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S.E. Giuseppe

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Messaggio per la Solennità dell'Assunta

Messaggio di S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto ai sacerdoti e alle comunità parrocchiali della Diocesi in occasione della Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria

“In te misericordia, in te pietate,

 in te magnificenza, in te s'aduna

quantunque in creatura è di bontate.”

(Dante – Paradiso – Canto XXXIII)

 

 

 

Carissimi fratelli nel sacerdozio

e voi tutte comunità parrocchiali e religiose,

 

alla vigilia della Solennità dell’Assunta, desidero esservi accanto con queste righe che nascono dal cuore, dopo aver trascorso con voi circa sette mesi.

La liturgia dell’Assunta, attraversata da un fremito di gioia, ci mette dinanzi al mistero della Pasqua, radice della nostra fede e sorgente di speranza per il cammino della vita.

In questi giorni, per me fatti di ascolto diffuso, di riflessione su quanto appartiene alla storia di questa nostra Chiesa e di attenzione agli eventi e alle dinamiche del territorio che abitiamo, avverto il desiderio del cuore di porgervi un particolare augurio dal sapore pasquale.

         Nel vangelo di Luca, che ascolteremo in questa domenica, c’è un potente sussulto di vita che sgorga dal seno materno di Elisabetta. Esso mette a nudo il senso di quanto andiamo vivendo. Un sussulto di vita che narra la potenza dell’amore di Dio, accolto e donato, capace, come direbbe Tertulliano, di sposare la nostra carne facendone il cardine della salvezza.

         Dopo aver ascoltato gli organismi di partecipazione e aver terminato il giro dei vicariati della Diocesi, avverto il desiderio di esprimervi tutta la mia gratitudine per come, in vari modi, state cercando di essere: un “presidio di speranza” per questo tempo così difficile.

         Vado recuperando salute, dopo i giorni tristi della malattia, e con fiducia continuo il mio pellegrinaggio attraverso i cuori con l’intento di meglio conoscere e amare ciascuno di voi. Sacerdoti, laici, religiosi, nonostante lo smarrimento provocato dalla pandemia, andate esprimendo gesti concreti che vi fanno essere vicini e solidali alle necessità della gente, tessitori di vita.

         I giorni che ci attendono saranno preziosi per individuare percorsi protesi a continuare a vivere al meglio la missione che il Signore ci ha affidato. A tutti chiedo il respiro della pazienza e la capacità di tessere un discernimento, frutto dell’ascolto dello Spirito e dei segni dei tempi.

         Mi piace consegnarvi la citazione di un contemporaneo: “Mentre il progresso mette mattone su mattone, nell’amore non si mette mai mattone su mattone. Ogni mattone è il primo e dobbiamo sempre ricominciare perché se ci addormentiamo su quello che abbiamo costruito, in quel momento tutto scompare” (E. Balducci).

         È una vera sfida; e in questa sfida sentitevi accompagnati dalla benedizione del Signore insieme alla gratitudine, la stima, l’affetto e la preghiera del vostro vescovo.

         La Vergine Odegitria, che festeggiamo nel giorno della Sua Assunzione al cielo, ci aiuti a sperimentare, come per Elisabetta, quel sussulto di vita necessario a rimettere in gioco ogni cosa, fiduciosi che, nel Signore, la nostra carne, i giorni che ci sono dati, tornino a vibrare di relazioni, di desiderio, di passione per questa umanità.

         Ieri è morto Gino Strada, una vita donata per gli uomini lacerati dalla guerra e dilaniati dall’arroganza dell’egoismo; una spina nel fianco della opulenta indifferenza di tanti: una grave perdita per l’umanità. Abbiamo uno struggente bisogno di umanità.

         Auguri a tutti e a ciascuno, Maria che corre in fretta per le strade impervie della Giudea, ci restituisca la gioia della vita che alimenta la vita, della vita che rinasce ad ogni incontro e si attesta nella danza dei giorni.

Buona Festa dell’Assunta e Buona vita.

Vigilia della Solennità dell’Assunta 2021

 don Giuseppe, Vescovo