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Udienza. Il Papa: la misericordia è l'aria da respirare, mai senza

La misericordia di Dio è la nostra liberazione e la nostra felicità. Noi viviamo di misericordia e non ci possiamo permettere di stare senza misericordia

Dopo aver esortato nell'omelia a Santa Marta a "essere vicini l'uno all'altro" in tempi di coronavirus, papa Francesco ha chiesto oggi "reciprocità della misericordia" e capacità di perdono nel corso dell'udienza generale. "Tutti siamo debitori, tutti, verso Dio e vero i fratelli", ha ricordato il Papa.

"Ci soffermiamo oggi sulla quinta beatitudine, che dice: 'Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia", ha detto il Pontefice, "In questa beatitudine c'è una particolarità: è l'unica in cui la causa e il frutto della felicità coincidono. Coloro che esercitano la misericordia troveranno misericordia, saranno 'misericordiati'. Questo tema della reciprocità del perdono non è presente solo in questa beatitudine, ma è ricorrente. E come potrebbe essere altrimenti? La misericordia è il cuore stesso di Dio! Gesù dice: 'Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonatì. E la Lettera di Giacomo afferma che 'la misericordia ha sempre la meglio sul giudizio"."La misericordia di Dio è la nostra liberazione e la nostra felicità. Noi viviamo di misericordia e non ci possiamo permettere di stare senza misericordia. Siamo troppo poveri per porre le condizioni, abbiamo bisogno di perdonare, perché abbiamo bisogno di essere perdonati", ha proseguito papa Francesco.

"Ricordo che questo tema l'ho scelto per il primo angelus che ho dovuto dire come Papa. È rimasto molto impresso in me come messaggio da dare sempre tutti i giorni", ha aggiunto parlando a braccio. È accaduto anche quando "ho avuto un atteggiamento un po' svergognato, di fare un po' di pubblicità ad un libro del cardinale Kasper". Ma il fatto è che la misericordia è "l'aria da respirare".

Infatti "tutti siamo debitori. Verso Dio, che è tanto generoso, e verso i fratelli. Ogni persona sa di non essere il padre o la madre che dovrebbe essere, lo sposo o la sposa, il fratello o la sorella che dovrebbe essere. Sappiamo che, se anche non abbiamo fatto il male, manca sempre qualcosa al bene che avremmo dovuto fare. Ma proprio questa nostra povertà diventa la forza per perdonare. Siamo debitori e se, come abbiamo ascoltato all'inizio, saremo misurati con la misura con cui misuriamo gli altri, allora ci conviene allargare la misura e rimettere i debiti, perdonare. Ognuno deve ricordare di avere bisogno di perdono e di pazienza; questo è il segreto della misericordia".

Il Papa annuncia la 24 ore per il Signore: preghiamo per quanti sono nella prova

“I prossimi venerdì e sabato 20-21 marzo si svolgerà l’iniziativa 24 ore per il Signore. È un appuntamento importante della Quaresima per la preghiera e per accostarsi al sacramento della riconciliazione”. Lo ha ricordato il Papa, al termine dell’udienza trasmessa in diretta streaming dalla Biblioteca del palazzo apostolico vaticano.

“Purtroppo a Roma, in Italia e in altri Paesi questa iniziativa non potrà avere luogo nelle forme consuete a causa dell’emergenza del coronavirus”, ha fatto notare Francesco: “Tuttavia, in tutte le altre parti del mondo, si continuerà con questa bella tradizione”. “Incoraggio i fedeli ad accostarsi in maniera sincera alla misericordia di Dio nella confessione e a pregare specialmente per quanti sono nella prova a causa della pandemia”, l’appello del Papa: “Dove non si potrà celebrare 24 ore per il Signore, sono certo che si potrà vivere questo momento penitenziale con la preghiera personale”.

© Avvenire Redazione Internet, mercoledì 18 marzo 2020

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