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Medio Oriente, il Papa: «Non si può parlare di pace mentre ci si arma»

Durissime parole di Jorge Mario Bergoglio al termine del dialogo con i patriarchi. Francesco sottolinea che la guerra è figlia del potere e della miseria, dei tanti che si arricchiscono sulla pelle dei poveri e che tolgono la speranza a tanti bambini. E per la Terra Santa torna a parlare di due Stati per due popoli

Incontro di Bari. Preghiera dei Capi delle Chiese cristiane: “Il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace”. “Su te sia pace!”

“L’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”. Con queste parole di Papa Francesco, si è aperta a Bari, la preghiera ecumenica per la pace in Medio Oriente, sul lungomare di Bari, in largo Giannelli. Da una sponda all’altra del Mediterraneo una potente invocazione perché – dice Bartolomeo I – Dio, “Re celeste, buono e amico degli uomini ispiri cose buone nei cuori di coloro che vogliono la guerra e pacifica le loro menti tormentate”

Incontro di Bari. Il Papa e i Patriarchi, due ore di dialogo sul Medio Oriente nel segno di una “sinodalità aperta al mondo”

Preghiera e riflessione. Su questo binario, racconta al Sir padre Giovanni Distante, rettore della basilica di san Nicola, si svolgerà domani la Giornata per la pace in Medio Oriente che Papa Francesco e i Patriarchi hanno fortemente voluto. La basilica è stata completamente svuotata dei banchi e, al loro posto, è stato allestito un enorme tavolo rotondo attorno al quale siederanno il Papa e i Patriarchi. Due ore di dialogo e riflessione a porte rigorosamente chiuse sui temi della pace e dei cristiani in Medio Oriente

Incontro di Bari. Mons. Cacucci: “Una risposta corale mai vista prima”

Mentre Bari si veste a festa per accogliere domani Papa Francesco e i Patriarchi del Medio Oriente, l'arcivescovo del capoluogo pugliese parla dell'incontro di preghiera come "un dono caduto dall'alto". "Sarà - afferma - un’esperienza di sinodalità tra le varie confessioni cristiane che non ha precedenti di queste proporzioni" e con innegabili ripercussioni sul cammino ecumenico

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