I comandamenti di cui parla Gesù non sono quelli di Mosè ma i suoi, vissuti da lui. Sono la concretezza, la cronaca dell'amore, i gesti che riassumono la sua vita
Io sono la via, la verità e la vita. Parole immense, che evadono da tutte le parti
Non un Dio dei recinti ma uno che apre spazi più grandi, pastore di libertà e non di paure
Lo riconobbero allo spezzare il pane. Lo riconobbero perché spezzare, rompere e consegnarsi contiene il segreto del Vangelo: Dio è pane che si consegna alla fame dell'uomo
Gesù ritorna, nel più profondo rispetto: invece di rimproverarli, si mette a disposizione delle loro mani
C'è, esiste, vive, ma non qui. Va cercato fuori, altrove, diversamente, è in giro per le strade, è il vivente, un Dio da cogliere nella vita
In questa notte le nostre tenebre vengono dissipate dal racconto che celebra la storia della salvezza e che ci ricorda come Dio, fin dalla creazione del mondo e sempre fedele alle sue promesse, non dimentica il suo popolo
Guardando le sofferenze del Cristo sono invitato a capire quale è il mio prezzo, la mia preziosità, il mio "cartellino di vendita", considerare che quel "ne vale la pena" di Dio, che sono io stesso, è l'orrore infamante di una sofferenza inutile e di una morte assurda, ma anche la condivisione di un mattino di pasqua dove Gesù, fattomi entrare con l'amore nelle sue ferite, mi porterà per una gioia senza fine!
Se non riconosciamo nel pane spezzato il corpo del Signore nella forma del servo che si offre per amore; se ci accostiamo alla comunione senza essere sinceramente disposti a lavarci i piedi gli uni gli altri, noi non riconosciamo il corpo del Signore
La croce è l'innesto del cielo dentro la terra, il punto dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa. E scrive il suo racconto con l'alfabeto delle ferite, l'unico che non inganna. Da qui la commozione, lo stupore, l'innamoramento