, le famiglie che hanno visto la propria casa spazzata via col frigorifero e i fornelli del gas.

Giovanni Zennaro, presidente del Banco di solidarietà di Pellestrina e responsabile della Colletta sull’isola, non si è arreso: «Ci siamo subito interrogati su come si potesse chiedere alla nostra gente, che ha perso tutto, di donare qualcosa. A Pellestrina abbiamo una Coop, che sta ancora lavorando a singhiozzo, e due negozi di alimentari che sono rimasti chiusi».

Riempire i camion e organizzare la raccolta era impossibile, «ma nessuno dei volontari ha voluto rinunciare e, ciò che è più commovente, anche molti dei miei concittadini hanno chiesto comunque come si potesse partecipare».

Tutti in barca allora, al Lido di Venezia, per una raccolta che quest’anno farà anche la parte di Pellestrina: «La buona notizia che ci ha accompagnato è che per la prima volta ha aderito anche un’altra catena di supermercati, la Prix, mobilitata proprio in seguito all'alluvione. Come se tanto male, alla fine, fosse arrivato per portare del bene» dice Giovanni. E anche la Laguna, alla fine, cercasse di farsi perdonare.

Alla mobilitazione delle isole si accompagna quella di Venezia: qui da meno di un mese, il 7 novembre, ha aperto un Emporio Solidale. Cinque le famiglie assistite, che stanno crescendo a vista d’occhio: il Comune vi sta indirizzando tutti i nuclei che hanno bisogno, a decine in questo momento di straordinaria difficoltà per la città. «Il gesto che compirete domani nei vari luoghi della città rappresenta un segno di sicura speranza, di ripresa e di ripartenza – ha detto ai volontari il patriarca Francesco Moraglia in occasione della messa celebrata il 22 novembre scorso proprio coi volontari della Colletta –. Il vostro è un gesto che va oltre ciò che materialmente realizza ed è importantissimo per il significato che riveste. I gesti, talvolta, parlano più di mille parole; voi ci dite che l’altro vi sta a cuore».

E proprio il dono gratuito per l’altro è il cuore pulsante della Colletta alimentare, che unisce 145mila volontari da Nord a Sud e che garantisce ogni anno a 7.569 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) di poter aiutare più di un milione e mezzo di persone bisognose in Italia, di cui quasi 345mila sono bambini.


1,5 milioni
i poveri che vengono raggiunti ogni anno dagli aiuti alimentari raccolti nel giorno della Colletta

«Per noi il gesto della Colletta – spiega Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare – ha innanzitutto una valenza educativa che dà senso all’azione sociale. Questo gesto ci educa e testimonia a tutti che è possibile cambiare pezzi di vita, restituirli alla dignità e alla speranza, spezzando l’indifferenza». Le regole per partecipare sono sempre le stesse: fare la spesa materialmente nei punti vendita che aderiscono all’iniziativa, donando ai volontari gli alimenti di cui necessitano maggiormente le strutture caritative che si rivolgono al Banco (ovvero: alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti). Oppure contribuire alla Colletta facendo la spesa online (sul sito collettaalimentare.it, grazie all’adesione di Carrefour e Esselunga) o ancora sostenere la solidarietà con un sms al numero 45582 (da 2 a 5 euro il valore delle donazioni), attivo dal 3 novembre al 10 dicembre.


8.200
Le tonnellate di cibo raccolte nella scorsa edizione della Colletta alimentare. Oltre 300mila bambini aiutati


 

Viviana Daloiso
 
© Avvenire, venerdì 29 novembre 2019
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